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  • Mercoledì 22 luglio 2026

L’Italia cerca un allenatore

Da settimane, per la nazionale maschile di calcio: ora si parla perfino del probabilmente inarrivabile Pep Guardiola

Il presidente della FIGC Giovanni Malagò (Isabella Bonotto/Anadolu via Getty Images)
Il presidente della FIGC Giovanni Malagò (Isabella Bonotto/Anadolu via Getty Images)
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La nazionale maschile di calcio dell’Italia non ha un allenatore da mesi (in due partite c’è stato Silvio Baldini, allenatore dell’Under 21) e lo cerca da settimane. «Ancora qualche giorno di pazienza» aveva detto lunedì a Sky Sport Giovanni Malagò, che da un mese è il nuovo presidente della FIGC, la federazione che gestisce il calcio italiano. Malagò non ha chiesto «pazienza» a caso. Gennaro Gattuso aveva lasciato l’incarico ad aprile dopo la terza volta consecutiva che l’Italia non era riuscita ad andare ai Mondiali, che intanto sono iniziati e finiti. E si avvicina settembre, quando inizierà la Nations League, una sorta di campionato europeo, dove l’Italia giocherà contro Turchia, Belgio e Francia.

C’è poi tutta una questione di aspettative e di confronti. Germania e Francia saranno allenate da due fra i migliori tecnici al mondo: Jürgen Klopp e Zinédine Zidane. E martedì Malagò ha confermato a Cronache di spogliatoio che sta provando a ingaggiare lo spagnolo Pep Guardiola, uno degli allenatori più esperti e influenti di questo secolo. Sarebbe un grandissimo colpo da parte di Malagò, oltre che una mossa ambiziosa per una nazionale storicamente forte e vincente, che però non va ai Mondiali dal 2014.

Intanto, però, c’è una certa confusione; o almeno così sembra da fuori. La FIGC non ha ancora scelto l’allenatore della nazionale perché le stesse persone che devono farlo sono state nominate solo poche settimane fa: Giovanni Malagò è diventato presidente il 22 giugno, quasi due mesi dopo le dimissioni del suo precedessore Gabriele Gravina, e solo l’11 luglio Malagò ha nominato il nuovo direttore tecnico della nazionale maschile: Paolo Maldini.

Maldini ha 58 anni ed è stato uno dei difensori più forti della storia del calcio. Dopo il ritiro è stato dirigente al Milan, per poco ma facendosi apprezzare. Per questo la sua nomina a direttore tecnico della nazionale italiana è stata accolta molto positivamente, dopo mesi di discussioni sulla crisi e sull’arretratezza del calcio italiano. Oltre a Maldini è stato nominato come suo collaboratore Leonardo, ex calciatore brasiliano con diverse esperienze da dirigente.

Malagò ha detto che Maldini e Leonardo «sono già partiti a mille all’ora» e che a Coverciano, il centro federale, «hanno cominciato a rivoluzionare un qualcosa che potenzialmente è formidabile». Secondo Malagò «da lì parte il concetto della filiera che deve arrivare all’individuazione di giovani italiani, il più possibile talentuosi».

Dall’intervista di Malagò a Cronache di spogliatoio è emerso che Maldini e Leonardo hanno un forte potere decisionale, anzitutto nella scelta dell’allenatore dell’Italia.

Guardiola, di certo, non metterebbe d’accordo solo loro ma anche gran parte dei media e dei tifosi, che è una cosa molto rara nel calcio. Lo farebbe perché ha giocato in Italia per anni (e quindi già parla italiano), ma soprattutto perché arriva da anni vincenti e convincenti al Barcellona prima e al Manchester City poi. Ancor più in generale, Guardiola è un allenatore che ama un calcio offensivo, intenso e spettacolare: tanto apprezzato quanto spesso efficace, e molto diverso da quello che si vede di solito in Serie A e in nazionale.

Pep Guardiola durante una delle ultime partite con il Manchester City, 19 maggio 2026 (Catherine Ivill – AMA/Getty Images)

Tra le poche persone che non sono convinte di Guardiola c’è però Luciano Buonfiglio, il presidente del CONI, il Comitato olimpico italiano, che ha preso il posto che fino a qualche mese fa – e per anni – era stato proprio di Malagò. Intervistato dal Corriere della Sera, Buonfiglio ha detto:

Quand’ero presidente della Federazione Canoa feci l’errore di prendere un tecnico tedesco: era bravo ma non si preoccupò di conoscere la mentalità italiana. Non vincemmo nulla e si perse anche tutto il lavoro buono fatto in precedenza.

