Francia-Spagna e Inghilterra-Argentina, dunque
In semifinale ai Mondiali ci sono le migliori quattro squadre al mondo: una finale potrebbe essere una rivincita del 2022, altre tre sarebbero inedite
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Il quarto quarto di finale tra Argentina e Svizzera è stata la 100esima partita di questi Mondiali maschili di calcio. Ne restano solo altre quattro. Le due semifinali – Francia-Spagna il 14 luglio e Inghilterra-Argentina il 15 luglio –, la sempre poco utile finale per il terzo posto e soprattutto la finale, domenica 19 luglio alle 21 italiane.
Le quattro squadre rimaste hanno fatto percorsi diversi ma con elementi comuni. Tutte hanno dimostrato, chi più spesso chi solo una volta, di saper vincere partite sporche e ruvide, in cui le cose sembrano mettersi male. Tutte e quattro, seppur con diversa costanza e ricordi più o meno recenti, hanno già vinto i Mondiali. E per nessuna di loro essere in semifinale è un risultato imprevisto e sorprendente, anzi.
Argentina, Francia, Spagna e Inghilterra sono le prime quattro squadre del ranking mondiale della FIFA. L’Argentina è la squadra campione in carica e la detentrice della coppa sudamericana; la Spagna ha vinto gli ultimi Europei e ha segnato il calcio degli ultimi due decenni; la Francia è vincitrice dei Mondiali nel 2018 e finalista nel 2022; e poi c’è l’Inghilterra, la cui vittoria finale è attesa ormai da sessant’anni.
In ognuna, come è normale, c’è almeno un giocatore tra i migliori 7-8 al mondo, ma non tutti hanno avuto prestazioni brillanti. L’argentino Lionel Messi, il francese Kylian Mbappé e l’inglese Jude Bellingham difficilmente avrebbero potuto arrivare meglio alle semifinali, per come stanno giocando e per i 22 gol segnati complessivamente. Il 18enne spagnolo Lamine Yamal, già vicino al livello di quei tre e secondo molti destinato a dominare il calcio del prossimo decennio abbondante, non è al meglio e sta invece faticando di più.
Per i giocatori che ha e per come è arrivata fino alle semifinali, la favorita per la vittoria dei Mondiali è la Francia. Soprattutto dalla metà campo in su ha una squadra piena di talento, e durante i Mondiali ha mostrato di essere in grado di farlo fruttare, di far sì che i suoi migliori giocatori offensivi giochino insieme, uno per l’altro e uno con l’altro.
Se la Francia gira bene, è davvero complicato batterla. Kylian Mbappé e Ousmane Dembélé hanno fatto 13 gol in due (8 e 5) e 5 assist (3 e 2). C’è pure Michael Olise, che ha già fatto 5 assist. L’allenatore è l’espertissimo Didier Deschamps, che in semifinale sarà alla sua 25esima partita ai Mondiali da allenatore della Francia: una squadra che ai quarti di finale ha quasi annichilito sul piano tecnico e tattico il Marocco, fino a quel momento tra le migliori squadre dei Mondiali; e che agli ottavi di finale ha saputo vincere una partita tesa e dura contro il Paraguay, che aveva puntato quasi tutto sulla difesa a oltranza e sul provocare i calciatori della Francia.

Kylian Mbappé e Didier Deschamps (Tullio Puglia – FIFA/FIFA via Getty Images)
La Spagna è allenata da Luis de la Fuente, che ha una storia lunga e vincente come allenatore delle nazionali giovanili spagnole e che nel 2024 vinse con merito gli Europei. In questo torneo ha subìto un solo gol (uno in meno della Francia, contro i 6 subìti da Argentina e Inghilterra) ed è a 36 partite ufficiali senza nemmeno una sconfitta.
Lamine Yamal ha fatto vedere sprazzi del suo gigantesco talento, ma fin qui non ha trascinato la Spagna, almeno non con gol e assist. Ma due partite, perfino una sola, se quella partita è la finale, sono più che sufficienti per trasformare un Mondiale così-così in uno che si faccia ricordare per decenni. Ben più di lui, comunque, finora è stato sorprendentemente decisivo – per due volte, entrambe segnando nel finale il gol della vittoria poco dopo essere entrato dalla panchina – Mikel Merino, che ai Mondiali aveva rischiato di non esserci nemmeno.

