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  • Mercoledì 10 giugno 2026

Sapete perché i primi Mondiali li vinse l’Uruguay?

E che app usare per fare il vostro bracket? Ne parliamo nel primo numero di Post Partita

Un tifoso dell'Uruguay ai Mondiali di calcio del 2022, Al Wakrah, Qatar (Elsa/Getty Images)
Un tifoso dell'Uruguay ai Mondiali di calcio del 2022, Al Wakrah, Qatar (Elsa/Getty Images)
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I Mondiali di calcio non sono ancora iniziati e l’Italia nemmeno c’è. Ma i Mondiali sono un evento così pieno di storie che vale la pena seguirli a priori, sia che, calcisticamente parlando, vi interessi solo cosa fa la Nazionale, sia che il calcio non vi interessi affatto. Questi Mondiali, poi, saranno per certi versi inediti e ci saranno davvero tante cose da raccontare. Per entrare meglio in atmosfera, abbiamo già inviato il primo numero di Post Partita, la newsletter con cui al Post li seguiremo: uscirà ogni giorno, verso le 8, fino al 20 luglio. Se non vi siete ancora iscritti potete farlo qui.

Intanto oggi abbiamo messo insieme un po’ di aneddoti curiosi sul primo Mondiale e un po’ di consigli su siti e app dove fare il vostro bracket. Buona lettura, e se volete che ci risentiamo anche domani, ricordate di iscrivervi qui.

I Mondiali di calcio cominciano domani sera ma questa newsletter inizia oggi, e quindi per entrare un po’ in clima possiamo partire dal principio, letteralmente. La finale dei primi Mondiali, quelli del 1930, si giocò con due palloni di diverso tipo. I capitani di Argentina e Uruguay erano in disaccordo su quale usare, e l’arbitro belga John Langenus decise di far giocare il primo tempo con il modello Tiento, preferito dagli argentini, e il secondo con il T-Model, gradito agli uruguaiani, che giocavano in casa. Non sappiamo se fu per quello, fatto sta che a fine primo tempo l’Argentina era in vantaggio per 2-1, mentre nel secondo tempo l’Uruguay segnò tre gol e vinse 4-2.

L’organizzazione delle prime edizioni era spesso raffazzonata e artigianale, come dimostrano dettagli come questo. A quel Mondiale parteciparono 13 squadre perché la quattordicesima, l’Egitto, fu ritardata da una tempesta nel mar Mediterraneo e perse quindi la coincidenza con la nave che da Marsiglia avrebbe dovuto portare i calciatori in Sudamerica.

Un difensore argentino (con berretto) tenta, senza successo, di evitare che l’Uruguay segni il primo dei 4 gol con cui vinse la finale del 1930 (AP Photo)

Alcuni giocatori, tra cui tutti quelli della Bolivia, indossavano berretti durante le partite, e il miglior giocatore dell’Uruguay, José Leandro Andrade, giocò la finale con i pantaloncini bianchi, mentre tutti i suoi compagni li avevano neri. Nella semifinale vinta 6-1 contro la Jugoslavia, l’Uruguay segnò il terzo gol dopo che la palla era uscita dal campo ed era stata rimandata dentro da un poliziotto a bordocampo, senza che l’arbitro se ne accorgesse.

Oggi il calcio, e i Mondiali, sono molto diversi. Il pallone ufficiale, il Trionda, è stato realizzato da Adidas e presentato un anno fa. In ciascuno dei 16 stadi ci saranno almeno 45 telecamere per riprendere le partite. La FIFA stima che i ricavi totali dei Mondiali si avvicineranno ai 10 miliardi di euro.

Il calcio è insomma sempre più un’industria. Ciò che non è cambiato è l’importanza calcistica e politica dei Mondiali, l’evento sportivo più seguito al mondo (solo le Olimpiadi estive sono paragonabili) e che forse più di tutti, ancora oggi, definisce la cosiddetta legacy di un calciatore. Sin dall’inizio la rilevanza dei Mondiali ha superato i confini del campo. Ospitare l’edizione del 1934, e vincere quella e la successiva, fu cruciale per la propaganda dell’Italia fascista. La partita forse più celebre della storia dei Mondiali, Argentina-Inghilterra del 1986, viene ricordata per i due gol di Diego Armando Maradona, eccezionali per motivi diversi, ma anche per il contesto in cui si giocò, con i due paesi usciti da poco dalla guerra delle Falkland-Malvinas.

