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  • Domenica 19 luglio 2026

Sorridi, sei a San Paolo in Brasile

In città 50mila telecamere e un sistema di riconoscimento facciale sono usate per individuare i ricercati: ci sono entusiasmi e problemi

Il centro operativo di Smart Sampa a San Paolo, in Brasile, il 21 maggio 2025 (Leco Viana/TheNEWS2 via ZUMA Press Wire)
Il centro operativo di Smart Sampa a San Paolo, in Brasile, il 21 maggio 2025 (Leco Viana/TheNEWS2 via ZUMA Press Wire)
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A San Paolo in Brasile una rete di 50mila telecamere collegate a strumenti di riconoscimento facciale monitora quasi ogni strada della città. Le immagini delle telecamere vengono confrontate in tempo reale da strumenti di intelligenza artificiale con un database di persone ricercate: se c’è corrispondenza, la più vicina pattuglia di polizia viene mandata sul posto per arrestare la persona in questione. Dopo viene aggiornato un tabellone elettronico posizionato nel centro della città, chiamato “prisômetro” (contatore di arresti): attualmente indica oltre 3mila ricercati catturati e quasi 6mila persone arrestate in flagranza di reato, cioè mentre stavano commettendo un crimine.

Il sistema è chiamato Smart Sampa (in inglese), cioè “Sampa intelligente”, dove Sampa è il modo colloquiale in cui viene chiamata la città da 12 milioni di abitanti, la più popolosa del Sudamerica. Fu introdotto nel 2024 ed è l’orgoglio del sindaco Ricardo Nunes, del partito centrista Movimento Democratico Brasiliano: lo definisce come la migliore risposta al crimine in città. Il sistema è però anche molto criticato a causa degli errori, molto più comuni nei confronti della popolazione nera, delle possibili violazioni della privacy e di potenziali usi futuri che limiterebbero i diritti degli abitanti.

Telecamere di sorveglianza in una fiera a San Paolo nel 2024 (Tommaso Rada/Bloomberg)

In Brasile gli strumenti di riconoscimento facciale sono piuttosto popolari e diffusi: San Paolo ha la rete di telecamere più ampia del paese, ma l’esempio è stato seguito anche da altre città, come Florianópolis, Belo Horizonte e in parte Rio de Janeiro. Secondo O Panóptico, un progetto di ricerca e monitoraggio di questi sistemi, al momento sono attivi in Brasile 561 progetti simili, che monitorano quasi 99 milioni di brasiliani, il 47 per cento del totale. Nessun paese occidentale ha uno sviluppo così diffuso di queste tecnologie, che invece sono ancora più pervasive in paesi come la Cina o la Russia.

A San Paolo si cominciò nel 2024 con circa 20mila telecamere, che ora sono diventate più del doppio e che dovrebbero diventare 100mila entro il 2028. In parte sono telecamere pubbliche installate a questo scopo, ma quasi la metà sono sistemi privati di sorveglianza video che aderiscono al progetto e vengono inseriti nella rete. Da anni in Brasile telecamere con riconoscimento facciale sono state installate negli ingressi dei condomini, degli uffici e delle residenze private, poi si sono aggiunte quelle delle banche, dei supermercati, dei centri medici e degli ospedali. Alcune telecamere sono mobili, come quelle sui bus, che riprendono sia l’interno che l’esterno (permettendo ad esempio di individuare targhe di auto rubate), o quelle sulle moto e le auto della polizia.

Anche la metropolitana di San Paolo aveva istituito un sistema di ingresso nelle stazioni basato sul riconoscimento facciale, che è stato in parte sospeso per violazioni della privacy: gli utenti ricevevano indicazioni e pubblicità basate sul loro profilo e sulle informazioni raccolte.

Il sistema serve anche per localizzare persone scomparse o per attivare i vigili del fuoco in modo più immediato, ma i politici brasiliani ne pubblicizzano soprattutto i presunti effetti in termini di sicurezza. A San Paolo l’amministrazione dice che i furti sono calati del 15 per cento, ma le statistiche sono contestate, perché i crimini sono in calo da oltre un decennio e con tassi simili ad altre città in cui un sistema come quello di Smart Sampa non c’è. Alcune associazioni legali poi sottolineano che una parte consistente degli arrestati sono persone che non pagano gli assegni di mantenimento, un reato che ha poco a che fare con la sicurezza per le strade.

Un agente riprende il viso di un fermato per confrontarlo con quelli nel database di Smart Sampa, nel 2025 a San Paolo (Oslaim Brito/TheNEWS2 via ZUMA Press Wire)

Smart Sampa è contestato anche per i suoi costi alti: l’equivalente di 1,5 milioni di euro al mese, nonostante i prezzi delle telecamere e delle tecnologie siano in calo. Sono cifre che l’amministrazione di San Paolo può permettersi, ma che per città più piccole o più povere possono essere troppo alte in rapporto ai risultati.

Gli invii delle pattuglie e gli arresti scattano quando i sistemi di intelligenza artificiale riscontrano una corrispondenza superiore al 92 per cento fra le immagini delle telecamere e quelle del database. Questo non elimina del tutto gli errori: la polizia li stima nell’1 per cento dei casi, ma anche un numero limitato può essere problematico. Ci sono stati casi di persone fermate 7-8 volte nel giro di pochi mesi per una falsa corrispondenza o quello di una donna incinta il cui fermo, attuato per errore e con violenza, ha causato un parto prematuro.

Il Centro di studi sulla sicurezza e la cittadinanza (CESeC) dice che questi casi riguardano per la stragrande maggioranza persone nere o di altre minoranze. Alcune ong temono inoltre che in futuro queste tecnologie possano essere utilizzate per individuare persone che partecipano a manifestazioni o a riunioni politiche, limitandone i diritti civili.

Le immagini vengono conservate per 30 giorni e poi distrutte. Smart Sampa è gestito da un consorzio di aziende brasiliane che usa un software di riconoscimento chiamato FindFace, dell’azienda russa NtechLab, che fornisce la sua tecnologia per fini di controllo di massa anche al regime russo e a quello iraniano.

Il sindaco di San Paolo Ricardo Nunes con quello di Belo Horizonte Álvaro Damião, durante una visita al centro operativo di Smart Sampa (Leco Viana/TheNEWS2 via ZUMA Press Wire)

L’amministrazione di San Paolo comunque minimizza le polemiche, sostenendo in base a propri sondaggi che oltre il 90 per cento della popolazione sia favorevole a questi strumenti e li consideri un aiuto importante per la sicurezza. I sondaggi non sono commissionati da istituzioni indipendenti, ma Smart Sampa sembra effettivamente piuttosto popolare.

La sicurezza e la repressione del crimine saranno un tema centrale anche nelle elezioni presidenziali brasiliane del prossimo autunno e l’ipotesi di un sistema di videocontrollo a livello federale sui treni, negli uffici pubblici e nelle stazioni è contenuta in un progetto di legge in discussione in parlamento: anche alcune parti della maggioranza di sinistra del presidente Luiz Inácio Lula da Silva lo sostengono.