Lamine Yamal (Robbie Jay Barratt – AMA/Getty Images)
Spagna-Francia, che si giocherà il 14 luglio (decisamente non un giorno qualsiasi per la Francia), sarà una partita tra una squadra solida ma non sempre brillantissima, e una solida e spesso brillante. Nessuna delle due si è finora trovata in svantaggio in questi Mondiali. È una semifinale tra due squadre che hanno segnato gli ultimi trent’anni di calcio internazionale, per gioco e per risultati: la Francia ha vinto due Mondiali, perdendone nel frattempo due ai rigori (contro Italia e Argentina) e vincendo un Europeo. La Spagna ha imposto uno stile di gioco tutto suo e ha vinto i Mondiali nel 2010 e gli Europei nel 2008, nel 2012 e di nuovo nel 2024.
Tra le quattro che ci sono arrivate, l’Inghilterra è la squadra che, seppur forte, era più difficile pensare di vedere in semifinale. Perché spesso in passato era stata forte eppure non semifinalista. Ma anche per le critiche di molti dopo che il suo allenatore, il tedesco Thomas Tuchel, aveva scelto di non convocare alcuni giocatori di grande qualità tecnica, ma secondo lui non coerenti con i suoi piani tattici. E per la grande fatica che la nazionale inglese ha fatto per arrivare fino alle semifinali: ai gironi ha vinto bene (ma prendendo due gol) contro la Croazia, pareggiato male contro il Ghana e vinto con qualche patema contro Panama. Ai sedicesimi ha vinto con molti patemi contro la Repubblica Democratica del Congo e poi per 3-2 contro il Messico e 2-1 contro la Norvegia, in entrambi i casi dopo essersi trovata in svantaggio.
Eppure l’Inghilterra c’è. Oltre a Bellingham può contare su Harry Kane, attaccante prolifico come pochi, che inoltre contribuisce molto al gioco offensivo, e su una squadra ben rodata. E raramente era stata così vicina a rivincere i Mondiali, cosa che nella sua storia le riuscì di fare solo una volta, nel 1966 in Inghilterra. Da allora tornò in semifinale nel 1990, quando perse ai rigori contro la Germania Ovest, e nel 2018, in quel caso sconfitta dalla Croazia.

Harry Kane e Jude Bellingham (Julian Finney – FIFA/FIFA via Getty Images)
Nella sua semifinale, in una partita che nel calcio tra nazionali ha pochi paragoni, l’Inghilterra troverà l’Argentina di Lionel Messi, che per una volta – nel quarto di finale vinto, pure nel suo caso soffrendo – contro la Svizzera non ha fatto gol.
L’Argentina è la squadra campione in carica (nel 2022 vinse ai rigori contro la Francia) e nel frattempo ha vinto anche la Copa America, cambiando il giusto rispetto a quattro anni fa. È rimasto il suo apprezzatissimo allenatore Lionel Scaloni, ed è rimasto Messi come capitano e numero 10, come riferimento tattico ed emotivo di tutta la squadra. «A volte scherzo con i giocatori e dico loro che prima di entrare in nazionale devi imparare una lingua, la lingua di Messi. Dopo che lo capisci, il calcio diventa più facile», ha detto Scaloni.
L’Argentina ha segnato finora 17 gol (contro i 16 della Francia, i 13 dell’Inghilterra e gli 11 della Spagna), quattro dei quali durante i tempi supplementari. È il segno di una squadra ostinata, ma anche di una squadra che ha vinto per un pelo, con caparbietà ed estemporanee giocate individuali, partite in cui era la favorita, come quelle contro Capo Verde, Egitto e Svizzera.
La bistrattata, eppure sempre presente, “finale per il terzo posto” (uno spareggio tra chi ha perso le semifinali, con il fine unico di avere una “terza classificata” da mettere nell’albo d’oro) si giocherà sabato 18 luglio alle 21 italiane. La finale sarà domenica 19 luglio alle 21.
Francia-Argentina sarebbe una rivincita del 2022; Francia-Inghilterra sarebbe il più importante Francia-Inghilterra di sempre. Spagna-Inghilterra una riedizione della finale degli Europei del 2024 e Spagna-Argentina una finale tra due squadre campionesse continentali (una finalissima) che ai Mondiali hanno giocato contro una sola volta, durante la fase a gironi dei Mondiali del 1966.