Su Guardiola ci sono però altri dubbi, ben più concreti. Allenare una nazionale è una cosa molto diversa da allenare una squadra di club: i giocatori li puoi scegliere fino a un certo punto e di sicuro l’Italia non ha i calciatori fenomenali a cui Guardiola – che non ha mai allenato una nazionale – è abituato; e la squadra si riunisce solo per poche settimane l’anno, che potrebbero non essere abbastanza per insegnare e applicare uno stile di gioco preciso e controllato come quello che piace a Guardiola.

Soprattutto, ingaggiare Guardiola è quasi impossibile: ha detto che non sente più la voglia di allenare, e soprattutto costa tantissimo. Malagò ha detto che, per un allenatore del suo calibro, la FIGC potrebbe anche valutare un’eccezione sul budget molto limitato che ha a disposizione. Ma sarebbe un’eccezione enorme: secondo Eurosport l’ultimo stipendio di Guardiola al City si aggirava intorno ai 25 milioni di euro lordi all’anno, oltre cinque volte tanto quello che hanno preso gli ultimi allenatori dell’Italia.

Sempre Malagò ha detto che in FIGC «dire che c’è da stringere la cinghia è dire poco».

Le alternative più probabili per ora sembrano essere Roberto Mancini e Andrea Pirlo. I loro nomi vengono fatti sui giornali da settimane, senza alcuna smentita da parte loro o della FIGC. Costerebbero entrambi molto meno di Guardiola, ma piacciono meno.

Mancini ha 61 anni, è stato un forte ex calciatore e ha già allenato la nazionale dal 2018 al 2023, vincendo gli Europei del 2021. La sua esperienza con l’Italia, però, finì male: nel 2022 mancò le qualificazioni ai Mondiali in Qatar e l’anno successivo se ne andò per allenare l’Arabia Saudita, con uno stipendio decisamente superiore. Dall’Arabia Saudita, una nazionale con aspettative ben più basse dell’Italia, ma che comunque ha giocato i Mondiali, fu però esonerato nel 2024. L’ultima squadra che ha allenato è l’Al Sadd di Doha, in Qatar, dov’è stato solo la scorsa stagione. È presentato come amico di Malagò.

Mancini quando allenava l’Italia durante gli Europei, nel 2021 (Claudio Villa/Getty Images)

Pirlo ha 47 anni ed è stato un eccellente calciatore, ma finora, e a differenza di Mancini, un allenatore sempre deludente. Dopo aver allenato per un anno la Juventus in Serie A, ha allenato il Fatih Karagümrük in Turchia e la Sampdoria nella Serie B italiana, non riuscendo a rimanervi per più di un anno. Dal 2025 allena lo United FC, che la scorsa stagione ha giocato il campionato emiratino di seconda categoria.

Secondo diversi giornali l’idea di ingaggiare Pirlo è stata soprattutto di Maldini: i due hanno giocato insieme per tanti anni nel Milan.

Andrea Pirlo durante una partita di calcio tra ex calciatori nel 2026 (Waleed Zein/Anadolu via Getty Images)

Malagò ha detto che ci sono anche altri allenatori presi in considerazione, ma non si sa chi. Tra i nomi citati negli ultimi mesi ci sono quelli di Antonio Conte, che se n’è appena andato dal Napoli e ha detto di non essere stato contattato, e di Massimiliano Allegri, che invece è nel frattempo diventato allenatore del Napoli.

Fabrizio Romano, uno dei giornalisti sportivi più affidabili al mondo, ha scritto che la FIGC sta aspettando una risposta definitiva da Guardiola, ma che «Andrea Pirlo e Roberto Mancini resistono in corsa».

Intanto, giovedì 23 luglio, Malagò, Maldini e Leonardo incontreranno i rappresentanti dei 20 club della Serie A maschile durante un’assemblea. Pur senza saperne l’allenatore i tre illustreranno alle società il nuovo progetto tecnico della nazionale. È un tema di grande interesse per le squadre italiane, considerando che la maggior parte dei calciatori convocati gioca in Italia. Malagò, Maldini e Leonardo potrebbero anche chiedere alle società un contributo economico per i propri progetti.