Dopo le controverse edizioni organizzate da paesi non democratici come Russia e Qatar, quest’anno per la prima volta nella storia uno dei paesi che ospita i Mondiali, gli Stati Uniti, è di fatto in guerra con uno dei partecipanti, l’Iran. I calciatori iraniani dormiranno e si alleneranno in Messico e avranno visti giornalieri per spostarsi negli Stati Uniti solamente nei giorni delle partite (giocheranno lì quelle del girone); a molti dirigenti, oltre che a tutti i tifosi/cittadini iraniani, non sono stati concessi. Persino all’arbitro somalo Omar Artan, che doveva arbitrare alcune partite, è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti dopo che era già arrivato a Miami.

Prima di proseguire, ci presentiamo meglio (anche se essendovi iscritti forse sapete già cosa ci facciamo qui). Questa è Post Partita, la newsletter del Post sui Mondiali e su tutto quello che c’è intorno, che parlerà di Lionel Messi e di Donald Trump, dello stadio Azteca e di Curaçao, del caldo e delle novità tattiche. Inizieremo sempre dai risultati e da cos’è successo nella notte, e vi terremo compagnia tutti i giorni fino al 20 luglio, weekend compresi. Sarà anche un po’ più corta rispetto a oggi: ci siamo fatti prendere la mano perché è la prima.

Cooling break
Abbiamo raccolto le magliette in una gallery da 96 foto, due per ciascuna delle 48 squadre. Qui al Post abbiamo apprezzato quelle fantasiose di Ghana e Costa d’Avorio e quella un po’ vintage della Germania. Su quella di Haiti siamo un po’ divisi, mentre siamo quasi tutti d’accordo che quelle degli Stati Uniti non siano molto riuscite.

L’attaccante Vinícius Júnior con la prima maglia del Brasile (Sarah Stier – FIFA via Getty Images)

Ce l’ho, ce l’ho, mi manca
Noi della redazione sport del Post (non siamo così tanti, ma chiamarci così ci fa sembrare di più, e comunque per i Mondiali abbiamo fatto un po’ di campagna acquisti) ci stiamo preparando in tanti modi a questi Mondiali. Leggendo guide e guardando video, soprattutto, ma anche facendo cose che i nostri colleghi definiscono “cazzeggio”, e che noi preferiamo chiamare “lavoro”. Abbiamo cominciato l’album delle figurine, fondamentale per dare una faccia a ciascun giocatore (non li conosciamo ancora tutti, ma quest’anno sono 1.248!) e per imparare a memoria i 12 gironi, visto che le figurine sono ordinate per girone, con i numeri da 1 a 20 per ogni squadra (non ci sono proprio TUTTI, per esempio il secondo e il terzo portiere li hanno tolti). Sarà il penultimo album dei Mondiali prodotto dalla Panini, visto che dal 2031 i diritti passeranno alla statunitense Topps, e quindi è pure un oggetto bello da conservare.

Abbiamo anche fatto un po’ di previsioni. Il tabellone dei Mondiali è già stato sorteggiato, quindi si possono provare a prevedere gli esiti dei gironi e poi delle partite a eliminazione diretta che ne seguiranno, anche se il fatto che si qualificheranno 8 delle 12 migliori terze complica un po’ gli incroci (ci sono 495 possibili combinazioni). Col fatto che negli sport nordamericani, e in particolare per il campionato universitario di basket, questa pratica (il cosiddetto bracketing, da bracket, tabellone) è molto diffusa, ci sono vari siti e app che consentono di farlo anche per i Mondiali.

La Spagna, assieme al Brasile, è la squadra di cui finora abbiamo trovato più figurine (6). Siamo ancora mooolto indietro.

Quello del Guardian è molto intuitivo (ci ha giocato pure il sindaco di New York Zohran Mamdani, noto per essere un vero nerd sul calcio) ma non consente di creare gruppi in cui confrontare i punteggi; quello di ESPN partirà solo dalla fase a eliminazione diretta. Noi alla fine abbiamo scelto questo, nonostante qualcuno avesse provato a promuovere un foglio Excel un po’ più casalingo, dove però bisognava calcolare i punteggi a mano. Mamdani ha fatto previsioni piuttosto audaci: nel suo bracket il Marocco batte la Colombia in semifinale e la Francia in finale. E per voi, chi li vincerà questi Mondiali?

In attesa di risentirci qui domattina, vi consigliamo questo giochetto in cui bisogna creare la miglior squadra possibile scegliendo i calciatori da nazionali, estratte a sorte, della storia dei Mondiali, e poi provare a vincere 7 partite su 7 (full disclosure: questo è 100 per cento cazzeggio). Oggi intanto sul Post risponderemo a 10 domande sui Mondiali. Ciao!