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  • Martedì 14 luglio 2026

Una semifinale che abbiamo già visto

Francia-Spagna lo è già stata nel 2024 e nel 2025: stasera ci sarà la più importante di tutte, ai Mondiali

Kylian Mbappé e Lamine Yamal nel 2024 (Markus Gilliar - GES Sportfoto/Getty Images)
Kylian Mbappé e Lamine Yamal nel 2024 (Markus Gilliar - GES Sportfoto/Getty Images)
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Francia e Spagna giocano stasera, martedì alle 21 italiane, la prima semifinale dei Mondiali maschili di calcio. Spesso, un po’ per comodità e un po’ per vezzo, prima di partite di questo tipo si guardano “i precedenti”, le partite giocate prima dalle due squadre, in tutta la loro storia. Sono dati che piacciono a chi ha il gusto per le statistiche, ma spesso dicono poco, perché – soprattutto le nazionali – cambiano molto tra un torneo e l’altro.

Nel caso di Francia e Spagna ha invece senso partire dai precedenti tra le due, perlomeno gli ultimi due: perché sono recenti, del 2024 e del 2025 (così recenti che Lamine Yamal, da poco diciannovenne, le giocò entrambe) e perché le squadre erano simili a quelle che sono ora, con gli stessi allenatori e con giocatori e princìpi di gioco affini a quelli attuali, anche se – specie nel caso della Francia – ancora da affinare.

La penultima partita tra Francia e Spagna fu nel 2024, alla semifinale degli Europei che la nazionale spagnola vinse battendo in finale l’Inghilterra. Era il primo torneo internazionale in cui l’allenatore era Luis de la Fuente, arrivato a quell’incarico dopo una lunga e vincente carriera nelle nazionali giovanili spagnole. La Spagna ci arrivò in modo brillante, dominando il gioco attraverso il controllo del pallone e degli spazi, e con il talento del 16enne Lamine Yamal, al suo primo torneo internazionale con la Spagna.

La Francia, che dal 2012 è allenata da Didier Deschamps, aveva invece faticato. Nonostante il talento diffuso era sembrata una squadra noiosa, macchinosa e troppo conservativa, limitandosi a sfruttare i colpi estemporanei, isolati e individuali dei suoi campioni. Mancavano, tra gli altri, Michael Olise e Désiré Doué.

La Spagna arrivò a quella semifinale avendo segnato 11 gol, tutti su azione; la Francia solo 3: un rigore e due autogol. Vinse la Spagna 2-1, recuperando l’iniziale svantaggio con il gol del pareggio di Yamal, un gran tiro di sinistro da fuori area, e quello del vantaggio di Dani Olmo. Il 2-1 finale magari lo racconta poco, ma la Spagna finì per dominare anche quella partita: ebbe più possesso, fece più tiri, più passaggi, più chilometri e fu più precisa.

Francia e Spagna si ritrovarono nel 2025, di nuovo in semifinale, in Nations League, il torneo che se non sapete cos’è potete evitarvi la fatica di scoprirlo ora. Probabilmente non ne parleremmo nemmeno, non fosse che finì con nove gol segnati, sette dei quali nel secondo tempo (tra cui due da Yamal). Vinse 5-4 la Spagna, che a un quarto d’ora dalla fine era in vantaggio per 5-1 e ancora una volta dominò per buona parte. Gli ultimi quindici minuti mostrarono comunque cosa può fare la Francia quando si mette a giocare.

Ed eccoci al 2026, con una situazione quasi sottosopra rispetto al 2024. La Francia di Deschamps gioca bene, segna tanto ed è fin qui riuscita a far interagire bene tra loro i suoi grandi talenti offensivi. Ha vinto sei partite di fila: quando c’è stato da soffrire contro il Paraguay, ha sofferto; quando ha potuto giocare bene, come contro il Marocco, lo ha fatto. Ousmane Dembélé e Kylian Mbappé hanno segnato 5 gol e 8 gol; era dal 2002 che due compagni di nazionale non segnavano così tanto: si chiamavano Ronaldo e Rivaldo, e vinsero il Mondiale con il Brasile.

C’è poco da girarci intorno: la Francia è favorita. È alla sua terza semifinale consecutiva ai Mondiali (ha vinto le scorse due) e continua a essere la squadra da battere. E lo è, come racconta la stessa FIFA, anche grazie a un processo di cambiamento – verso un calcio più offensivo, con Olise come perno – innescato proprio dalla sconfitta del 2024 contro la Spagna. Quella Francia lasciava spesso il pallone agli avversari; questa è più ambiziosa e dominante.

Ma dall’altra parte c’è la Spagna, che non ha solo il vantaggio psicologico derivante dal fatto che molti giocatori in campo ricorderanno i risultati del 2024 e del 2025. In questi Mondiali la Spagna è stata la squadra più efficace nel gestire il possesso del pallone e che ha subito un solo gol in tutto il torneo. Non perde una partita ufficiale dal 2023, e negli ultimi due Mondiali è uscita ai rigori, quindi di fatto senza mai perdere nemmeno ai supplementari.

La Spagna è una squadra molto squadra: alcuni giocatori sono letteralmente cresciuti con de la Fuente, che tra le altre cose ha citato di recente Marco Aurelio (l’imperatore, non l’ex calciatore): «Ciò che è dannoso per l’alveare è dannoso anche per l’ape».

La Spagna segna meno (11 gol contro i 16 della Francia, con le ultime due partite vinte per 1-0) ma segna quando serve: nelle ultime due partite, contro Portogallo e Belgio, con gol nel finale di Mikel Merino, in entrambi i casi poco dopo essere entrato dalla panchina. E sebbene fin qui si sia fatto notare meno di altri, Lamine Yamal è un grande campione, uno che può inventarsi un gol o una giocata decisiva in ogni momento.

Yamal, tra l’altro, ha già messo pressione alla Francia dicendo che la Spagna l’aspetta «sin ningun miedo», senza paura; e che anzi, visti i precedenti, sono i francesi a dover essere preoccupati. A proposito di gruppo, Yamal ha ricordato di aver vinto gli Europei segnando un solo gol, quello contro la Francia, e che quindi non lo turba averne segnato solo uno (per ora) anche a questi Mondiali.

La prima semifinale dei Mondiali sarà probabilmente una partita in cui la Spagna proverà a puntare sul possesso, mentre la Francia dovrà decidere se provare a contenderlo o cercare invece di sfruttare ripartenze veloci e rapide transizioni offensive.

Kylian Mbappé e Ousmane Dembélé hanno deciso con i loro gol il quarto di finale contro il Marocco (Hugo Rivera/Jam Media/Getty Images)

Per tornare a quelle statistiche sugli scontri diretti: prima d’ora, nelle 38 volte in cui si sono incontrate dal 1922 in poi, la Francia ha vinto 13 volte e la Spagna 18, e nonostante i 17 Mondiali a cui entrambe hanno partecipato, ci si sono incontrate solo una volta. Nel 2006, agli ottavi di finale, quando finì 3-1 per la Francia, che poi arrivò fino alla finale dove fu sconfitta dall’Italia. Ma erano decisamente altri tempi: giocava ancora Zinédine Zidane, e Lamine Yamal nemmeno era nato.

L’altra semifinale, Inghilterra-Argentina, si giocherà mercoledì. E avrà forse meno contenuti tecnici e tattici, ma più storia. Per spiegare ai suoi lettori, spesso non calciofili, la differenza tra le due partite, il Wall Street Journal ha scritto che Francia-Spagna è «cinema d’autore», mentre Inghilterra-Argentina è «un blockbuster catastrofico all’IMAX».