L’arazzo di Bayeux è arrivato nel Regno Unito dopo quasi mille anni
L'enorme tela è un pezzo di storia inglese, ma è sempre stata in Francia: ora è stata portata al British Museum con un viaggio molto delicato
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L’arazzo di Bayeux, che è un’importantissima testimonianza della storia inglese dell’Undicesimo secolo e una delle opere d’arte più significative del suo tempo, è arrivato nella notte tra giovedì e venerdì al British Museum di Londra, grazie a un prestito concordato dai governi di Francia e Regno Unito. È la prima volta dai tempi della sua creazione che la tela torna in Gran Bretagna, dove è arrivata con un viaggio molto delicato, tra parecchi dubbi e accortezze. Sarà esposta al museo a partire dal 10 settembre, in una mostra molto attesa.
L’arazzo raffigura la battaglia di Hastings del 1066, uno dei momenti fondamentali per la nascita dell’attuale monarchia britannica, e la serie di eventi che la precedette. Nonostante il suo legame con la storia inglese è conservato praticamente dalla sua creazione nella cittadina di Bayeux, nel nord della Francia. È lungo 70 metri, alto circa 50 centimetri, tessuto in lino e coperto di ricami in lana: motivo per cui tecnicamente non è un arazzo ma appunto un ricamo.
Le sue origini non sono del tutto certe, ma la maggior parte degli studi contemporanei concorda nel dire che venne realizzato in Inghilterra, probabilmente da laboratori vicini all’abbazia di Canterbury, pochi anni dopo la battaglia (quindi attorno al 1070), per poi essere trasportato a Bayeux. In generale si ritiene che funzionasse come uno strumento della propaganda normanna dopo la conquista dell’Inghilterra, dove la tela sarebbe quindi tornata dopo una lunga assenza.
Trasportarla però è stata un’operazione estremamente delicata. Dato che è vecchia di quasi un millennio e che non è sempre stata conservata nelle condizioni ideali, è molto fragile. Secondo uno studio del 2020 ha più di 24mila macchie, 16.445 pieghe, quasi 10mila difetti e 30 strappi «non stabilizzabili», cioè che non potrebbero essere messi in sicurezza in fase di restauro.
Per questi motivi, dopo essere stato rimosso dal museo di Bayeux per lavori di ristrutturazione della struttura, l’arazzo era stato conservato in un luogo segreto, e durante il trasporto sono state prese misure eccezionali.

Lo scarico della cassa contenente l’arazzo di Bayeux fuori dal British Museum, attorno alle 3 della notte del 10 luglio (AP Photo/Kwiyeon Ha)
L’arazzo è stato trasportato su un camion per evitare gli sbalzi di temperatura o le vibrazioni di un viaggio in aereo o via nave: la tela era arrotolata all’interno di una cassa climatizzata e sospesa con un apposito meccanismo per limitare ulteriormente le vibrazioni. Il camion è passato dal tunnel sottomarino della Manica, scortato dalla polizia, e molti dettagli del suo viaggio verso il Regno Unito, fra cui la data, erano stati tenuti segreti. Per assicurarsi che tutto filasse liscio erano state eseguite diverse prove di trasporto con copie della tela, in cui era stato simulato ogni passaggio, dalla partenza in Francia all’installazione al British Museum.
Le spese di trasporto sono state tutte a carico del British Museum e sono state stimate attorno agli 1,2 milioni di sterline (circa 1,4 milioni di euro), mentre il governo britannico ha assicurato la tela per 800 milioni di sterline (940 milioni di euro): più del doppio del valore dell’opera d’arte più costosa mai venduta sul mercato.
Il prestito in realtà si spiega anche col fatto che al museo di Bayeux serve un supporto più adatto a esporlo, senza sollecitarlo eccessivamente: nella nuova esposizione la tela non sarà più appesa in verticale ma appoggiata su un piano inclinato. Il British Museum, che è uno dei musei più famosi, prestigiosi e visitati al mondo, intanto non ha mai venduto tanti biglietti quanto quelli nel giorno in cui sono state aperte le vendite per la mostra che lo include, che durerà fino all’11 luglio del 2027: per il momento i biglietti sono tutti esauriti, ma in futuro ne saranno disponibili altri.
– Leggi anche: I dubbi sul prestito dell’arazzo di Bayeux
Il prestito comunque ha sollevato critiche, soprattutto tra alcuni importanti esponenti del mondo della cultura in Francia, che avevano espresso preoccupazioni per i possibili danni subiti nel trasporto. Una petizione online per chiedere di sospendere il prestito aveva raccolto quasi 80mila firme. Molti dubbi sono stati dissipati dopo che erano state annunciate le misure precauzionali straordinarie previste per il trasporto.
In passato il Regno Unito aveva chiesto in due occasioni di ricevere l’arazzo, ma la Francia aveva declinato, e preoccupazioni simili avevano portato all’annullamento di un prestito analogo annunciato nel 2018 dal presidente francese Emmanuel Macron. Nella sua storia l’arazzo aveva lasciato Bayeux solo due volte, in entrambi i casi per andare a Parigi in vista di un’invasione dell’Inghilterra (in entrambi i casi mai avvenuta): nel 1803 da parte di Napoleone e durante la Seconda guerra mondiale da parte dei nazisti.
In cambio dell’arazzo il British Museum manderà in Francia alcuni importanti manufatti medievali, fra cui l’elmo di Sutton Hoo, considerato uno dei simboli della cultura anglosassone prima della conquista normanna dell’Inghilterra, e gli scacchi di Lewis, un set da gioco con delle pedine incise molto espressive.
– Leggi anche: Non siamo sicuri di quanti peni ci siano sull’arazzo di Bayeux



