A cosa serve una scena di sesso?
I più giovani sembrano ritenerle superflue e nei film se ne vedono sempre meno, ma molti ne sentono la mancanza
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Ogni anno un centro di ricerca dell’università della California Los Angeles (UCLA) conduce un sondaggio tra ragazzi e giovani adulti statunitensi di età compresa tra 10 e 24 anni per conoscere i loro gusti in fatto di film e serie tv. Quasi la metà degli intervistati, secondo il rapporto più recente, pensa che ci siano troppe scene di sesso.
È un dato sorprendente, considerato che da anni nell’industria del cinema e dell’intrattenimento è molto discussa l’impressione opposta: e cioè che quel tipo di scene siano drasticamente diminuite rispetto a una volta. E se n’è parlato di nuovo anche dopo l’ennesimo film di grande successo privo di sesso: Odissea di Christopher Nolan, la cui riluttanza a usare scene di sesso è nota.
Alcuni analisti hanno interpretato i risultati del sondaggio come il segno di una sorta di repulsione delle generazioni più giovani per le scene di sesso, da cui deriverebbe la propensione delle grandi produzioni a fare film senza, in modo da soddisfare un pubblico più ampio possibile. Altre preferenze espresse nel sondaggio sostengono questa ipotesi: il 60,9 per cento degli intervistati preferirebbe vedere relazioni tra i protagonisti più incentrate sull’amicizia che sul sesso, alla Stranger Things. E su 18 argomenti di film e serie tv proposti agli intervistati, l’amicizia è il terzo argomento preferito, mentre le relazioni amorose e sessuali sono il terzultimo.
Un’opinione condivisa dagli intervistati nei sondaggi più recenti è un’idea citata spesso da persone di ogni età, non solo giovani, che dicono di non amare le scene di sesso nei film e nelle serie: «non sono necessarie per la trama». Ma è un’obiezione piuttosto inconsistente, secondo la parte di pubblico, critica e autori che invece ama le scene di sesso e ne soffre la mancanza nella produzione cinematografica contemporanea: perché la funzione delle scene di sesso non è mai stata portare avanti la storia, o perlomeno non in un senso rigidamente consequenziale.
Uno dei film americani di maggior successo degli anni Ottanta, Top Gun, contiene una scena di sesso di oltre un minuto. Non serve a niente, nell’economia della storia: per far capire al pubblico cosa succede tra i protagonisti basterebbero dieci secondi e un paio di dissolvenze incrociate, come nell’apprezzato sequel Top Gun: Maverick, del 2022. La differenza principale non sta nella trama, ma nella definizione del rapporto inscenato: nel film del 1986 il sesso è una parte integrante e manifesta della relazione, verso cui la narrazione tende; nel sequel è una parte accessoria e implicita, e importa poco se c’è o non c’è.
Un’altra contro-obiezione che i sostenitori delle scene di sesso rivolgono al pubblico che le ritiene superflue è che nemmeno certe interminabili scene d’azione sono strettamente necessarie per lo sviluppo della trama. Eppure ci sono, anche in film non d’azione, e hanno senso per la loro spettacolarità. Allo stesso modo una scena di sesso o di corpi nudi può avere senso anche in film non per forza erotici o pornografici, per il semplice fatto che permette alla storia di suscitare più emozioni ed essere più coinvolgente.
Fino alla fine degli anni Novanta le scene di nudo e di sesso non erano un’eccezione: si trovavano in molti film drammatici e d’azione, ma anche commedie non romantiche, visti praticamente da chiunque. Persino in una commedia per famiglie di straordinario successo e priva di scene di sesso come Ghostbusters, del 1984, c’era comunque una scena in cui uno dei protagonisti sogna di fare sesso con un fantasma. E c’erano ovviamente numerose scene di sesso nei film thriller erotici, un genere all’epoca popolare e oggi molto meno in voga (Attrazione fatale, Basic Instinct, Sex Crimes e altri).
– Leggi anche: Fortuna e declino del thriller erotico
Ci sono ancora scene di sesso, nella produzione più recente di film e serie tv. In alcuni casi sono persino più numerose di prima, ma si trovano perlopiù concentrate in film d’autore o con particolari ambizioni artistiche, come Povere creature! di Yorgos Lanthimos, del 2023, o Anora di Sean Baker, del 2024. Sono film che oggi si fanno notare anche per la presenza di quelle scene, mentre fino ai primi anni Duemila le scene di sesso presenti in film d’autore, come per esempio Mulholland Drive di David Lynch, non erano di certo un fatto eccezionale.
