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  • Lunedì 8 giugno 2026

Alexander Zverev ce l’ha fatta, infine

Con la vittoria del Roland Garros non sarà più considerato «il più forte tennista di sempre a non aver vinto uno Slam»

Alexander Zverev al termine della partita vinta contro Flavio Cobolli (Jean Catuffe/Getty Images)
Alexander Zverev al termine della partita vinta contro Flavio Cobolli (Jean Catuffe/Getty Images)
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Fino a domenica pomeriggio, il tedesco Alexander Zverev veniva da molti definito «il tennista più forte di sempre a non aver mai vinto uno Slam». I tornei del Grande Slam sono i più prestigiosi nel tennis e, soprattutto nel maschile dato che si giocano 3 set su 5, sono considerati un po’ la misura della bravura di un tennista. Sono i più seguiti, e i più citati per dare la dimensione del livello di un giocatore. Zverev, pur essendo uno dei migliori della sua generazione, aveva perso 3 finali Slam su 3, e a 29 anni era ritenuto in sostanza un tennista perdente.

Al quarto tentativo ce l’ha infine fatta; ha battuto Flavio Cobolli in cinque set e ha vinto il Roland Garros, sfruttando l’occasione lasciata dalla contemporanea assenza di Carlos Alcaraz (fuori per infortunio) e Jannik Sinner, uscito a sorpresa al secondo turno. Sinner e Alcaraz si erano divisi gli ultimi dieci Slam, battendo una volta a testa Zverev in finale.

Zverev aveva vinto tanti altri tornei prestigiosi: 7 Masters 1000, il primo nel 2017, a 20 anni appena compiuti (gli Internazionali d’Italia); un oro olimpico, a Tokyo nel 2021; due ATP Finals, la prima delle quali nel 2018, battendo Roger Federer in semifinale e Novak Djokovic in finale. Il Roland Garros è stato il suo 25esimo titolo. Ha battuto sei volte Alcaraz, cinque Djokovic, quattro Federer, Nadal e Sinner. Dal 2017 in poi ha sempre chiuso l’anno nelle prime 10 posizioni del ranking mondiale. Il suo servizio e il suo rovescio sono considerati tra i più efficaci, potenti e stilisticamente appaganti del circuito.

Nonostante tutto questo, la sua abitudine a perdersi un po’ nei momenti decisivi, e in particolare nei tornei del Grande Slam, lo ha fatto percepire sempre come un giocatore incompiuto, lontano dal livello prima dei big three, Federer, Nadal e Djokovic, e poi degli altri due, Sinner e Alcaraz.

Oggi Zverev è uno dei pochissimi tennisti a poter dire di aver vinto un titolo a ogni livello del tennis

Anche domenica, dopo aver dominato il primo set contro Cobolli, ha faticato più del previsto a vincere la partita. «La finale del Roland Garros 2026 è stata in linea con le due settimane precedenti: emozionante, caotica, recitata un po’ a soggetto tra giocatori divorati dall’ansia della grande occasione ma anche sinceramente disposti a buttare il sangue per un sogno improvvisamente possibile», ha commentato il giornalista Giuseppe Pastore. E in effetti in certi momenti a Zverev, «coi suoi balbettii, i doppi falli, le tremebonde volée sotterrate, i dritti sbagliati da mani nei capelli che annunciavano l’arrivo del suo personalissimo tsunami emotivo», è sembrato di nuovo mancare ciò che serviva in termini di carattere e continuità per vincere una finale di uno Slam.

Alla fine però ci è riuscito, e tutto sommato meritatamente, soprattutto per quanto mostrato lungo il torneo. Non ha affrontato nessun giocatore tra i primi 10 del ranking (cosa che non accadeva a un vincitore Slam da Djokovic a Wimbledon del 2022), è vero, ma ha battuto con grande autorevolezza giocatori forti e in ascesa come Rafael Jodar e Jakub Mensik, alzando il suo livello anche con il dritto, il fondamentale che da sempre gli dà più problemi, e riuscendo a gestire la pressione di essere diventato improvvisamente il favorito per la vittoria finale. «Se qualcuno mi chiedeva chi si meritasse questo titolo più di tutti, dicevo sempre tu», ha detto Cobolli dopo la finale.

Dopo aver perso il tie-break del quarto set, in molti avrebbero scommesso su una sua sconfitta; aveva già perso due finali Slam facendosi rimontare al quinto set, contro Dominic Thiem agli US Open del 2020 e contro Alcaraz due anni fa al Roland Garros. E invece nel quinto set ha ritrovato il suo tennis migliore, lasciando un solo game al suo avversario.

Zverev con la “coppa dei Moschettieri” che viene data al vincitore del Roland Garros (Jean Catuffe/Getty Images)

The Athletic ha scritto che «l’attesa di Alexander Zverev per uno Slam è finita, ma il suo status scomodo nel tennis rimane», riferendosi soprattutto alle accuse di violenza domestica (poi archiviate con un accordo extragiudiziale) che gli aveva rivolto la sua ex compagna. Anche lasciando da parte questa vicenda, ancora oggi è difficile dire come verrà ricordato Zverev al termine della carriera. La sua attuale posizione nel ranking, il terzo posto, rispecchia bene la sua superiorità su tutti gli altri tennisti che non sono Alcaraz e Sinner, e la sua inferiorità rispetto a quei due e in particolare a Sinner, contro cui ha perso le ultime 9 partite consecutive.

Di certo però, oltre ad aver ottenuto la sua vittoria più importante finora, vincendo il Roland Garros Zverev si è tolto un peso, e potrà giocare i prossimi tornei con maggior serenità e una nuova consapevolezza. Se dovesse tornare a giocarsi una finale Slam, insomma, lo farebbe senza la pressione di doverla vincere a tutti i costi per ridefinire il suo status nel tennis mondiale.