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  • Sabato 25 luglio 2026

L’operazione dell’esercito israeliano in Cisgiordania dopo le violenze dei coloni

In diverse città e centri palestinesi ci sono state perquisizioni e arresti dopo le violenze di venerdì, in cui sono state uccise sei persone

I residenti palestinesi della città di Sarra e i soldati dell'esercito israeliano intervenuti in difesa dei coloni dopo le violenze di venerdì. (Issam Rimawi/Anadolu via Getty Images)
I residenti palestinesi della città di Sarra e i soldati dell'esercito israeliano intervenuti in difesa dei coloni dopo le violenze di venerdì. (Issam Rimawi/Anadolu via Getty Images)
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Nelle prime ore della mattina di sabato l’esercito israeliano ha iniziato un’operazione in almeno dieci tra città e centri abitati palestinesi in Cisgiordania, conducendo perquisizioni e interrogatori, e arrestando decine di persone. Sabato sera Walid Zidan, sindaco di Tal, un paese vicino a Nablus, ha detto a Reuters che l’esercito israeliano ha trattenuto e interrogato 70 abitanti del paese. L’esercito ha detto di averne fermati 80 ma di averne arrestati 11. Zidan ha detto però che per il momento quelli rilasciati sono una decina.

L’esteso intervento dell’esercito è una risposta alle violenze avvenute venerdì pomeriggio a Tal, dove un gruppo di coloni che stava conducendo un’incursione in un centro palestinese si era scontrato con alcuni residenti: nella sparatoria erano stati uccisi quattro palestinesi e due israeliani.

Lo scontro aveva provocato una serie di violenze da parte dei coloni israeliani, che sistematicamente attaccano le comunità palestinesi della Cisgiordania con la protezione e l’immunità quasi totale garantite dall’esercito israeliano. Le comunità attaccate sono state quelle di Urif, Sarta, Immatin, Far’ata e Umriha, tutti centri vicini a Nablus. Ci sono state delle incursioni anche a Masafer Yatta, un’area di circa 30 chilometri quadrati nella Cisgiordania meridionale molto presa di mira dai coloni e al centro del documentario palestinese No Other Land, vincitore di un premio Oscar nel 2025.

La presidenza dell’Autorità nazionale palestinese ha denunciato anche un attacco all’ospedale di Nablus, nel quale è stato minacciato lo staff e sono state arrestate due persone. L’esercito israeliano ha condotto delle operazioni anche più a nord, nell’area di Jenin.

Quello di venerdì vicino a Nablus è stato il più violento dei molti attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania di quest’anno: gli attacchi si sono intensificati in vista delle elezioni in Israele di quest’autunno, dopo le quali il governo potrebbe non riuscire a garantire ai coloni la stessa impunità di cui godono adesso.

La dinamica dello scontro è ancora confusa. Un gruppo di coloni israeliani si era avvicinato al centro abitato palestinese, per una delle frequenti incursioni intimidatorie in un’area, la cosiddetta “area A”, che sarebbe vietata ai civili israeliani dagli accordi di Oslo, i più importanti accordi fra Israele e Palestina, firmati nel 1993, oggi considerati un fallimento. Erano seguiti degli scontri fisici, e un uomo palestinese aveva strappato un fucile a uno dei coloni. Secondo le ricostruzioni dell’esercito israeliano aveva poi sparato con quell’arma, ma dalle immagini non è chiaro se sia stato lui a sparare e uccidere i due uomini israeliani. Un soldato israeliano che era presente ha sparato contro i palestinesi, uccidendone quattro.

– Leggi anche: L’israeliano che i palestinesi chiamano quando hanno i coloni in casa