Dubai premierà i residenti che convinceranno i loro amici e familiari a venirli a trovare
È un tentativo di risollevare l'industria turistica in grande difficoltà dopo i bombardamenti iraniani dei mesi scorsi
- Condividi
- X
- Regala il Post

Dubai ricompenserà i residenti che quest’estate e il prossimo autunno porteranno amici e parenti a visitare la città, in un tentativo di incoraggiare il turismo in grande difficoltà dopo gli attacchi iraniani agli Emirati Arabi Uniti dello scorso marzo.
Il premio non sarà in denaro, ma consisterà in esperienze come soggiorni in hotel o cene, per un valore massimo di 3.000 dirham, cioè poco più di 700 euro. La promozione sarà valida per i soggiorni dal 20 luglio al 31 ottobre, e ogni residente potrà invitare fino a cinque persone alla volta, per un massimo di tre inviti complessivi.
In seguito all’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran dello scorso 28 febbraio, la risposta iraniana aveva coinvolto diversi paesi del golfo Persico, bombardati con missili e droni. Gli attacchi a Dubai avevano provocato alcuni morti e feriti, e avevano causato un gravissimo danno di immagine alla città, che nell’ultimo ventennio aveva investito moltissimo per diventare una meta turistica e residenziale esclusiva e desiderata a livello internazionale.
I bombardamenti avevano colpito il Fairmont Hotel, il celebre hotel a forma di vela Burj Al Arab e l’aeroporto internazionale, uno degli snodi più importanti del traffico aereo globale. Nei giorni successivi molti influencer residenti a Dubai avevano cercato di ridimensionare sui social la portata degli attacchi, anche per difendere la reputazione della città come luogo più sicuro e stabile del Medio Oriente. Ma tantissime persone straniere avevano lasciato Dubai appena possibile, e le immagini delle principali attrattive cittadine completamente deserte erano circolate moltissimo sui social.
Non ci sono ancora dati ufficiali sull’impatto della guerra sul turismo e sulle attività collegate. Diverse testate internazionali hanno però raccolto le testimonianze di albergatori, commercianti e operatori del settore, che hanno parlato di un calo significativo delle prenotazioni e di un rallentamento degli affari nei mesi successivi. Diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Canada, sconsigliano ancora i viaggi turistici negli Emirati Arabi Uniti, e molte compagnie aeree hanno cambiato rotte per non utilizzare l’aeroporto di Dubai.
L’emittente britannica BBC ha intervistato Mamoun Hmiden, direttore operativo della piattaforma di prenotazioni Wego, secondo cui l’occupazione degli hotel di Dubai sarebbe scesa al 15-20 per cento dei livelli abituali. Secondo Hmiden, l’incertezza legata al conflitto avrebbe spinto molti viaggiatori a rimandare o cancellare i soggiorni nella regione, portando diversi alberghi a ridurre le tariffe per attirare clienti. Il Burj Al Arab ha invece anticipato dei lavori di ristrutturazione già programmati, annunciando una chiusura di 18 mesi.
– Leggi anche: L’invenzione di Dubai



