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  • Giovedì 18 giugno 2026

La millenaria quercia di Sherwood è morta

Era da secoli un’amata attrazione turistica inglese legata alla leggenda di Robin Hood, e i molti interventi per salvarla non sono serviti

La quercia senza foglie
La quercia ad aprile del 2010 (Camera Press/Tristan Gregory/Contrasto)
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Un’enorme quercia di oltre mille anni nella foresta di Sherwood, nota come Major Oak (“quercia maggiore”) e tra le più grandi e antiche d’Inghilterra, non ha più foglie nuove a primavera ormai quasi finita, e gli esperti la considerano morta. La sua popolarità è legata al personaggio di Robin Hood, la cui banda secondo la leggenda trovava riparo sotto la vasta chioma della quercia e si rifugiava all’interno del suo tronco enorme (10 metri di circonferenza).

Oltre ad attrarre milioni di turisti, la quercia maggiore di Sherwood è da secoli oggetto di grande interesse scientifico, soprattutto da quando è in declino. Già alla fine del Settecento era descritta come una «maestosa rovina», ma la quantità e la qualità delle foglie erano drasticamente diminuite in particolare negli ultimi anni, dopo cinque estati molto calde e siccitose.

La Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), l’organizzazione responsabile tra le altre cose della conservazione della foresta, ha detto che la morte naturale della quercia potrebbe essere stata accelerata da una combinazione di fattori: i molti interventi strutturali compiuti per cercare di salvarla, l’enorme attività umana intorno all’albero e gli effetti del cambiamento climatico, in particolare la siccità e le ondate di calore.

Un uomo e un ragazzino vestito da Robin Hood sotto la quercia

Un uomo e un ragazzino vestito da Robin Hood sotto la quercia, a metà degli anni Cinquanta del Novecento (Three Lions/Getty Images)

Alcune catene di sostegno intorno alla quercia furono installate per la prima volta nel 1908, e fin dagli anni Settanta i suoi rami più massicci sono in parte sostenuti da un elaborato sistema di impalcature. Secondo gli esperti di conservazione, molti tentativi di mantenere l’albero in posizione verticale tramite puntelli, catene, lastre e altri sistemi sono stati dannosi, seppure benintenzionati.

Agli anni Settanta risale anche la costruzione, probabilmente tardiva, delle recinzioni intorno all’albero, per proteggere le sue radici dai danni provocati dal grande afflusso turistico. Camminando intorno al tronco e guidando vari veicoli nelle sue vicinanze, milioni di persone nel tempo avevano compattato il suolo rendendolo sempre più duro e meno permeabile all’acqua piovana, all’ossigeno e agli altri nutrienti.

«Negli ultimi anni, le indagini si sono concentrate su ciò che accade nel sottosuolo, e ciò che abbiamo scoperto è stata una situazione sorprendente e grave: un apparato radicale soffocato e affamato, totalmente scollegato dall’ambiente circostante», ha detto Chloe Ryder, responsabile della RSPB per la foresta di Sherwood.

Il tronco della quercia

Il tronco della quercia, a ottobre del 2007 (AP Photo/Simon Dawson)

L’organizzazione ha detto che la quercia resterà nella foresta come «monumento naturale» per i visitatori e continuerà a fornire un habitat per la fauna selvatica. Ne esistono inoltre delle “copie” viventi: nei primi anni Duemila, prima della fase più critica del declino della quercia, alcuni studiosi avevano prelevato ghiande e talee che nel frattempo sono diventate giovani alberi piantati in diversi paesi del mondo.

Uno di questi è nel giardino della famosa attrice inglese Judi Dench, appassionata di querce secolari e ambasciatrice del Woodland Trust, il più grande ente di beneficenza per la conservazione dei boschi nel Regno Unito. «Occupa un posto speciale, accanto alla talea dell’albero di Sycamore Gap», ha detto Dench.

Il Sycamore Gap Tree era un grande acero montano centenario nel Northumberland National Park, spesso definito «l’albero più fotografato d’Inghilterra» (ci girarono una scena famosa del film del 1991 Robin Hood: Principe dei ladri). Fu abbattuto nel 2023 da due uomini, infine condannati a 4 anni e 3 mesi di carcere dopo un lungo e seguito processo.

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