Almeno 12 persone sono morte in un grave incendio in Spagna
Si è sviluppato nella comunità autonoma dell'Andalusia, nel sud, dove è stata ordinata l'evacuazione di alcuni centri abitati
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Nel comune di Los Gallardos, nella comunità autonoma dell’Andalusia, nel sud della Spagna, si è sviluppato un grave incendio boschivo che ha provocato la morte di almeno dodici persone. I feriti sono invece otto di cui quattro in gravi condizioni. Il bilancio è comunque ancora provvisorio. Giovedì pomeriggio diversi testimoni avevano allertato il servizio di emergenza segnalando la caduta di un cavo elettrico vicino a una strada statale e a della vegetazione secca, sostenendo che avesse causato l’incendio: da lì le fiamme si sarebbero rapidamente propagate in una vicina area boschiva. Per ora sulle cause non ci sono conferme ufficiali.
Secondo gli ultimi aggiornamenti del ministro regionale della Sanità e delle Emergenze, Antonio Sanz, le persone che sono morte sono state trovate all’interno delle loro auto avvolte dalle fiamme: sono state colte di sorpresa, ha spiegato, «da un incendio che si è propagato molto rapidamente, con una velocità di diffusione estremamente elevata» e in una zona con un terreno molto impervio e con diverse case sparse sul pendio. Ha anche ipotizzato che i morti siano turisti stranieri che hanno tentato di lasciare la zona «attraverso un percorso diverso da quello di evacuazione designato». Nel frattempo la polizia ha aperto un ufficio per la raccolta delle denunce da parte dei familiari delle persone che risultano irreperibili. Secondo fonti interne citate dal quotidiano El País, l’obiettivo è raccogliere i campioni di DNA per consentire una loro rapida identificazione.
Parallelamente alle attività di identificazione e per fornire supporto in questo momento critico, l’Agenzia andalusa per le emergenze (EMA) e il servizio di emergenza 112 hanno attivato una linea telefonica di assistenza per le famiglie.
Nelle prime ore di venerdì gli abitanti di cinque quartieri di Los Gallardos e della vicina Bédar sono stati fatti evacuare. Altre 80 persone sono state trasferite dalle loro case di Antas, vicino a Los Gallardos, in un convento. Il governo regionale ha evacuato per precauzione altre mille persone dalla zona, mentre il centro sportivo comunale è stato aperto per offrire riparo agli sfollati. Per ora vi si trova una cinquantina di persone. A Bédar una donna è rimasta ustionata ed è stata trasportata in ospedale, e un’altra è stata curata per inalazione di fumo; altre quattro sono state soccorse sul posto per problemi respiratori e ustioni lievi.
Dopo l’inizio dell’incendio un tratto di autostrada e la strada in prossimità dei boschi interessati sono state chiuse e la cerimonia di giuramento del nuovo governo andaluso, prevista per oggi, è stata rinviata a data da destinarsi.
Antonio Sanz, ha detto che è il «più devastante incendio mai registrato nella regione» e ha descritto la situazione come «una tragedia senza precedenti». Sia lui sia il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez hanno fatto le condoglianze alle famiglie delle persone che sono morte.
Sempre giovedì e sempre in Andalusia c’è stato un incendio a Estepona, che a causa del vento si è gradualmente propagato verso nord, in direzione del comune di Benahavís: il fumo era visibile da gran parte della costa di Malaga. Il governo andaluso ha fatto evacuare in via precauzionale circa cento residenti dalla Costa del Sol e ha chiuso alcune strade per facilitare le operazioni dei vigili del fuoco.
Nel frattempo un altro incendio si è sviluppato a Córdoba, portando alla chiusura di una strada e, successivamente, alla sospensione del servizio ferroviario tra Alcolea de Córdoba e il capoluogo di provincia, causando disagi anche sulla linea dell’alta velocità verso Madrid.
Negli ultimi giorni altri grossi incendi hanno causato danni sui Pirenei, al confine con la Francia. Le fiamme hanno bruciato più di 20 chilometri quadrati di vegetazione, il 97 per cento dei quali all’interno dell’area naturale protetta di Les Gavarres.
Lo scorso giugno è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. In Spagna finora è stato il mese più distruttivo dell’anno, con circa 160 chilometri quadrati bruciati in totale. Tra le regioni più colpite c’è quella di Cantabria, sulla costa nord del paese.
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