L’impressione che gran parte delle scene di sesso sia stata eliminata o sostituita da scene allusive, come se una qualche esigenza impedisse di mostrarle, è confermata anche dai dati. Da un’analisi di Stephen Follows, tra i più citati esperti statunitensi di dati sul cinema, è emerso che il sesso nei film è diminuito di quasi il 40 per cento, nei 250 film con i maggiori incassi di ogni anno dal 2000 al 2023. E la percentuale di film privi di qualsiasi contenuto sessuale è passata da circa il 15-20 per cento a quasi il 50 per cento. La quantità di contenuti violenti, blasfemi o legati a sostanze vietate è invece rimasta invariata.
A volte l’assenza delle scene di sesso è piuttosto evidente, perché mancano in film d’azione vecchio stile, alla Top Gun, la cui storia include una relazione d’amore. F1, il film sulla Formula 1 con Brad Pitt, è stato uno dei maggiori incassi del 2025 (circa 550 milioni di euro in tutto il mondo). È un film di corse automobilistiche, ovviamente, ma c’è anche una relazione che da professionale diventa intima tra il protagonista e la principale coprotagonista. È chiaro da subito come andrà a finire, ma il film elude la scena di sesso mostrando solo un bacio e un abbraccio travolgente tra i due, vestiti, e con la solita dissolvenza.
Una delle ipotesi proposte da diversi analisti per spiegare la diminuzione delle scene di sesso la riconduce all’aumento dei costi di produzione dei film molto grossi. Si stima che lo stesso F1, per esempio, sia costato intorno ai 250 milioni di euro. E se l’obiettivo è rientrare nei costi e possibilmente guadagnarci, inserire scene di sesso potrebbe ridurre gli incassi perché limita la circolazione del film. La limita nelle fasce di pubblico più giovane, a cui il film sarebbe vietato a causa di quelle scene, e soprattutto nei mercati esteri. Alcuni molto influenti sugli incassi complessivi, come la Cina e gran parte del Medio Oriente, sono mercati molto più severi sui contenuti sessuali di quanto lo siano riguardo alla violenza.
C’è anche una ragione culturale, secondo Follows, che in un recente articolo sul perché il sesso stia scomparendo dai film moderni ha scritto di averci fatto anche un video per YouTube, ma di aver dovuto rifare il video perché il montaggio conteneva evidentemente scene «troppo sexy» anche per gli standard di accettabilità di YouTube.
Negli ultimi anni sono molto cambiate in generale la sensibilità e l’attenzione verso il racconto e la rappresentazione dei rapporti sessuali, perché le possibili forme di sfruttamento, le violenze e gli squilibri di potere a volte legati al sesso sono diventati argomento di un dibattito molto acceso e polarizzato. E questo ha aumentato le pressioni sia su chi fa i film sia su chi li interpreta, se nei film sono previste scene di sesso.
Alcuni attori e attrici della serie tv Game of Thrones, per esempio, hanno apertamente condiviso il loro disagio a girare quel tipo di scene nella prima stagione. E sui set è diventata sempre più centrale e spesso necessaria la figura delle intimacy coordinator, professioniste che si occupano di mettere attori e attrici a loro agio nelle scene di nudo e di sesso.
Il risultato di tutti questi timori e cautele è che molti produttori e autori scelgono di fare del tutto a meno delle scene di sesso, oltre che per ridurre i costi delle intimacy coordinator, per evitare polemiche nel caso in cui quelle scene non contengano sfumature e attenzioni che una parte del pubblico magari si aspetta. Secondo Follows, «siamo diventati tutti un po’ più consapevoli della vulnerabilità. Non vogliamo guardare attori che sembrano a disagio. Non vogliamo sentirci a disagio mentre li guardiamo».
Ma gli effetti culturali di questa rinuncia sono proprio uno degli altri motivi per cui avrebbe invece senso avere più scene di sesso, secondo chi sostiene che ce ne siano troppo poche nei film e nelle serie. Una delle funzioni di quelle scene, secondo loro, è anche mostrare le relazioni umane in tutta la loro variabilità e completezza. Vedere un personaggio che fa sesso può favorire l’immedesimazione e la comprensione da parte del pubblico, ed elimina anche un certo stigma ancora diffuso riguardo al piacere sessuale.
Evitare le scene di sesso – per paura, per profitto o per qualsiasi altra ragione – significa precludersi ogni possibilità, inclusa quella di mostrare forme di sessualità impacciata e divertita, oppure esagerata e irrealistica, o ancora una sessualità sicura, consensuale e realistica. Tutti modelli di sessualità in contrasto con quello irrealistico della pornografia online, che rischia altrimenti di rimanere uno dei pochi generi, se non l’unico, con scene di sesso.



