• Sport
  • Lunedì 3 agosto 2026

La miglior velocista al mondo nel ciclismo

Lorena Wiebes vince quasi ogni volata a cui partecipa: nel weekend ha vinto le prime due al Tour de France

La ciclista nederlandese Lorena Wiebes vince la seconda tappa del Tour de France femminile, il 2 agosto 2026 (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)
La ciclista nederlandese Lorena Wiebes vince la seconda tappa del Tour de France femminile, il 2 agosto 2026 (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)
Caricamento player

La ciclista più forte del mondo quando una gara finisce in volata è senza dubbio la nederlandese Lorena Wiebes. Molto veloce e potente, Wiebes ha vinto le prime due tappe del Tour de France femminile, che è cominciato il 1° agosto a Losanna, in Svizzera, dimostrando di essere non solo la velocista più forte, ma anche la più completa. A 27 anni Wiebes ha già vinto 133 gare da professionista su strada e soprattutto 54 delle ultime 55 volate disputate. È inoltre molto forte anche in altre discipline del ciclismo.

La sua connazionale Marianne Vos, la ciclista più vincente di sempre, ha detto di «non aver mai visto» una velocista come Wiebes. È eccezionale sia per quanto vince (una media pogačariana di 14 vittorie a stagione), sia per come vince. Per arrivi in volata si intendono quelli in cui le cicliste arrivano in gruppo, e si giocano la vittoria con lo sprint finale. Tipicamente in volata si vince o si perde per poche decine di centimetri, mentre spesso Wiebes vince di almeno un paio di metri.

Wiebes può vincere al termine di stradoni larghi e dritti, ad alta velocità, oppure su arrivi tortuosi, con tante curve e stradine strette; quando la velocità di partenza della volata è alta oppure bassa, quando la squadra riesce ad aiutarla oppure cavandosela da sola, quando la volata dura centinaia di metri o solo poche decine.

Nella prima tappa del Tour de France del 2026, inoltre, ha dimostrato di saper resistere bene anche quando la strada sale. Al contrario di altre velociste, che in salita faticano, Wiebes è riuscita a rimanere in un gruppetto con altre cicliste più scalatrici, come la francese Pauline Ferrand-Prévot, e poi le ha battute tutte in volata.

Wiebes è una ciclista particolarmente poliedrica. È stata due volte campionessa europea di ciclismo su strada, è la campionessa del mondo in carica sia nel gravel che in due specialità del ciclismo su pista (l’omnium e lo scratch) e anni fa praticava anche BMX e ciclocross.

Fino a poche stagioni fa su strada era una velocista pura, cioè una che faticava parecchio anche sulle salite più brevi. Danny Stam, il direttore sportivo della sua squadra, la SD Worx-Protime, ha detto che Wiebes si è allenata molto sulle salite per essere «una ciclista più completa» e per non perdere troppe energie che le servono poi nella volata finale.

Quando era più giovane, Wiebes praticava anche ginnastica acrobatica e giocava a calcio. Tuttora fa palestra e kickboxing, attività che la aiutano ad avere grande forza nelle gambe (non a caso imprime tanta potenza sui pedali) e ad avere una parte superiore del corpo ben più muscolosa delle rivali. Serve anche questo, in certe volate, per prendere posizione in un gruppo di atlete lanciato a oltre 60 chilometri all’ora.

Non tanti ciclisti professionisti riescono anche a fare questo.

Sulla bici Wiebes è «una killer», dice Stam, perché «è ossessionata dalla vittoria» ed è molto concentrata sul come ottenerla. Le sue compagne di squadra e i suoi allenatori dicono che Wiebes prepara con grande cura tutte le volate e riesce a leggere bene la corsa, come si dice in gergo, cioè riesce ad avere intuizioni tattiche vincenti.

Un esempio fu la seconda tappa dell’UAE Tour del 2025, quando Wiebes riuscì a far parte di una fuga di cinque cicliste che arrivò al traguardo, e lei ovviamente vinse la volata.

Wiebes può contare anche su una squadra che fa di tutto per far terminare una corsa in volata, perché è molto probabile che lei vinca. È successo nella seconda tappa del Tour de France, quando tutta la SD Worx-Protime (incluse le scalatrici che puntano alla classifica generale Lotte Kopecky e Anna van der Breggen) si è incaricata di inseguire la fuggitiva Riejanne Markus. Nonostante le compagne di squadra fossero poi comprensibilmente troppo stanche per aiutarla in volata, Wiebes ha dominato la fine della gara sfruttando la scia delle rivali.

Alle tante vittorie di Wiebes va aggiunto che non è un gran momento, per le altre migliori velociste al mondo. Le sue rivali principali sono la nederlandese Charlotte Kool, che era sua compagna di squadra e gregaria più importante, e l’italiana Elisa Balsamo. Entrambe, come anche l’irlandese Lara Gillespie o la belga Shari Bossuyt, hanno vinto poco quest’anno, segno che non stanno attraversando un periodo di grandi prestazioni.

In questa stagione Wiebes ha già vinto 15 volte (la seconda ciclista più vincente, Demi Vollering, è a 10). E avrebbe potuto vincere ancor di più, se non fosse stata squalificata in modo controverso dal Giro d’Italia a causa di una bicicletta troppo leggera. Lei ha reagito rimanendo a seguito della gara, facendo però un giro turistico.

Quando non pedala, infatti, Wiebes sembra una persona molto più tranquilla. Era una bambina «abbastanza timida», dice lei stessa, e tuttora lo «spirito competitivo» che dimostra in bici non è lo stesso della vita di tutti i giorni. Secondo la sua compagna di squadra Elena Cecchini, Wiebes è «uno spasso» . D’estate, quando non si allena, fa cose molto nederlandesi, tra cui girare per i canali sulla barchetta di famiglia oppure andare al lago di Garda in vacanza.