• Sport
  • Giovedì 23 luglio 2026

I Mondiali in tre continenti

Quelli maschili di calcio del 2030: con partite in 6 paesi e forse 64 squadre

Gianni Infantino nel 2024 a Zurigo, Svizzera (Harold Cunningham - FIFA/FIFA via Getty Images)
Gianni Infantino nel 2024 a Zurigo, Svizzera (Harold Cunningham - FIFA/FIFA via Getty Images)
Caricamento player

I Mondiali maschili di calcio del 2030 saranno in Marocco, Portogallo e Spagna, con tre partite inaugurali in Argentina, Uruguay e Paraguay per celebrare il centenario della prima edizione dei Mondiali, nel 1930 in Uruguay. Si sa dal 2023, ma quasi tutto il resto ancora deve essere deciso. Non si sa in quale stadio di quale paese si giocherà la finale, e nemmeno se ai Mondiali del 2030 ci saranno 48 squadre o addirittura 64.

Inizialmente si erano candidati Spagna e Portogallo. Il Marocco, che in passato aveva provato più volte a ospitare i Mondiali senza mai riuscirci, si è aggiunto dopo. Le partite nei tre paesi sudamericani sono invece state volute dalla FIFA, che governa il calcio globale e organizza i Mondiali, per evitare che una possibile candidatura dei paesi sudamericani facesse troppa concorrenza a quella di Spagna, Portogallo e Marocco, oltre che per essere più libera di assegnare all’Arabia Saudita i Mondiali del 2034.

Le tre partite in Sudamerica saranno l’8 e il 9 giugno, quando laggiù è inverno. Quella in Uruguay sarà nello Stadio del Centenario di Montevideo, che ospitò la finale del 1930, vinta dall’Uruguay contro l’Argentina. La finale del 2030 sarà il 21 luglio.

Lo Stadio del Centenario il 30 luglio del 1930 a Montevideo, Uruguay (AP Photo)

Le sei squadre impegnate nelle partite in Sudamerica si sposteranno poi nell’emisfero nord. Non si sa quali stadi ospiteranno le partite, ma si sa che saranno 11 in Spagna, 6 in Marocco e 3 in Portogallo. Nemmeno si sa in quale paese sarà la finale: la Spagna la vorrebbe al Santiago Bernabeu di Madrid; il Marocco nello stadio da 115mila posti che sta costruendo vicino a Casablanca, e che diventerà il terzo più grande al mondo.

Le sei nazionali dei paesi che ospiteranno almeno una partita sono già qualificate di diritto: per garantire, per esempio, che a giocare l’unica partita in Paraguay sia la nazionale del Paraguay.

C’è inoltre da capire se sarà mantenuto il formato a 48 squadre, introdotto per la prima volta ai Mondiali del 2026, o se addirittura le squadre saranno 64. Lo vorrebbe Gianni Infantino, il presidente della FIFA, e non dispiacerebbe a molte confederazioni continentali le cui nazionali avrebbero maggiori possibilità di qualificarsi per i Mondiali. Nella prima edizione del 1930 le squadre erano solo 13, poi 16 fino al 1978, poi 24 per quattro edizioni e 32 dal 1998 al 2022.

L’idea delle 64 squadre piace per esempio alla CONMEBOL, la confederazione sudamericana, che così potrebbe forse anche ottenere di ospitare più di tre partite. La proposta non piace invece all’UEFA, la confederazione europea, alla quale in genere non piace quasi nulla di quel che fa o propone la FIFA.

– Leggi anche: Se la FIFA va da una parte, l’UEFA va dall’altra

Dal punto di vista pratico, avere 64 squadre permetterebbe di dividere le squadre in 16 gironi, con le due migliori di ognuno qualificate per i sedicesimi di finale, per un totale di 128 partite (agli ultimi Mondiali sono state 104, fino al 2022 erano state 64).

In base a come sono andate le qualificazioni, BBC ha ipotizzato quali squadre avrebbero partecipato ai Mondiali di quest’anno se fossero stati a 64 squadre: Indonesia, Oman, Emirati Arabi Uniti, Danimarca, Italia, Polonia, Honduras, Giamaica, Suriname, Bolivia, Venezuela, Nuova Caledonia, Burkina Faso, Camerun, Gabon e Nigeria.

Ma ci sarebbe il rischio di vedere ai Mondiali squadre molto più deboli di altre, e quindi partite poco equilibrate e competitive. In realtà molti temevano potesse succedere ai Mondiali appena vinti dalla Spagna, ma non è quasi mai stato così. Inoltre i tempi sembrano piuttosto stretti: il passaggio da 32 a 48 squadre fu approvato nel 2017, nove anni prima dei primi Mondiali a 48 squadre, e ancor prima che venisse deciso a chi assegnarne l’organizzazione.

Per come stanno le cose ora è abbastanza probabile che anche ai Mondiali del 2030 il presidente della FIFA sarà Infantino. Lo è dal 2016 e sembra intenzionato a ricandidarsi alle elezioni del marzo 2027, con ottime possibilità di essere rieletto, soprattutto grazie al successo calcistico ed economico – pur tra tanti altri problemi – dei Mondiali appena conclusi.

– Leggi anche: Cosa resterà di questi Mondiali