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  • Mercoledì 29 luglio 2026

In Polonia si sono accorti del trucco delle targhe polacche a Napoli

Viene usato da migliaia di persone per pagare meno l’assicurazione, e ora i polacchi ne potrebbero pagare le conseguenze

Traffico a Napoli
Traffico a Napoli (Alessia Pierdomenico/Bloomberg via Getty Images)
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Chi lavora nelle assicurazioni, in Polonia, la chiama proceder włoski. Significa “la pratica italiana”. È un modo semplice per descrivere l’enorme diffusione di targhe polacche a Napoli, che è uno stratagemma usato da migliaia di persone per pagare un’assicurazione polacca, molto meno costosa rispetto a un’assicurazione fatta nel Sud Italia. Alcuni giornali polacchi l’hanno definita in modo meno diplomatico przekręt neapolski, “la truffa napoletana”, di cui ora si è accorto anche il governo.

Secondo i dati forniti al Post dall’ACI, soltanto nel 2025 in provincia di Napoli sono state iscritte al registro nazionale dei veicoli esteri (REVE) 14.066 targhe. Sono quasi tutte polacche. In Italia circolano 68.228 targhe polacche, 37.830 su auto e 29.120 su moto, e quasi tutte sono registrate a Napoli.

Le targhe con la sigla PL hanno iniziato a diffondersi sempre di più con l’aumento del costo delle assicurazioni avvenuto negli ultimi cinque anni. Il costo dipende dalla probabilità che accada un incidente in un determinato periodo di tempo, ma anche dalla città dove abita la persona che chiede l’assicurazione. A Napoli, dove il rischio di incidenti è alto, la sola polizza obbligatoria che copre i danni a cose e persone – chiamata RC Auto – costa in media poco meno di 600 euro. Con le cosiddette “garanzie accessorie”, ovvero le polizze per eventuali altri danni, furti o grandinate, si possono spendere oltre duemila euro all’anno per assicurare un motorino. Più del valore del mezzo.

Il trucco per pagare di meno è all’apparenza cervellotico, ma efficace. L’auto o il motorino devono essere cancellati dal pubblico registro automobilistico (PRA) italiano e portati in Polonia, dove vengono reimmatricolati e infine ripresi dalla persona che ha chiesto il servizio attraverso un noleggio a lungo termine. L’agenzia che gestisce le pratiche diventa proprietaria del veicolo, dato a noleggio al vero proprietario. Così l’assicurazione è decisamente più bassa, tra 600 e 800 euro nel primo anno e al massimo 350 euro per gli anni successivi.

In questo modo si aggira la legge italiana, che dal 2022 vieta alle persone residenti in Italia di guidare un’auto di proprietà estera senza immatricolarla in Italia. La legge parla appunto di proprietà, non di noleggio: basta tenere a bordo un documento con la scadenza del noleggio per utilizzare regolarmente l’auto o il motorino.

Questa è la versione della pratica più lunga, e legale. Poi ce ne sono altre più veloci, e illegali, che grazie alla compiacenza di funzionari polacchi permettono di importare in Italia targhe polacche senza dover portare l’auto o la moto in Polonia. Tuttavia, sempre per risparmiare sui costi, spesso dietro ai certificati assicurativi non c’è una vera RC Auto, quindi diventa complicato risalire a chi è stato noleggiato quel veicolo e ottenere un risarcimento in caso di incidente.

Quando un mezzo non è assicurato, i risarcimenti vengono garantiti dal fondo di garanzia per le vittime della strada (FGVS), istituito appositamente per risarcire i danni in incidenti causati da veicoli non identificati o non assicurati. Il fondo italiano si rivale poi sul fondo analogo del paese dove è stato immatricolato il veicolo. In Polonia è il PBUK (Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych), che ora sta subendo le conseguenze della “pratica italiana”.

Secondo i dati del PBUK, nel 2024 sono stati segnalati 514 incidenti avvenuti in Italia causati da conducenti di veicoli immatricolati in Polonia e non assicurati. Nel 2025 gli incidenti di questo tipo sono stati circa 1.300. Il PBUK ha dovuto pagare risarcimenti per 6,9 milioni di złoty nel 2024, circa un milione e mezzo di euro, cresciuti in un solo anno fino a 18,4 milioni di złoty, poco più di 4,2 milioni di euro.

Secondo alcuni assicuratori intervistati da giornali polacchi, se questi risarcimenti continueranno a crescere potrebbe esserci un aumento del costo delle polizze nelle zone della Polonia dove vengono noleggiati più veicoli arrivati dall’Italia. «Ogni frode fa aumentare i costi delle assicurazioni», ha detto Artur Dziekański, portavoce dell’associazione delle imprese assicuratrici polacche (PIU). «Nel calcolo dei premi le compagnie assicurative devono tenere conto di questi costi. Ciò significa che ogni attività di questo tipo danneggia indirettamente i clienti onesti».

Il ministero delle Infrastrutture polacco ha detto di aver presente il problema e di aver pensato una possibile soluzione all’interno di una riforma delle revisioni dei veicoli, i controlli che vengono fatti per accertare che i mezzi possano circolare in sicurezza. Il piano prevede l’obbligo di scattare fotografie per dimostrare che la revisione viene fatta in officine polacche, come impone la legge. Oggi invece chi esamina il veicolo può firmare un semplice certificato. Il governo polacco pensa che attraverso le foto sia più semplice scoprire chi non rispetta le regole.

Peraltro l’obbligo di scattare fotografie durante la revisione è previsto anche dalla riforma dei controlli sui veicoli discussa lo scorso anno dalla commissione Trasporti del Parlamento Europeo, che nei prossimi anni dovrà essere adottata gradualmente in tutti i paesi europei. Il ministro polacco delle Infrastrutture Dariusz Klimczak ha detto a TVN24 che l’obiettivo è eliminare tutte le revisioni fasulle, anche se non è ancora certa la data di introduzione delle nuove regole.

Nel frattempo a Napoli, visto che ormai la Polonia si è accorta del trucco, è stato segnalato un aumento delle targhe con la sigla CZ e BG, immatricolate rispettivamente in Repubblica Ceca e Bulgaria.