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  • Mercoledì 8 luglio 2026

La combinata nordica non sarà più alle Olimpiadi invernali

Almeno non alle prossime, nel 2030 sulle Alpi francesi: arriveranno però pattinaggio sincronizzato e sci e snowboard freeride

Il norvegese Andreas Skoglund il 19 febbraio a Predazzo (Maddie Meyer/Getty Images)
Il norvegese Andreas Skoglund il 19 febbraio a Predazzo (Maddie Meyer/Getty Images)
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Il 7 luglio il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha confermato che alle Olimpiadi invernali del 2030, sulle Alpi francesi, non ci sarà la combinata nordica, lo sport che combina il salto con gli sci e lo sci di fondo. La combinata nordica era sempre stata alle Olimpiadi invernali fin dalla loro prima edizione, nel 1924 a Chamonix, in Francia, ma già da tempo era noto che il suo posto alle Olimpiadi fosse molto a rischio. Perché è uno sport sempre meno seguito e in linea con gli interessi del CIO, e perché per tradizione è quasi solo maschile (anche se negli ultimi anni qualcosa stava cambiando), quindi in contrasto con la volontà del CIO di far sì che alle Olimpiadi partecipino un uguale numero di atlete e di atleti.

Già prima di questa esclusione la combinata nordica, nata in Norvegia nell’Ottocento, era comunque uno sport in crisi. Ha pochi praticanti, peraltro in pochi paesi; negli altri, e comunque per chi non lo conosce, è difficile da seguire e da capire. Per tradurre in una classifica i risultati del salto con gli sci (che a loro volta non sono calcolati semplicemente in metri e distanze) e i tempi dello sci di fondo si usa un sistema noto come “metodo Gundersen”, dal nome dell’atleta e poi direttore tecnico che lo mise a punto, che tra l’altro cambia leggermente a seconda delle gare.

La combinata nordica è anche difficile da organizzare, visto che necessita sia di trampolini per i salti che di piste da fondo. È insomma uno sport costoso e complesso da fare, dalla logistica complicata e dalle regole tutt’altro che immediate. Già alle Olimpiadi di Milano Cortina i suoi atleti (36) erano 19 in meno rispetto alle Olimpiadi di Pechino del 2022.

Nel motivare l’esclusione della combinata nordica dal programma olimpico del 2030 il CIO ha parlato sia dei pochi partecipanti che del poco interesse da parte del pubblico. Kirsty Coventry, presidente del CIO, non ha però escluso che possa tornare nel 2034.

Ovviamente la decisione è stata criticata dalla FIS, la Federazione internazionale dello sci, che tra i tanti altri sport invernali si occupa anche della combinata nordica.

Le Olimpiadi invernali del 2030 avranno anche alcune discipline nuove: lo sci e lo snowboard freeride, quindi su pendii innevati e non battuti, in cui atlete e atleti saranno giudicati per movimenti, traiettorie e acrobazie fatte lungo la discesa; e poi il pattinaggio di figura sincronizzato, con nove pattinatori per squadra, e altri 16 eventi di sport già presenti (su 26 proposti). Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina avevano 116 eventi da medaglia, quelle del 2030 ne avranno 126.

Secondo le attuali previsioni le Olimpiadi del 2030 avranno 3.046 partecipanti in tutto: 1.521 maschi e 1.525 femmine.

– Leggi anche: L’incerto futuro – nel frattempo diventato molto più incerto – della combinata nordica