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  • Sabato 1 agosto 2026

Un aereo turistico è precipitato in Perù, con diversi italiani a bordo

Secondo i media locali tra le 13 persone morte ce ne sarebbero 7 italiane

Le autorità intorno ai resti dell'aereo precipitato, in Perù, l'1 agosto 2026 (AP Photo/Genry Bautista)
Le autorità intorno ai resti dell'aereo precipitato, in Perù, l'1 agosto 2026 (AP Photo/Genry Bautista)
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Sabato un aereo turistico è precipitato mentre sorvolava il sito archeologico delle Linee di Nazca, in Perù: nell’incidente sono morte le 13 persone che erano a bordo, 11 passeggeri e 2 piloti. Ci sono ancora poche informazioni sull’incidente, ma intanto il governo peruviano ha confermato che tra le 13 persone c’erano passeggeri di nazionalità italiana, spagnola e tedesca.

I media locali scrivono che i turisti italiani erano 7, ma sul numero non c’è ancora una conferma ufficiale né delle autorità peruviane né del ministero degli Esteri italiano, che sta seguendo la situazione attraverso l’ambasciata italiana a Lima. Le cause dell’incidente non sono ancora note.

L’incidente è avvenuto intorno alle 13 ora locale (le 20 in Italia). L’aereo, della compagnia peruviana Aerodiana, era decollato da un aeroporto di Pisco, sulla costa meridionale del Perù. Il ministero dei Trasporti peruviano ha ricostruito che l’aereo ha segnalato problemi dopo quasi un’ora di volo, ma poi ha subito perso i contatti con la torre di controllo. Una volta precipitato al suolo ha preso fuoco immediatamente, impedendo i soccorsi.

Le Linee di Nazca sono una delle principali attrazioni turistiche del Perù: sono grossi disegni nel terreno in un altopiano desertico nel sud del paese. Questi grossi disegni si chiamano geoglifi, e risalgono a migliaia di anni fa: rappresentano soggetti geometrici, oppure piante e animali stilizzati.

Quelli delle Linee di Nazca sono i geoglifi più famosi del mondo: ce ne sono alcune centinaia, i più famosi sono il colibrì e il gatto, e nel 1994 sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Si possono vedere bene soltanto da una certa distanza, di solito appunto con brevi voli turistici sopra l’area.

Uno dei geoglifi di Nazca (AP Photo/Martin Mejia)