I misteri sulla vita e sulla morte del giornalista Luigi Esposito

Il suo corpo carbonizzato era stato trovato vicino a Eboli, e ora è stato fermato un uomo: ma ci sono tante cose che non tornano

Il terreno agricolo a Eboli dove è stato trovato il corpo carbonizzato di Luigi Esposito, 19 luglio 2026 (ANSA/MASSIMO PICA)
Il terreno agricolo a Eboli dove è stato trovato il corpo carbonizzato di Luigi Esposito, 19 luglio 2026 (ANSA/MASSIMO PICA)
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Da sei giorni la procura di Salerno sta indagando sulla morte di Luigi Esposito, un giornalista sportivo di 53 anni che lo scorso fine settimana è stato trovato morto carbonizzato in un campo fuori da Eboli, in provincia di Salerno. L’inchiesta è stata aperta per omicidio, e le informazioni raccolte finora hanno fatto emergere diverse stranezze e misteri sia sulla morte sia sulla vita di Esposito.

Ora i carabinieri hanno fermato una persona sospettata dell’omicidio: sarebbe un uomo di 26 anni, di origini tunisine, e si nascondeva in un casolare in una zona isolata a sud di Salerno. Il Corriere di Salerno scrive che aveva con sé alcuni documenti di Esposito. Per il momento non si sa di più.

Il corpo di Esposito era stato trovato intorno alle 2 del mattino di domenica 19 luglio in una zona di campagna nella località Bivio Cioffi, a una quindicina di chilometri da Eboli. I vigili del fuoco erano intervenuti su segnalazione di un incendio: nelle fiamme c’era il corpo carbonizzato di Esposito, che è stato identificato successivamente. Vicino a lui era stato trovato un proiettile, la sua auto era poco distante.

Sul suo corpo sono state trovate numerose fratture ma nessun foro causato da un proiettile di un’arma da fuoco. Secondo i primi risultati dell’autopsia Esposito sarebbe stato prima aggredito e picchiato con violenza, poi soffocato, e infine qualcuno gli avrebbe dato fuoco. Non è chiaro se in quel momento fosse ancora vivo.

Finora non si è riusciti a capire perché Esposito fosse in quel campo, ma dalle riprese delle telecamere di sorveglianza della zona sembra che con lui in auto ci fosse un’altra persona, che per ora non è stata identificata. L’ipotesi più accreditata è che fosse l’assassino.

Gli investigatori hanno analizzato il computer e uno dei cellulari di Esposito che hanno recuperato (pare ce ne fosse un secondo, ma non si sa dove sia) per trovare informazioni utili sulle sue ultime ore di vita. Stanno anche cercando di ricostruire con esattezza la vita di Esposito, dal momento che in settimana sono emerse varie incongruenze.

Di lui si sa che si faceva chiamare Luca e che era conosciuto come commentatore su emittenti televisive locali delle partite di calcio di squadre maschili di Serie B e C della zona, come Salernitana, Avellino e Juve Stabia. Scriveva sul sito specializzato Tuttosalernitana.com, che ora non è più accessibile.

Raccontava però in giro anche altro: per esempio diceva di essere un biologo, ma l’ordine dei biologi della Campania e del Molise ha detto che non era iscritto e non aveva alcun rapporto professionale con loro. Esposito diceva poi di essere un dipendente dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania (ARPAC), ma anche l’ARPAC ha smentito. Indossava una fede e sosteneva di essere sposato, ma nessuno avrebbe conosciuto la sua presunta moglie e ora sembra che l’anello appartenesse in realtà a uno dei suoi genitori.