C’è un’agenzia di scommesse russa tra Pirlo e la panchina della Nazionale
Il suo ruolo di testimonial di Fonbet, che lo ha portato in Russia a eventi di propaganda, è contestato da alcuni politici
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Per alcuni giorni la nomina di Andrea Pirlo come prossimo allenatore della Nazionale maschile di calcio era stata data come praticamente certa dai principali media e giornalisti sportivi, sebbene non ancora ufficializzata: ma sabato è emersa una questione che ha suscitato opposizioni e reazioni contrariate. Alcuni politici hanno criticato infatti un contratto di sponsorizzazione che Pirlo ha con Fonbet, una società di scommesse sportive russa.
Pirlo ha 47 anni ed è stato fortissimo calciatore, anche della Nazionale, ma da allenatore non ha mai ottenuto risultati rilevanti. Gli si contesta di promuovere sia un marchio di scommesse, cosa che in realtà è estremamente comune nel calcio, sia soprattutto un’azienda russa.
Mauro Berruto, responsabile Sport nella segreteria del Partito Democratico, ha detto di augurarsi che se nominato ad allenare la Nazionale Pirlo rinunci al ruolo per «risolvere questo imbarazzo», mentre il leader di Azione Carlo Calenda ha detto che «chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022, anno dell’invasione dell’Ucraina, non dovrebbe ricoprire cariche nazionali». La vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno ha detto che Pirlo ha «normalizzato» il regime russo, guidato dal presidente Vladimir Putin, e che la sua scelta è stata «un grave errore».
Nella tarda serata di domenica Pirlo ha scritto su Instagram:
«Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono». E ha aggiunto: «Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono».
Pirlo è “global ambassador” di Fonbet, che è il principale bookmaker russo. Secondo i media italiani, la ragione è che tra i principali azionisti della società c’è Sergey Lomakin, oligarca russo e presidente e proprietario dello United FC, la squadra del campionato degli Emirati Arabi Uniti che Pirlo ha allenato la scorsa stagione, ottenendo la promozione, e che ancora sta allenando in questi giorni.
A fine maggio Pirlo era stato a Mosca con l’ex calciatore Marco Materazzi per assistere alla finale della Coppa di Russia e partecipare a una giornata di festeggiamenti e partite amichevoli organizzata da Fonbet. I due avevano posato per fotografie ufficiali, scattato selfie e firmato autografi, proprio nei giorni in cui la Russia conduceva uno dei peggiori bombardamenti su Kiev dall’inizio della guerra. Pirlo e Materazzi erano stati criticati per essersi prestati a un evento simile, durante il quale si era esibito tra gli altri anche il cantante Shaman, aperto sostenitore d noto per le sue popolari canzoni propagandistiche in difesa dell’invasione dell’Ucraina.
Fonbet stessa è nota per avere legami con il regime di Putin, e dopo l’invasione russa dell’Ucraina i club di calcio europei con cui era in affari, tra cui c’era il Milan, avevano interrotto i rapporti. Attualmente sul sito sono ancora presenti pubblicità di sconti e promozioni con le fotografie di Pirlo. La Gazzetta dello Sport, citando i legali di Pirlo, dice che il suo contratto con Fonbet può essere rescisso immediatamente senza penali.

(Una pubblicità di Fonbet, con Pirlo e una maglia che ricorda quella del Milan)
Pirlo è stato il più forte centrocampista italiano degli ultimi decenni, giocando per anni nel Milan e nella Juventus e vincendo tutto quello che poteva vincere, compresi i Mondiali con la Nazionale del 2006. Come allenatore esordì nel 2020 sulla panchina della Juventus, dove rimase soltanto una stagione, la prima in cui la sua ex squadra non vinse il campionato dopo 9 anni consecutivi. Fu esonerato e andò ad allenare prima la squadra turca del Fatih Karagümrük, poi la Sampdoria in Serie B (fu esonerato anche lì) e infine lo United FC nella seconda divisione emiratina.
La sua scelta, decisa dal nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò e da Paolo Maldini, direttore tecnico, è però stata criticata. La sua esperienza da allenatore infatti è poca e di scarso successo, mentre la Nazionale, che arriva dalla terza mancata qualificazione ai Mondiali consecutiva, avrebbe bisogno di un profondo rinnovamento e di una guida particolarmente illuminata e capace.
Nei giorni scorsi si era saputo che Malagò e Maldini stavano trattando con Pep Guardiola, ex allenatore di Barcellona e Manchester City. Alla fine non se ne era fatto niente, ma quella ipotesi aveva alimentato speranze e aspettative che sono state fortemente ridimensionate quando si è saputo che la seconda scelta era Pirlo.
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