Gli incendi in Piemonte hanno bruciato 700mila alberi

Le zone più colpite sono state la Valsesia e la Val d'Ossola, e ci vorranno molti anni perché la vegetazione torni com'era

Uno degli incendi dei giorni scorsi in Piemonte (foto tratta dalla pagina Facebook del Corpo Antincendi Boschivi del Piemonte)
Uno degli incendi dei giorni scorsi in Piemonte (foto tratta dalla pagina Facebook del Corpo Antincendi Boschivi del Piemonte)
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Nei giorni scorsi in Piemonte ci sono stati diversi incendi boschivi, al momento perlopiù spenti. Secondo le stime dei vigili del fuoco, hanno distrutto 700mila alberi e un’area tra gli 8 e i 9 chilometri quadrati. Gli incendi si sono sviluppati nelle province di Torino, Vercelli e di Verbania-Cusio-Ossola.

Le aree più colpite sono state quelle della Valsesia e della Val d’Ossola, nel nord del Piemonte. In Val d’Ossola e nel comune di Premosello Chiovenda sono intervenute duecento persone, tra vigili del fuoco e volontari, per spegnere un incendio iniziato più di una settimana fa. Al momento l’incendio è sotto controllo e non si sta più allargando, anche grazie al fatto che venerdì sera è piovuto.

Secondo i vigili del fuoco gli incendi non sarebbero stati la conseguenza di attività umane ma sarebbero iniziati a partire da fulmini caduti nei giorni scorsi, e si sarebbero poi propagati facilmente a causa delle temperature elevate di questi giorni, della siccità e del vento, che hanno alimentato le fiamme.

La Regione Piemonte ha detto che appena la situazione lo consentirà inizierà le attività per stimare l’entità dei danni nelle diverse aree, e capire dove dovrà intervenire maggiormente per ripristinare gli alberi distrutti dagli incendi, nei casi più gravi anche piantando alberi nuovi. Nelle aree più colpite serviranno dai 2 ai 5 anni perché ritornino le prime specie di piante e animali, e dai 50 ai 70 anni perché i nuovi alberi raggiungano la piena maturità e la situazione torni com’era prima degli incendi.