Ora è una società di criptovalute a custodire la soluzione a uno degli enigmi più famosi al mondo

Un'azienda californiana ha comprato dal suo autore la soluzione di Kryptos, la scultura nel cortile della CIA, e ha organizzato una sfida online

I documenti legati alla scultura Kryptos messi all'asta lo scorso novembre presentati durante una conferenza stampa a Washington (AP Photo/Kevin Wolf)
I documenti legati alla scultura Kryptos messi all'asta lo scorso novembre presentati durante una conferenza stampa a Washington (AP Photo/Kevin Wolf)
Caricamento player

Lo scorso novembre qualcuno comprò all’asta la soluzione di uno dei messaggi cifrati irrisolti più famosi al mondo, ma non si sapeva chi fosse né cosa ne avrebbe fatto. Adesso invece è emerso che a sborsare quasi un milione di dollari per conoscere il mistero dietro a Kryptos, una scultura installata nel cortile della sede della CIA, era stata la società d’investimento californiana Paradigm, che finanzia aziende e progetti relativi a criptovalute, intelligenze artificiali e robotica. Invece di pubblicare la soluzione, però, Paradigm ha organizzato una sorta di sfida online per coinvolgere ancora più persone nella ricerca della soluzione.

Il mistero è il significato del cosiddetto K4, cioè il quarto di una serie di messaggi in codice nascosti nel fitto testo inciso su una imponente lamiera di rame. È una scultura dell’artista Jim Sanborn installata nel 1990 nella sede della CIA, l’agenzia di intelligence statunitense, in Virginia, i cui primi tre enigmi sono già stati risolti. Ma il quarto, K4, che peraltro è necessario per risolvere il quinto e ultimo messaggio in codice, non è mai stato decifrato in 35 anni di tentativi.

Paradigm aveva comprato all’asta la soluzione per il doppio rispetto alla cifra attesa, e si è fatta poi scrivere la soluzione su un computer dall’unica persona che la conosceva, lo scultore Sanborn. Poi ha usato un apposito sistema di crittografia per trasformare il testo con la risposta in un codice identificativo univoco, che ha trasferito su un cloud, cancellando il messaggio originale di Sanborn. Da venerdì 12 giugno, chi vuole provare a indovinare può farlo attraverso un sito dedicato.

In un post per annunciare l’iniziativa Dan Robinson, partner di Paradigm dal 2019, ha detto che in questo modo nemmeno l’azienda conosce la soluzione: qualsiasi tentativo verrà a sua volta trasformato in un codice univoco con lo stesso sistema di crittografia, e se corrisponderà a quello della soluzione data da Sanborn vorrà dire che sarà giusto. Robinson ha detto al New York Times che Paradigm non voleva rovinare il mistero nemmeno all’interno dell’azienda, e che sarebbe stato ingiusto comprare un segreto solo per rivelarlo subito.

Per dare la propria soluzione bisogna pagare un dollaro a ogni tentativo, un vincolo che è stato giustificato con la volontà di evitare che chiunque faccia milioni di tentativi solo per il gusto di provarci. Nel tempo infatti la smania di risolvere il messaggio cifrato è stata tale da aver portato certe persone a scrivere a Sanborn di continuo, a presentarsi a casa sua e perfino a minacciarlo. Per scoraggiare le più insistenti lui aveva iniziato a far pagare 50 dollari in cambio di una risposta sintetica, ma alla fine si era stufato.

La caratteristica principale di Kryptos sono le grosse lamiere di rame ricurve, intagliate con file di lettere e punti interrogativi. Sono in totale oltre 1.700 caratteri, che in certe porzioni corrispondono a quattro messaggi cifrati, l’ultimo dei quali appunto irrisolto: il tema della scultura è la raccolta di informazioni di intelligence, e nelle stringhe ci sono anche errori voluti, per depistare chi cerca la soluzione. Anni fa per dare una mano Sanborn disse che a tre combinazioni di lettere del K4 corrispondono rispettivamente le parole inglesi BerlinClock e Northeast, e ha dato anche altri indizi. Ciononostante nessuno ce l’ha ancora fatta.

L’anno scorso Sanborn aveva messo all’asta la soluzione assieme ad alcuni documenti, in occasione del suo ottantesimo compleanno, dicendo di non avere più «le risorse fisiche, mentali o economiche» per gestire tutte le richieste. Poche settimane prima dell’asta, però, due giornalisti statunitensi, Jarett Kobek e Richard Byrne, trovarono la soluzione tra alcune carte che Sanborn aveva donato alla Smithsonian Institution, uno dei musei più importanti di Washington.

I due se n’erano accorti mettendo insieme le parole scritte su alcuni pezzetti di carta che Sanborn aveva attaccato qua e là per spiegare il significato dei messaggi cifrati ai funzionari della CIA che avevano commissionato la scultura: serviva a far vedere che non mostravano frasi sconvenienti o inappropriate. I due segnalarono di aver trovato la soluzione sia a Sanborn che alla Smithsonian: entrambi dissero che non l’avrebbero divulgata, mentre il museo ritirò i documenti dalla consultazione. Interpellato la settimana scorsa da Wired, Kobek ha promesso di nuovo che lui non la pubblicherà mai.

Se e quando qualcuno troverà la soluzione, comunque, questa storia non sarà finita: Sanborn infatti ha sempre detto che, una volta decifrato il K4, ci sarà un quinto messaggio cifrato che si dovrebbe riuscire a indovinare con relativa facilità. Robinson ha detto che in futuro Paradigm renderà disponibile anche la soluzione del cosiddetto K5, di modo che curiosi e appassionati possano tentare di decifrare anche quella, mentre Sanborn non ha escluso di poter dare nuovi indizi in una delle sue altre opere d’arte, attraverso cui proietta stringhe di lettere e numeri su monumenti in spazi pubblici.

Parlando sempre con il New York Times, Sanborn ha detto che da un lato i tentativi e le richieste di aiuto da parte del pubblico per riuscire a indovinare la soluzione gli mancheranno, adesso che c’è il sito per provare a farlo, ma che dall’altro sono distrazioni di cui fa volentieri a meno in questa fase della sua vitaUno degli obiettivi di Paradigm comunque è incoraggiare lo sviluppo di strumenti per risolvere crittogrammi come questo, e magari attirare personale di talento in azienda. È per questo che, sempre sullo stesso sito, c’è una competizione per decifrare altri dieci enigmi via via più difficili, con un premio di mille dollari per la prima persona che riesce a trovare la soluzione di ognuno. Sette sono già stati risolti nei primi due giorni.

– Leggi anche: L’enigma irrisolto nel cortile della CIA