Ultimo sta per fare il più grande concerto a pagamento di sempre in Italia

E il secondo nella storia mondiale, con i 250mila biglietti venduti per l'evento di sabato a Tor Vergata

Ultimo in concerto allo stadio di San Siro a Milano, il 5 luglio 2025 (Sergio Infuso/Getty)
Ultimo in concerto allo stadio di San Siro a Milano, il 5 luglio 2025 (Sergio Infuso/Getty)
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Sabato 4 luglio a Tor Vergata, nella periferia sud-est di Roma, si terrà il secondo concerto con più spettatori paganti nella storia della musica mondiale: quello del cantante romano Ultimo, i cui 250mila biglietti disponibili erano stati venduti tutti nel giro di tre ore nel luglio dell’anno scorso, con prezzi compresi tra i 50 e i 100 euro.

Per assicurarsi un posto nelle prime file, decine di persone si sono appostate già da qualche giorno in piazzale Giovanni Paolo II, l’area del concerto, arrangiandosi come potevano: in molti stanno dormendo in tende e sacchi a pelo, sotto un tendone da circo. Una volta entrati si distribuiranno in sei diverse aree, dette “pit”, chiamate come altrettante canzoni di Ultimo: gli ultimi pit saranno distanti centinaia di metri dal palco, cosa che ha provocato un po’ di proteste e battute sui social network.

Ultimo ha superato i biglietti che aveva venduto nel 2017 Vasco Rossi per il suo concerto al parco Enzo Ferrari di Modena, il più grande a pagamento mai tenuto in Italia finora. Ma anche nel mondo quasi nessuno ha fatto meglio di lui, né Bruce Springsteen né gli U2 né Madonna né qualsiasi altro cantante o band vi venga in mente. L’unico musicista al mondo che lo precede in questa classifica è Marko Perković Thompson, cantante nazionalista croato che l’anno scorso si era esibito in un concerto a Zagabria per cui erano stati venduti mezzo milione di biglietti.

Visto l’enorme afflusso di persone, la questura di Roma ha preso delle misure di sicurezza straordinarie. Le strade attorno al piazzale saranno chiuse al traffico fin dalla mattinata di sabato (alcune già dal primo pomeriggio del venerdì), le linee A, B-B1 e C della metro rimarranno aperte tutta la notte e saranno disponibili navette gratuite.

Per facilitare il rientro degli spettatori, Trenitalia ha aggiunto alla sua normale offerta due treni straordinari per Torino e per Bari: partiranno entrambi dalla stazione di Roma Termini, rispettivamente alle 4 e alle 4:30. Come accade spesso per eventi così grandi, molti comuni italiani hanno affittato e riempito dei pullman appositamente per il concerto. Gli ingressi apriranno già alle 7 del mattino di sabato, in largo anticipo rispetto a quanto accade di solito nei concerti.

Stanno facendo discutere anche i costi accessori che gli spettatori dovranno sostenere, soprattutto quelli dei parcheggi, che hanno prezzi che vanno dai 23 ai 78 euro, a seconda della distanza dagli ingressi. Le aree di parcheggio per i camper si trovano invece a Monte Compatri, Spinoretico e Campo Romano, e costano tutte 99 euro.

Ultimo (nome d’arte di Niccolò Moriconi) ha 30 anni, fa un cantautorato pop molto melenso e convenzionale che in Italia ha una lunga storia di successi. Non è il cantante italiano che fa i numeri più alti con lo streaming, ma da qualche anno non c’è nessun altro in Italia con la sua capacità di mobilitare il pubblico, né che abbia un bacino di fan così ampio e così affezionato, specialmente a Roma ma non solo.

I fan di Ultimo sono stati descritti a volte come una “tribù”, perché il loro senso di appartenenza e di adesione ha pochi eguali nella musica italiana di oggi, ma anche del passato. Quelli che li ricordano più da vicino sono probabilmente i fan di Vasco Rossi: partecipano a tutti i tour, sanno tutte le canzoni a memoria, indossano le bandane e le magliette dedicate, hanno per il loro idolo una passione incomparabile a quella per qualunque altro cantante.

Ultimo non piace particolarmente alla critica, e oltre a tanti fan ha anche molti detrattori, sia per la musica che propone sia per il personaggio che si è creato, che è però anche una delle ragioni del suo successo: nei testi e sui social, dove è molto attivo, si è presentato da sempre come un underdog, cioè una persona che parte svantaggiata, insistendo moltissimo sulla retorica del farcela da soli nonostante le avversità.

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