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  • Mercoledì 10 giugno 2026

C’è una nuova cestista italiana in WNBA

Costanza Verona ha esordito nel prestigioso campionato di basket statunitense, dove però potrà giocare un numero limitato di partite

Costanza Verona durante gli Europei del 2025 (Davide Di Lalla/SOPA Images via ZUMA Press Wire)
Costanza Verona durante gli Europei del 2025 (Davide Di Lalla/SOPA Images via ZUMA Press Wire)
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Nella notte italiana tra martedì e mercoledì la cestista italiana Costanza Verona ha esordito in WNBA, il campionato femminile statunitense di basket, dove giocano molte delle migliori giocatrici al mondo. Verona, che ha 26 anni, gioca per le Dallas Wings. Ha esordito durante una partita contro le Minnesota Lynx, giocando poco meno di sei minuti – durante i quali ha fatto anche 4 punti, segnando 2 canestri su 2, e 2 assist. A vincere la partita sono però state le Lynx, 100 a 76.

È molto raro che una cestista italiana finisca in WNBA. Dal 2007 è successo solo altre due volte: con Lorela Cubaj, che ci giocò tra 2022 e 2024 (ora è alla Reyer Venezia), e con la ben più affermata Cecilia Zandalasini, che è in WNBA dal 2017 e ora gioca per le Golden State Valkyries.

Negli ultimi cinque anni, Verona si è affermata soprattutto con il fortissimo Famila Schio, squadra della provincia di Vicenza con cui ha vinto cinque Coppe Italia, tre Supercoppe italiane e quattro Scudetti. Più di recente si è fatta notare anche con la Nazionale italiana, con la quale ha ottenuto uno storico bronzo agli Europei del 2025.

Verona fa la playmaker, colei che gestisce il gioco e organizza l’attacco della squadra. È alta 170 centimetri (cioè circa 7 in meno della media delle playmaker in WNBA), ma è parecchio energica e sa leggere molto bene il gioco, in attacco ma anche in difesa. Durante quest’ultima stagione in Eurolega, il più importante torneo europeo, ha registrato una media di 1,2 palle rubate a partita. È una chiara dimostrazione del suo gioco arrembante, e della sua notevole capacità di anticipare certe giocate delle avversarie.

Costanza Verona durante la finale per il terzo posto degli Europei del 2025, vinta contro la Francia (Stefanos Kyriazis/ZUMA Press Wire)

Verona, tra l’altro, ha vinto l’ultimo campionato italiano con Schio giocando proprio assieme a Zandalasini. Non è raro, infatti, che le giocatrici di WNBA facciano due campionati all’anno, spostandosi in Europa o in Asia al termine della stagione americana per guadagnare di più. È un impegno che richiede un grande sforzo fisico e mentale, ma da quest’anno le cose potrebbero cambiare, grazie ai nuovi, ricchissimi stipendi offerti dalla WNBA.

Questi stipendi, comunque, non riguardano Verona. Lei ha un contratto da developmental player, riservato cioè alle giocatrici più giovani, con nessuna esperienza o quasi ma con buone prospettive. Ogni squadra di WNBA può avere al massimo due developmental players: ciascuna può allenarsi e viaggiare con la squadra, ma può giocare al massimo 12 partite della regular season, la prima parte della stagione di WNBA.

Lo stipendio è molto più basso rispetto a quello delle giocatrici professioniste, ed è un modo per le squadre di WNBA di investire sulle giovani giocatrici senza rischiare. Secondo Richard Cohen di Her Hoop Stats, una developmental player riceve circa 750 dollari a settimana (circa 650 euro), più un bonus minimo di 6.000 dollari per ogni partita giocata (circa 5.180 euro). Per fare un confronto, una giocatrice di WNBA con un contratto da professionista guadagna più del doppio, almeno 270mila dollari (più di 230mila euro) a stagione.