SpaceX vuole fare anche da corriere spaziale

Con il nuovo progetto Starfall vuole gestire trasporti veloci di materiali da una parte all'altra del mondo, usando i suoi razzi

Starfall durante il rientro nell'atmosfera terrestre, in un'elaborazione grafica (SpaceX)
Starfall durante il rientro nell'atmosfera terrestre, in un'elaborazione grafica (SpaceX)
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Martedì un razzo Falcon 9 di SpaceX è partito da Cape Canaveral in Florida per trasportare un sistema sperimentale che in futuro potrebbe rendere la società di Elon Musk una sorta di corriere spaziale per il trasporto rapido delle merci da una parte all’altra della Terra.

Il progetto si chiama Starfall e per ora SpaceX ha fornito poche informazioni sul suo funzionamento e su come intenda sfruttarlo commercialmente. Il test indica comunque che il sistema è in una fase avanzata di sviluppo e ha riportato l’attenzione sulla posizione dominante dell’azienda nel settore spaziale e delle telecomunicazioni.

SpaceX ha da poco raccolto grandi quantità di denaro grazie alla propria quotazione in borsa, con un’offerta pubblica iniziale al di sopra delle aspettative di molti analisti. Oltre a offrire il trasporto di satelliti e astronauti tramite i propri razzi, la società fornisce un servizio di accesso a Internet satellitare tramite Starlink e ha in programma la costruzione di data center orbitali, per alimentare i propri sistemi di intelligenza artificiale. Starfall potrebbe aggiungersi come ulteriore servizio, in una prima fase per scopi per lo più militari.

Starfall è una capsula spaziale di dimensioni contenute, molto più piccola di Dragon, il sistema che SpaceX utilizza per il trasporto degli astronauti e dei rifornimenti verso la Stazione Spaziale Internazionale. È un tronco di cono alto 75 centimetri e con un diametro alla base di circa 3 metri. Ha una massa di 2 tonnellate e può trasportare fino a una tonnellata di materiale. Per il resto, la sua gestione non è molto diversa da quella classica delle capsule spaziali.

(SpaceX)

L’idea è di trasportare una o più capsule su un Falcon 9 – il razzo riutilizzabile che ha permesso di ridurre fortemente i costi dei lanci spaziali – e farle rientrare in breve tempo in un’altra parte del mondo. Il test di questa settimana è proprio consistito in questo, ma SpaceX non ha dato informazioni sull’esito della missione. Dopo il lancio, il piano prevedeva due giri intorno al pianeta, un rientro nell’atmosfera e un ammaraggio con paracadute nell’oceano Pacifico circa 1.300 chilometri al largo della California.

Le poche altre informazioni disponibili derivano dalla documentazione che SpaceX ha dovuto inviare all’autorità per l’aviazione civile (FAA). Nel testo si fa riferimento alla «consegna da punto a punto di carichi critici attraverso lo Spazio in tempi brevi». Da tempo il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha manifestato interesse per sistemi di trasporto rapido attraverso lo Spazio, con sistemi non molto diversi da quelli che si utilizzano per i bombardamenti con i missili balistici intercontinentali. Un piano chiamato “Concept Cargo” prevede l’impiego di Starship, l’enorme astronave che sta costruendo SpaceX, per il trasporto di diverse tonnellate di materiale in una volta, mentre Starfall potrebbe essere impiegato per consegne più piccole.

Molti degli aspetti legati all’uso di Starfall devono comunque essere ancora definiti. Nella documentazione fornita alla FAA si parla anche di servizi di trasporto per oggetti costruiti direttamente nello Spazio. Da tempo si ipotizza infatti di inviare in orbita moduli con robot che lavorano autonomamente in condizioni di microgravità, molto diverse da quelle presenti sulla superficie terrestre e che consentono processi produttivi difficili o impossibili da realizzare sulla Terra. Alcuni di questi sono già stati sperimentati su piccola scala sulla Stazione Spaziale Internazionale, per esempio per produrre farmaci o materiali con pochissime imperfezioni, come fibre ottiche pure in grado di trasmettere i segnali con una perdita centinaia di volte inferiore alle fibre che usiamo normalmente.

In questo ambito, Starfall potrebbe essere il sistema per trasportare sulla Terra quei prodotti realizzati in orbita, ma è una possibilità ancora lontana nel tempo. Ci sono infatti non poche perplessità sulla sostenibilità economica del progetto, sui costi di lancio e recupero dei carichi e sulla reale domanda per questo tipo di servizi.

SpaceX ha però una lunga storia di sviluppo di tecnologie che, almeno all’inizio, erano considerate troppo costose, poco pratiche o addirittura irrealizzabili. L’idea stessa su cui ha costruito gran parte del proprio successo, cioè produrre razzi in larga misura riutilizzabili, per anni fu guardata con scetticismo da gran parte del settore aerospaziale. Solo lo scorso anno la società ha gestito 165 lanci, di gran lunga la quantità più alta mai raggiunta da un operatore spaziale. La società ha anche costruito la più grande costellazione satellitare per le connessioni a Internet, con diecimila satelliti in orbita.

Starfall per ora è un esperimento, ma potrebbe aprire un nuovo importante settore nell’industria spaziale e la possibilità di sperimentarlo in tempi brevi costituisce un importante vantaggio sulla concorrenza. Altre società come Blue Origin di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, hanno piani simili, ma non hanno con i loro razzi capacità di accesso paragonabili a quelle di SpaceX. La società potrebbe quindi aggiungere il trasporto delle merci spaziali alla lunga serie di settori in cui ha già assunto una posizione dominante con grandi implicazioni non solo per la libera concorrenza, ma anche per i governi che dipendono sempre di più dai suoi servizi anche per la sicurezza nazionale.