Quattro lettere su cosa fare in caso di attacco nucleare
Scriverle è uno dei compiti meno conosciuti ma più importanti per ogni nuovo primo ministro britannico, con la speranza che nessuno dovrà mai leggerle
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Come per tutti i suoi predecessori, uno dei primi compiti di Andy Burnham come primo ministro del Regno Unito sarà quello di scrivere le letters of last resort, traducibile in italiano con qualcosa come “lettere di ultima istanza”. Sono quattro lettere identiche che ogni nuova o nuovo primo ministro deve scrivere a mano e che vengono consegnate ai comandanti dei quattro sottomarini britannici dotati di armi nucleari. Vengono poi conservate all’interno di casseforti dentro ai sottomarini, e devono essere aperte solo nel caso in cui un attacco nucleare sul Regno Unito uccida sia il primo ministro sia la persona incaricata di prendere decisioni in materia nucleare al suo posto in caso di emergenza.
Ovviamente finora nessuna di queste lettere è mai stata aperta e la possibilità che succeda adesso è estremamente bassa. Molti ex primi ministri hanno comunque descritto la loro stesura come il momento in cui hanno realizzato di essere a capo del paese: «Credo che le lettere rappresentino il momento in cui ci si rende davvero conto della situazione. […] È davvero un momento da brividi», disse in un’intervista del 2025 l’ex primo ministro Conservatore David Cameron, in carica tra il 2010 e il 2016.
Dal 1969 il Regno Unito ha sempre in servizio almeno un sottomarino dotato di testate nucleari da qualche parte nel mondo. La posizione esatta, per motivi di sicurezza, non è nota, ma solitamente sono nell’oceano Atlantico settentrionale. Oggi i sottomarini britannici dotati di armi nucleari sono quattro, chiamati Vanguard: ognuno può trasportare fino a 16 missili Trident, per un totale di un massimo di 48 testate. Il numero preciso però è segreto.

L’ex primo ministro Keir Starmer su un sottomarino Vanguard in rientro da una missione a marzo del 2025 (ANSA/Simon Dawson/Cover Images via ZUMA Press)
Per scrivere le lettere la o il primo ministro appena insediato viene raggiunto nel suo ufficio dal Capo di Stato maggiore della Difesa del Regno Unito, attualmente Richard Knighton, e da una serie di altri ammiragli e funzionari militari. I militari presentano una serie di bozze di lettere che il primo ministro può usare, oppure può scartarle e scriverne una da zero. Nella stanza viene installata anche una macchina per tritare i documenti, perché tutte le lettere e gli appunti non usati alla fine devono essere distrutti.
Il contenuto esatto di queste lettere non è mai stato reso pubblico, ma secondo diversi studiosi le quattro principali opzioni che un primo ministro ha sono: ordinare un attacco immediato di rappresaglia contro la potenza nemica; ordinare di non rispondere all’attacco; ordinare di contattare un’autorità militare alleata, come gli Stati Uniti o il Canada, e seguire le loro indicazioni; lasciare che a prendere la decisione sia il comandante del sottomarino.
Una volta redatte, le lettere vengono sigillate e chiuse in quella che un ex comandante ha descritto come una «cassaforte nella cassaforte» presente su ciascuno dei sottomarini. Le lettere scritte dal precedente primo ministro vengono distrutte senza essere aperte.
Cameron ha detto che quando capitò a lui di doverle scrivere chiese consiglio a John Major, primo ministro Conservatore del Regno Unito dal 1990 al 1997, per «capire come lui avesse affrontato la questione». Ha aggiunto che al tempo accettò anche «piuttosto avventatamente» di farsi calare da un elicottero su un sottomarino Vanguard per farsi mostrare la cassaforte dove era stata messa la sua lettera.

Un sottomarino Vanguard parte per la sua spedizione dalla Scozia nel 2012 (ANSA/EPA/ANDREW LINNETT / BRITISH MINISTRY OF DEFENCE DE&S)
Anche il processo che porta un comandante di un sottomarino a decidere di aprire la sua lettera non è mai stato chiarito pubblicamente, ma solo descritto a grandi linee. Sebbene i sottomarini Vanguard possano inviare messaggi, questo è permesso solo in situazioni di emergenza assoluta, perché farlo potrebbe svelare la loro posizione ai nemici. Per questo anche nel caso di un potenziale attacco nucleare i sottomarini non dovrebbero comunicare con l’esterno, ma cercare di capire la situazione attraverso fonti e segnali provenienti dall’esterno.
Per decenni uno degli indicatori più importanti è stato l’ascolto di BBC Radio 4, la principale stazione radiofonica nazionale dedicata alle notizie e l’unica che fino a poco tempo fa poteva essere ascoltata anche dai sottomarini, perché veniva trasmessa su onde lunghe, il cui raggio è più ampio. L’impossibilità di captare le trasmissioni di BBC Radio 4 per diversi giorni era uno dei modi in cui l’equipaggio avrebbe dovuto capire che qualcosa di molto grave era accaduto nel Regno Unito.
Dallo scorso giugno però la trasmissione su onde lunghe di BBC Radio 4 è stata interrotta perché i vecchi trasmettitori andavano sostituiti e il costo per farlo era sproporzionato rispetto alla quantità di ascoltatori della radio fuori dal perimetro delle onde tradizionali. Di conseguenza i nuovi protocolli dei sottomarini non includono più l’ascolto della radio, ma hanno comunque altri sistemi più aggiornati, fra cui i segnali satellitari.
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