Lo Spin Time di Roma è stato sgomberato per un incendio

I circa 400 residenti sono stati evacuati e ora non possono più rientrare, perché il palazzo – occupato dal 2013 – è stato sequestrato

I residenti di Spin Time evacuati dopo l’incendio mercoledì notte (Valentina Stefanelli/Lapresse)
I residenti di Spin Time evacuati dopo l’incendio mercoledì notte (Valentina Stefanelli/Lapresse)
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Spin Time Labs è un grande palazzo occupato poco lontano dalla stazione di Termini, a Roma, nel quartiere Esquilino. Nel tempo Spin Time è diventato un punto di riferimento della sinistra romana, e un luogo di aggregazione molto frequentato non solo da chi ci vive. Nonostante il valore dei suoi spazi, riconosciuto anche dall’amministrazione comunale, c’era il rischio concreto che Spin Time venisse sgomberato dalle forze dell’ordine: è successo nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo un incendio divampato all’interno dell’edificio, che è stato messo sotto sequestro.

Le circa 400 persone che ci abitavano, tra cui famiglie con bambini, anziani e soggetti fragili, non sono potute più rientrare nello stabile, che in questo modo è stato di fatto sgomberato, come il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi diceva di voler fare da tempo.

L’incendio si è sviluppato attorno alle 22 di mercoledì in un deposito nei piani bassi dello stabile. Non è ancora chiara la causa, tra le ipotesi c’è il cortocircuito di un quadro elettrico. Le fiamme sono state spente da alcuni residenti, mentre sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’area. Nel frattempo il palazzo è stato evacuato e alcune persone sono state soccorse per lievi intossicazioni da fumo.

L’incendio non ha provocato danni strutturali evidenti. Lo stabile è stato comunque dichiarato inagibile dai vigili del fuoco e le persone evacuate non sono state autorizzate a tornare nelle loro abitazioni. I residenti sono potuti rientrare uno alla volta solo scortati dalle forze dell’ordine e solo per recuperare dai loro alloggi alcuni beni di prima necessità, come i medicinali. Gli appartamenti sono anche stati perquisiti: gli attivisti hanno detto che le porte sono state forzate, nonostante fossero state date le chiavi per aprirle, e che le case sono state messe «sottosopra».

Un’assemblea pubblica davanti a Spin Time durante il presidio permanente (Valentina Stefanelli/LaPresse)

All’alba di giovedì la protezione civile ha prestato soccorso ai residenti allestendo tende e brandine di emergenza, e distribuendo acqua e pasti. Le famiglie con le maggiori fragilità sono stati trasferiti in strutture vicine. I residenti hanno organizzato un’assemblea pubblica nel pomeriggio a cui hanno partecipato migliaia di persone e hanno avviato un presidio permanente davanti all’edificio, proseguito nella notte tra giovedì e venerdì.

Il sequestro è stato eseguito dalla Digos (il reparto investigativo della polizia) e, come ha spiegato l’assessore alla Casa Tobia Zevi, è doppio: uno dovuto all’occupazione dell’immobile e uno per permettere le indagini sull’incendio.

Giovedì il prefetto Lamberto Giannini ha convocato una riunione a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Roberto Gualtieri, Zevi e il fondo Investire SGR, proprietario dell’immobile. Alla fine dell’incontro il comune di Roma ha fatto sapere che «i rappresentanti della proprietà hanno espresso disponibilità a collaborare con le istituzioni nella ricerca di un percorso condiviso». Il comune aveva manifestato da tempo l’intenzione di acquistare l’immobile per evitare lo sgombero, ma le trattative con la proprietà non sono mai andate a buon fine.

Spin Time è nella lista di palazzi occupati che secondo il ministero dell’Interno dovrebbero essere sgomberati e rispetto ai quali Piantedosi tiene una linea molto rigida, che ha portato nel 2025 agli sgomberi molto discussi dei centri sociali Leoncavallo a Milano e Askatasuna a Torino. Nel 2023 lo sgombero di Spin Time sembrò molto vicino: Piantedosi infatti lo annunciò, perché i proprietari avrebbero voluto realizzare un albergo in vista del Giubileo. Alla fine l’intervento non avvenne.

– Leggi anche: Storia dello Spin Time di Roma

Nel palazzo, all’angolo tra via Statilia e via di Santa Croce in Gerusalemme, sette piani sono destinati alle abitazioni, mentre il piano terra e quello interrato sono spazi aperti alla cittadinanza. L’occupazione iniziò nel 2013, e negli anni gli spazi vennero trasformati creando un coworking, un’osteria e un auditorium per dibattiti, spettacoli e riunioni. Ci vengono organizzati anche servizi come il doposcuola per i bambini del quartiere.