Il turismo dei formati cinematografici

I cinefili sono disposti a viaggiare e spendere molto pur di vedere un film nelle migliori condizioni: è diventato evidente con "Odissea"

Il TCL Chinese Theatre di Hollywood, in California, mostra la locandina di una proiezione di Odissea in IMAX 70 mm (AaronP/Bauer-Griffin/GC Images)
Il TCL Chinese Theatre di Hollywood, in California, mostra la locandina di una proiezione di Odissea in IMAX 70 mm (AaronP/Bauer-Griffin/GC Images)
Caricamento player

L’uscita di Odissea, l’ultimo e attesissimo film di Christopher Nolan, ha reso più evidente una tendenza in voga tra i cinefili da molti anni che finora non aveva avuto una grande esposizione: quella di viaggiare anche per molti chilometri pur di assistere alla proiezione di un film in determinati formati e condizioni di visione. Nolan è notoriamente un fanatico dei formati cinematografici e ha girato Odissea interamente con una pellicola da 70 millimetri e in formato IMAX.

È il primo film di sempre realizzato con questa combinazione di tecniche, e di conseguenza il modo migliore per guardarlo sarebbe in una sala dotata di un impianto di proiezione adeguato sia alla pellicola che al formato IMAX. Ma nel mondo sono pochissime: 41, per l’esattezza. Dal 16 luglio, giorno dell’uscita del film nelle sale, decine di spettatori stanno organizzando viaggi apposta per assistere alla versione del film pensata da Nolan, anche spendendo cifre considerevoli.

Richard Gelfond, CEO di IMAX (l’azienda che ha brevettato l’omonimo formato), ha detto che «gli appassionati stanno viaggiando da un paese all’altro, se non da un continente all’altro, per vedere Odissea in IMAX 70 mm».

Nonostante il crescente interesse dei cinefili, secondo Gelfond le sale attrezzate per questo tipo di proiezione resteranno pochissime anche nei prossimi anni. Il motivo è che solo una piccola parte dei cinema IMAX è sufficientemente grande e dispone delle costose apparecchiature necessarie per proiettare le enormi bobine di pellicola da 70 millimetri. Per dare l’idea, quella di Odissea pesa più di 300 chili ed è lunga circa 18 chilometri. I cinema la ricevono a pezzi, in più scatoloni contenenti un certo numero di rulli.

«Potremmo avere più sale di questo tipo e stiamo valutando diverse opzioni, ma in un certo senso sono come le Rolls-Royce. Solo pochi posti possono sostenere economicamente questa soluzione», ha aggiunto Gelfond.

La maggior parte delle sale IMAX in grado di proiettare pellicole da 70 millimetri si trova negli Stati Uniti (25 su 41). Tra le più note c’è quella ospitata dal Museum of Discovery & Science di Fort Lauderdale, in Florida. Il New York Times ha recentemente intervistato Zach Weible, uno spettatore che, pur di vedere Odissea nel modo in cui è stato concepito, ha fatto quasi 500 chilometri in auto e prenotato una stanza d’albergo. A quel punto ha assistito a due proiezioni del film, definendo l’esperienza «il cinema nella sua forma più pura».

Un altro intervistato, David Erazo, per vedere Odissea a Fort Lauderdale ha preso un aereo dall’Honduras. Mike Rohlfing ha percorso invece più di 1.450 chilometri: da St. Louis, nel Missouri, a Grand Rapids, nel Michigan.

I cinefili californiani sono quelli che devono fare meno strada. La California è infatti lo stato con il maggior numero di sale IMAX 70 mm al mondo: sono otto, tra cui la celebre sala IMAX del TCL Chinese Theatre di Hollywood, una delle più note e frequentate.

La situazione è decisamente più scomoda in Australia, un paese enorme che dispone di una sola sala attrezzata per le proiezioni IMAX 70 mm: quella di Melbourne. Dallo scorso 16 luglio ha attirato spettatori provenienti non solo da varie zone dell’Australia, ma anche dai paesi vicini, in particolare dalla Nuova Zelanda, costretti a spostarsi per centinaia o migliaia di chilometri pur di assistere alla proiezione nel formato originale.

La sala IMAX 70 mm di Fort Lauderdale (Museum of Discovery & Science)

In Europa di queste sale ce ne sono sei. Tre si trovano in Inghilterra, due a Londra e una a Manchester; le altre sono a Bruxelles (Belgio), a Montpellier (Francia) e a Praga, in Repubblica Ceca. Nelle ultime due settimane proprio quest’ultima (che si chiama Cinema City) è diventata una delle destinazioni più frequentate dai cinefili europei.

È anche una questione di comodità: oltre a essere relativamente facile da raggiungere da diversi paesi dell’Europa centrale, Praga offre costi di viaggio e soggiorno generalmente più contenuti rispetto per esempio a Londra.

Per far fronte alla grande richiesta, il Cinema City di Praga ha aumentato le proiezioni fino a cinque spettacoli al giorno, di cui uno dopo la mezzanotte. Gli organizzatori hanno detto ad Associated Press che la sala è stata frequentata da spettatori provenienti da 15 paesi europei e che il 27 luglio gli spettatori arrivati dall’estero erano stati 22mila.

In Italia non ci sono cinema IMAX 70 mm. Ci sono però alcune sale, in numero molto limitato, che possono proiettare film su pellicola da 70 millimetri, ma senza utilizzare il sistema IMAX. Sono cinque: il 4Fontane di Roma, il Metropolitan di Napoli, il Lumière di Bologna, il Cinergia di Conegliano (Treviso) e l’Arcadia di Melzo (Milano), il più famoso.

L’Arcadia si trova a circa 40 minuti di macchina da Milano, ha aperto nel 1997 e negli ultimi ventinove anni è diventata la destinazione più frequentata dai cinefili italiani, spesso disposti a compiere lunghi viaggi pur di guardare un film nella cosiddetta sala Energia, quella attrezzata per le proiezioni in 70 mm. Ha 630 posti, un impianto audio come non esiste altrove in Italia e uno schermo largo 30 metri e alto 16 metri e mezzo.

La sala Energia dell’Arcadia di Melzo (Arcadia di Melzo)

L’ufficio stampa dell’Arcadia ha detto al Post che dallo scorso 16 luglio sono stati venduti più di 9mila biglietti per vedere Odissea in lingua originale e in 70 mm, e che gli spettatori provengono non solo da tutta Italia ma anche da numerosi paesi europei, tra cui Paesi Bassi, Austria e Svizzera. Ma è frequentato anche da un più ristretto numero di spettatori extraeuropei, provenienti soprattutto da Iran e Stati Uniti.

Come accennavamo, i film in 70 millimetri sono spesso contenuti in un’unica lunghissima bobina, che in media pesa più di un quintale ed è lunga almeno 5 chilometri. Ogni rullo è lungo tra i 500 e i 700 metri e contiene poco meno di venti minuti di film: prima della proiezione deve quindi essere assemblato con gli altri, in un lavoro delicato che richiede diverse ore.

La fase più complessa è la giuntatura, cioè il momento in cui la fine di un rullo viene unita all’inizio del successivo: serve precisione per individuare il fotogramma corretto e maneggiare una pellicola rara e preziosa. Per farlo si usa una macchina chiamata giuntatrice: una delle più note è la Pressa Catozzo, inventata negli anni Cinquanta da Leo Catozzo, montatore di molti film di Federico Fellini (per chi volesse approfondire, avevamo raccontato il procedimento nel dettaglio qui).

– Leggi anche: Guida ai formati dell’“Odissea” di Christopher Nolan