Il prezzo del gas naturale ha superato i massimi delle prime settimane di guerra in Medio Oriente

(AP Photo/Michael Sohn)
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Mercoledì il prezzo del gas naturale, quotato alla borsa europea di Amsterdam, ha chiuso a 62,27 euro al megawattora: è il prezzo più alto a cui ha mai chiuso da quando è cominciata la guerra in Medio Oriente e ha superato persino le quotazioni delle prime settimane, quando la chiusura dello stretto di Hormuz aveva prospettato gravi e improvvise interruzioni nelle forniture. Da Hormuz passa un quinto di tutto il gas naturale commerciato al mondo, una buona parte del quale è diretta in Italia: è una materia prima fondamentale per la produzione di elettricità, per riscaldare le case e per tantissime applicazioni industriali. Anche giovedì il prezzo del gas naturale è in salita.

Fonte: ICE

Il prezzo è in aumento da settimane, e in questi giorni è stato spinto al rialzo dagli ultimi sviluppi della guerra in Medio Oriente, che hanno riportato la situazione indietro di diversi mesi: il cessate il fuoco di aprile sembra definitivamente saltato, i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono fermi (anche per via della dura opposizione della parte più intransigente del regime) e lo stretto di Hormuz è chiuso sia dagli Stati Uniti che dall’Iran.

Dato che il commercio è ancora difficile il Qatar, il più grande produttore di gas naturale, ha deciso di sospendere il riavvio della produzione dell’impianto di Ras Laffan, che è il più importante al mondo e che nelle prime settimane di guerra aveva subìto gravi danni provocati dagli attacchi iraniani.

C’è anche una ragione tecnica per cui il prezzo del gas naturale è in crescita: queste sono le settimane in cui i paesi europei fanno scorte di gas naturale in vista dei mesi invernali, quando il fabbisogno aumenta per via del riscaldamento. Gli acquisti massicci da parte dei governi fanno aumentare il prezzo anche in tempi normali, ma non così in tanto: anche a causa della crescente concorrenza tra i paesi per accaparrarsi il gas naturale rimasto sul mercato, ora costa il doppio rispetto a prima della guerra in Medio Oriente, e questo farà salire inevitabilmente le bollette di questo inverno.

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