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  • Mercoledì 10 giugno 2026

Stati Uniti e Iran hanno ripreso ad attaccarsi

Trump ha minacciato nuovi bombardamenti, dopo quelli della notte tra martedì e mercoledì

Donald Trump durante l'incontro alla Casa Bianca in cui ha minacciato nuovi attacchi, il 10 giugno
Donald Trump durante l'incontro alla Casa Bianca in cui ha minacciato nuovi attacchi, il 10 giugno (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
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Mercoledì pomeriggio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti hanno in programma di bombardare di nuovo l’Iran nelle prossime ore, dopo che i due paesi avevano ricominciato ad attaccarsi nella notte fra martedì e mercoledì. «Li attaccheremo, li attaccheremo molto duramente», ha detto Trump. Martedì sera le forze armate statunitensi avevano lanciato un attacco contro il territorio iraniano dopo che Trump aveva accusato l’Iran di aver abbattuto un elicottero statunitense sullo stretto di Hormuz. L’Iran aveva risposto attaccando navi e basi statunitensi nei paesi del Golfo.

Poco dopo le dichiarazioni di Trump di mercoledì pomeriggio, il comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM) ha detto di avere bombardato nel Golfo di Oman una petroliera che aveva lasciato un porto iraniano e stava cercando di superare il blocco imposto dagli Stati Uniti. La nave era registrata a Palau ma era gestita dall’India, che dopo l’attacco ha detto che 3 membri dell’equipaggio sono dispersi (21 invece erano stati soccorsi).

Nelle ultime settimane Stati Uniti e Iran avevano minacciato più volte di ricominciare ad attaccarsi, nonostante il cessate il fuoco di inizio aprile, esteso da Trump a tempo indefinito. A fine maggio c’erano stati due attacchi statunitensi contro siti missilistici e contro una base militare iraniana: erano stati attacchi più limitati, considerati un modo per spingere l’Iran ad accettare le proposte di Trump per mettere fine alla guerra. Mercoledì Trump ha prospettato attacchi più gravi ed estesi, che per il momento non ci sono ancora stati.

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Martedì sera Trump aveva ordinato gli attacchi come ritorsione per l’abbattimento dell’elicottero, che secondo un funzionario statunitense citato dal New York Times era stato colpito da un drone iraniano. In un post sul suo social, Truth, il presidente statunitense aveva detto che i due piloti a bordo dell’elicottero non erano rimasti feriti ed erano stati soccorsi, ma che gli Stati Uniti dovevano «necessariamente» rispondere all’attacco. L’Iran non aveva e non ha tuttora ammesso alcuna responsabilità per l’abbattimento.

L’agenzia di stampa iraniana Fars aveva segnalato esplosioni in alcune località nella provincia di Hormozgan, che dà sul Golfo Persico, tra cui Kuhestak, Sirik e Minab. In un secondo momento il CENTCOM aveva detto che i jet dell’aeronautica e della marina statunitense avevano colpito diversi centri di sorveglianza radar, stazioni di controllo e sistemi di difesa iraniani vicini allo stretto di Hormuz.

I Guardiani della rivoluzione, il gruppo militare più potente dell’Iran e quello che di fatto governa il paese, avevano detto di aver compiuto in risposta un attacco con droni contro alcune navi della flotta statunitense nel Bahrein e di aver colpito 21 basi statunitensi nella regione. Il CENTCOM aveva smentito: secondo le analisi preliminari delle autorità statunitensi, quasi tutti i missili iraniani sono stati intercettati. Al momento non sono stati segnalati feriti.

Mercoledì mattina le forze armate della Giordania hanno detto di aver abbattuto cinque missili iraniani diretti verso la parte centrale del paese, dove i Guardiani della rivoluzione hanno detto di aver lanciato un attacco contro una base militare statunitense. Per ora non risultano danni o feriti. Anche l’esercito del Kuwait ha fatto sapere che i suoi sistemi di difesa aerea hanno intercettato «obiettivi aerei ostili». Il ministero dell’Interno del Bahrein invece ha comunicato di aver attivato per la seconda volta nel giro di un’ora le sirene antiaeree per il rischio di attacchi iraniani.

In tarda mattinata l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito di un’esplosione sull’isola di Qeshm, che si trova nel golfo Persico, nel sud dell’Iran.

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