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  • Domenica 2 agosto 2026

La situazione a Ceuta sta lentamente tornando alla normalità

Ma alcune centinaia di persone migranti sono ancora in città, che è piena di polizia ed esercito

Un gruppo di persone migranti davanti a un negozio con le serrande mezze abbassate a Ceuta, 1° agosto 2026 (Juan Carlos Lucas/ZUMA Press Wire)
Un gruppo di persone migranti davanti a un negozio con le serrande mezze abbassate a Ceuta, 1° agosto 2026 (Juan Carlos Lucas/ZUMA Press Wire)
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Nell’exclave spagnola di Ceuta, dopo la grave crisi migratoria in cui oltre 50 mila persone erano entrate dal Marocco in meno di 24 ore, la situazione sta lentamente tornando alla normalità, anche se non del tutto. Alcune centinaia di persone migranti rimangono in città, dove continuano i pattugliamenti di esercito e polizia, arrivati in massa dalla penisola spagnola nei giorni scorsi. Il governo sta anche installando nuove barriere contro l’arrivo delle persone migranti, che però potrebbero non risolvere la situazione, e anzi peggiorarla.

Almeno 72 persone sono morte, quasi tutte cercando di raggiungere Ceuta a nuoto. Sabato il lavoro di recupero dei corpi era ancora in corso.

Ceuta è piccola: ci vivono meno di 85 mila persone. Per questo, quando giovedì ne sono arrivate oltre 50 mila dal Marocco, tutta la comunità è entrata in uno stato di emergenza. Tutti i negozi hanno chiuso, molte persone hanno evitato di uscire di casa. Il governo ha inviato l’esercito e i rinforzi di polizia per cercare di tenere sotto controllo la situazione.

Le operazioni di recupero dei corpi a Ceuta, 1° agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)

Le operazioni di recupero dei corpi a Ceuta, 1° agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)

In realtà poi la situazione è rientrata rapidamente e in maniera autonoma. Già giovedì sera la maggior parte dei migranti era tornata in Marocco: secondo il governo spagnolo, dei 50 mila ne sono rientrati 48.500. Mentre quasi tutte le persone marocchine che erano entrate giovedì sono poi tornate alle loro case, a Ceuta si trovano ancora molte persone provenienti dall’Africa subsahariana, che si trovavano in Marocco come tappa del loro viaggio verso l’Europa. Loro non hanno una casa a cui tornare facilmente, e quindi hanno deciso di rimanere.

Il loro obiettivo è di chiedere asilo, come è loro diritto secondo la legge internazionale. Le autorità spagnole però al momento non sono preparate a processare le domande, e quindi la polizia ha ammassato il grosso dei migranti rimasti su una spiaggia dove dormono all’addiaccio con pochissima acqua e pochissimo cibo. Anche i centri di accoglienza temporanea sono stracolmi di persone. Probabilmente le autorità sperano anche che, davanti alla situazione di disagio, anche chi è rimasto decida di ripassare la frontiera e di tornare in Marocco.

Alcuni hanno cercato di nascondersi e si sono diretti sulle colline che sovrastano la città, sperando di sfuggire ai controlli e poi di potersi imbarcare clandestinamente su un traghetto verso l’Europa. Ci sono stati sporadici inseguimenti con la polizia spagnola.

Sabato a Ceuta i negozi hanno ricominciato ad aprire: alcuni completamente, altri soltanto parzialmente. Mantengono le serrande a metà, oppure tengono la porta chiusa a chiave e fanno entrare soltanto poche persone alla volta, o soltanto quelle che conoscono. Dopo giorni in cui tutto era chiuso, in tantissimi sabato sono andati a fare la spesa, comprese alcune delle persone migranti arrivate e che disponevano di qualche soldo.

Poliziotti di guardia a Ceuta, 1° agosto 2026 (Juan Carlos Lucas/ZUMA Press Wire)

Poliziotti di guardia a Ceuta, 1° agosto 2026 (Juan Carlos Lucas/ZUMA Press Wire)

Gli abitanti di Ceuta intervistati dai giornali spagnoli sono in parte comprensivi con le persone migranti e in parte preoccupati. «Non ci sono stati incidenti, nemmeno tra quelli che hanno bisogno di mangiare e di bere. I ragazzi non hanno colpa», ha detto un negoziante al País. Sabato c’è stata anche una piccola manifestazione di ceutini di sinistra che hanno protestato contro i politici spagnoli di estrema destra arrivati in città per cercare di approfittare politicamente della situazione. I giornali raccontano però anche di situazioni di disagio e di tensione, in cui alcune persone hanno lanciato insulti razzisti contro le persone migranti. In molti criticano anche il primo ministro Pedro Sánchez e la sua gestione della crisi.

Nel frattempo, nel punto dove c’erano stati gli attraversamenti a nuoto il governo spagnolo ha installato una barriera marittima galleggiante di oltre 500 metri. L’obiettivo dovrebbe essere di scoraggiare le persone a tentare di entrare a Ceuta a nuoto. Il rischio, però, è che le persone lo facciano lo stesso, ma dovendo fare un giro più lungo e molto più rischioso, in mare aperto.

Manifestazioni a Ceuta contro il politico di estrema destra Alvise Pérez, 1° agosto 2026 (AP Photo/Bernat Armangue)

Manifestazioni a Ceuta contro il politico di estrema destra Alvise Pérez, 1° agosto 2026 (AP Photo/Bernat Armangue)