I nuovi attacchi tra Stati Uniti e Iran nel golfo Persico
Sono i primi dopo la firma dell'accordo per la fine della guerra, e potrebbero compromettere i futuri negoziati

Nelle ultime ore l’Iran ha detto di aver colpito con missili e droni alcuni obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, nel golfo Persico, in risposta ad attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. Sono solo gli ultimi di una nuova serie di attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran, iniziata giovedì, i primi dopo che il 18 giugno i due paesi avevano firmato un accordo con l’obiettivo di mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Non è chiaro se questi sviluppi metteranno a rischio i negoziati, ma per il momento la ripresa della guerra non è negli interessi di nessuna delle due parti.
I Guardiani della rivoluzione iraniani, cioè il corpo armato più potente dell’Iran, hanno detto di aver compiuto tra sabato e domenica alcuni attacchi con droni e missili contro otto obiettivi militari statunitensi situati in Bahrein, all’interno della base della quinta flotta della marina militare statunitense, e nella base militare di Al-Salam in Kuwait.
Gli attacchi iraniani sono stati una risposta ad alcuni precedenti attacchi aerei degli Stati Uniti, compiuti venerdì e sabato contro siti militari iraniani, in particolare luoghi di stoccaggio di missili e droni, sistemi radar costieri, infrastrutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea. Gli Stati Uniti non hanno specificato in quali parti dell’Iran siano stati compiuti gli attacchi, ma i media statali iraniani hanno riferito di esplosioni nel sud del paese e sulle isole vicine allo stretto di Hormuz, che divide il golfo Persico dall’oceano Indiano.
Gli Stati Uniti avevano colpito l’Iran a loro volta in ritorsione a un precedente attacco compiuto dall’Iran giovedì contro una nave portacontainer che stava attraversando lo stretto di Hormuz lungo una rotta che secondo i Guardiani della rivoluzione non era stata autorizzata. La nave in questione è la Ever Lovely della Evergreen Marine, una compagnia navale di Taiwan, che stava percorrendo la rotta vicino alle coste dell’Oman e non quella raccomandata dall’Iran, che si trova più a nord, lungo le coste iraniane.
Dopo gli attacchi reciproci, Iran e Stati Uniti si sono accusati a vicenda di aver violato il cessate il fuoco in vigore da aprile, minacciando una complicazione dei negoziati e ritorsioni militari in risposta a eventuali nuove aggressioni.
La gestione dello stretto di Hormuz e del flusso di navi che vi passano attraverso è una delle questioni su cui Iran e Stati Uniti al momento hanno posizioni inconciliabili. L’Iran sta cercando di mantenere il controllo sul traffico di navi attraverso lo stretto, come ha fatto dall’inizio della guerra, ma per gli Stati Uniti, che invece ne vorrebbero l’apertura e la libera navigazione, questa condizione è inaccettabile.
Prima della guerra circa il 20 per cento delle esportazioni globali di petrolio e di gas naturale liquefatto transitava attraverso lo stretto. La sua chiusura ha causato l’interruzione delle esportazioni e una grave crisi energetica, che ha fatto aumentare parecchio i prezzi dei carburanti e di altri beni.



