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  • Venerdì 19 giugno 2026

Ora Keir Starmer ha davvero un avversario

Il Laburista Andy Burnham ha ottenuto un seggio in parlamento e potrà candidarsi per sostituire l’attuale primo ministro britannico, sempre più impopolare

Andy Burnham dopo la vittoria alle elezioni suppletive di Makerfield, il 19 giugno 2026: a fianco a lui i cosiddetti candidati satirici (AP Photo/Jon Super)
Andy Burnham dopo la vittoria alle elezioni suppletive di Makerfield, il 19 giugno 2026: a fianco a lui i cosiddetti candidati satirici (AP Photo/Jon Super)
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Il politico Laburista Andy Burnham ha vinto con ampio margine le elezioni suppletive che si sono tenute giovedì a Makerfield, un collegio elettorale vicino a Manchester. In tempi normali queste elezioni non avrebbero suscitato una grande attenzione, ma lo hanno fatto perché sono potenzialmente decisive per la politica nazionale.

Burnham è il sindaco dell’area metropolitana di Manchester dal 2017 e da tempo è indicato come possibile successore del primo ministro britannico Keir Starmer, anch’egli Laburista e in una grande crisi di popolarità: finora però non aveva potuto sfidare la leadership di Starmer perché non era parlamentare, un requisito stabilito dalle regole del partito per candidarsi a leader.

A Makerfield Burnham ha vinto con una grande maggioranza: ha preso il 54 per cento dei voti, contro il 35 per cento di Reform UK, partito di destra populista, e il 7 di Restore Britain, un partito populista ancora più a destra. Commentando la vittoria, Starmer ha detto che non si tirerà indietro in un eventuale confronto.

La crisi dei Laburisti va avanti da tempo e negli ultimi tempi la possibilità che Starmer venga sostituito si è fatta sempre più concreta. Lui è il primo ministro più impopolare della storia britannica, mentre Burnham è il politico Laburista più popolare. Nel suo discorso dopo il risultato delle elezioni Burnham ha detto che questa vittoria potrebbe essere «una svolta» e «l’ultima possibilità di cambiamento per il partito».

L’impopolarità di Starmer infatti è diventata un problema per i Laburisti. Negli ultimi mesi diverse elezioni locali avevano confermato la disastrosa perdita di consenso dei Laburisti, ma lui si è sempre rifiutato di dimettersi. Finora il partito ha evitato una mozione di sfiducia interna, principalmente perché in parlamento non c’era una persona considerata davvero adatta a sostituire Starmer. Ma ora c’è Andy Burnham.

A sinistra Burnham mentre parla con Keir Starmer, nel 2024 (AP Photo/Jon Super)

Burnham è un politico di lungo corso dei Laburisti, anche se all’estero è poco noto. Ha 56 anni e come sindaco dell’area metropolitana di Manchester durante la pandemia si era scontrato con il governo conservatore di Boris Johnson sui fondi per la regione, ricavandone visibilità. Ha fatto della necessità di una maggiore rappresentanza delle aree del nord come Manchester uno dei suoi punti di forza: nel suo discorso dopo la vittoria ha detto che gli elettori «hanno votato per il cambiamento, hanno votato per dare più potere al Nord e a tutte le aree dimenticate da Westminster». Gli è stato dato il soprannome di King of the North, un richiamo al ruolo della serie tv Game of Thrones.

Fa parte della corrente chiamata soft left, che sta tra quella più a sinistra e quella centrista del partito. Si è iscritto al partito dei Laburisti a 14 anni e ha sempre lavorato per loro: ha scalato le gerarchie fino a diventare ministro della Sanità tra il 2009 e il 2010, nell’ultimo governo dei Laburisti prima di quello attuale, in carica dal 2024. Si era già candidato alle primarie del partito nel 2010 e nel 2015, ma aveva perso. Poi nel 2017 era andato a fare il sindaco di Manchester ed era stato rieletto nel 2021. È tornato ad aspirare alla politica nazionale alcuni mesi fa, in piena crisi del governo Starmer.

A febbraio Burnham aveva individuato un seggio a cui ricandidarsi in parlamento, ma il comitato direttivo del partito glielo aveva impedito. Le pressioni erano arrivate dallo stesso Starmer, che nonostante sostenesse di avere buoni rapporti con Burnham aveva intuito il suo obiettivo (i Laburisti avevano poi perso quelle elezioni). A metà maggio il deputato Josh Simons, che lavora a stretto contatto con Burnham da 15 anni ed è considerato un suo stretto alleato, si era dimesso per permettere la sua candidatura.