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  • Venerdì 31 luglio 2026

Quasi tutte le persone migranti arrivate a Ceuta stanno rientrando in Marocco

Più di 48mila sulle 50mila arrivate giovedì; i morti sono almeno 57

Migranti tornano in Marocco da Ceuta, 31 luglio 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
Migranti tornano in Marocco da Ceuta, 31 luglio 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
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Il governo spagnolo ha detto che venerdì sono tornate in territorio marocchino circa 48mila delle oltre 50mila persone migranti che giovedì sera erano entrate nell’exclave spagnola di Ceuta dal Marocco. Molte l’hanno fatto a piedi, attraversando il punto di passaggio di Tarajal. Di fatto sono arrivate a Ceuta e tornate in Marocco in meno di 24 ore. Non è chiaro perché: intervistati da vari giornali, sia spagnoli sia internazionali, alcuni migranti dicono però di aver deciso volontariamente di tornare in Marocco perché a Ceuta non hanno ricevuto accoglienza.

Ceuta ha circa 83mila abitanti e si trova nella punta nord del Marocco, ma è territorio spagnolo e dunque dell’Unione Europea: entrarci significa poter chiedere asilo o un’altra forma di protezione internazionale, e potenzialmente raggiungere l’Europa continentale.

Giovedì decine di migliaia di persone erano entrate a Ceuta scavalcando o travolgendo le barriere di confine, mentre altre avevano nuotato per un breve tratto di mare in modo da aggirarle. Finora i corpi di 57 persone sono stati recuperati dalle autorità spagnole, secondo cui il numero di morti aumenterà nelle prossime ore, anche perché di diverse decine non si hanno notizie.

L’arrivo improvviso di così tante persone migranti ha messo in crisi il sistema di accoglienza di Ceuta, che non ha le strutture né i mezzi per gestirle. Nel giro di poche ore il governo spagnolo ha schierato migliaia di soldati nell’exclave, con l’obiettivo di fermare e rimpatriare quante più persone possibili. Nella notte tra giovedì e venerdì circa 300 persone sono entrate a Melilla, l’altra exclave spagnola in Marocco, il cui varco era stato chiuso giovedì per evitare di trovarsi nella situazione di Ceuta.

Attraversamenti simili sono frequenti, ma è raro che le persone arrivino in massa come è accaduto negli ultimi due giorni. L’ultima volta era successo nel 2021, quando circa 10mila persone erano entrate a Ceuta in un giorno: molte meno di quelle di giovedì. Non è ancora chiaro perché in così tanti, anche giovanissimi, abbiano deciso di attraversare il confine proprio ora.

È stato ipotizzato che avesse a che fare con una sentenza di inizio luglio della Corte Suprema spagnola, secondo cui le persone migranti intercettate mentre cercano di raggiungere Ceuta o Melilla via mare non possono essere immediatamente rimpatriate, dunque restano a carico delle autorità spagnole. Nonostante alcune interviste fatte dal País ai migranti arrivati in questi giorni abbiano parzialmente smentito questa ricostruzione, nelle ore precedenti all’inizio degli ingressi era circolata molto online l’idea che chiunque riuscisse a raggiungere Ceuta a nuoto non potesse essere rimpatriato per via della recente sentenza: giovedì sera il governo spagnolo ha però chiarito che non sarà così per le persone arrivate negli ultimi due giorni.

Un’altra ipotesi che sta circolando nelle ultime ore, che il País attribuisce a fonti anonime dei servizi segreti spagnoli, riguarda il ruolo del governo marocchino. Nelle ultime 24 ore il Marocco è stato molto collaborativo e ha stretto un accordo con la Spagna per velocizzare i rimpatri delle persone che avevano attraversato il suo confine. Ha giustificato la perdita di controllo temporanea sul suo confine dicendo che molte guardie non erano in servizio a causa della Festa del Trono: una delle più importanti ricorrenze nel paese, in cui si festeggia l’incoronazione del re del Marocco Muhammad VI, avvenuta il 30 luglio del 1999.

Allo stesso tempo, secondo quanto riferisce il País, il governo spagnolo ritiene che nelle prime ore il Marocco abbia volontariamente evitato di fermare decine di migliaia di persone che volevano attraversare il confine, ritirando i suoi agenti dall’area e permettendo così anche a intere famiglie di arrivare a Ceuta facilmente. Una possibile spiegazione dietro a questa decisione è la visita che il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha fatto in Algeria lo scorso 20 luglio. L’Algeria è un paese nemico del Marocco, principalmente per il suo sostegno al movimento indipendentista del Fronte Polisario nel Sahara Occidentale, un territorio che il Marocco occupa da decenni ignorando il diritto internazionale e che il Fronte vorrebbe controllare.

– Leggi anche: Per il Marocco il cinema è uno strumento di colonizzazione

Due poliziotti marocchini fermano un uomo che sta cercando di attraversare il confine con Ceuta, vicino a Fnideq, il 31 luglio del 2026 (Abu Adem Muhammed/Anadolu via Getty Images)

Mentre alcuni paesi guidati da governi moderati, come Francia e Germania, si sono offerti di aiutare la Spagna a gestire la situazione, molti leader e partiti di destra ed estrema destra, incluso il presidente statunitense Donald Trump, hanno sfruttato l’occasione per fare propaganda sui rischi dell’immigrazione incontrollata e criticare il governo spagnolo, che nell’Unione Europea è quello con le posizioni più aperte nei confronti dell’immigrazione.

Venerdì sera l’Italia ha sospeso temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna, ripristinando quindi i controlli sulle persone che arrivano in Italia dalla Spagna. È una mossa perlopiù propagandistica, fatta dai partiti del governo di Giorgia Meloni per posizionarsi e mostrarsi fermi nel contrasto all’immigrazione irregolare.

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