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  • Mercoledì 27 maggio 2026

In Russia l’FSB arriva dappertutto

L'agenzia d'intelligence russa era già potentissima, ma ora sorveglia anche internet, può gestire le proprie prigioni e controllare le aziende private

Il presidente russo Vladimir Putin (a sinistra) insieme al direttore dell'FSB Alexander Bortnikov nel febbraio del 2026 (AP/Sputnik/Presidenza della Russia/Mikhail Metzel)
Il presidente russo Vladimir Putin (a sinistra) insieme al direttore dell'FSB Alexander Bortnikov nel febbraio del 2026 (AP/Sputnik/Presidenza della Russia/Mikhail Metzel)
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Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina l’FSB, la potente agenzia di intelligence russa per la sicurezza interna, ha aumentato notevolmente i suoi già ampi campi d’azione. Già prima dell’invasione l’agenzia, di cui Vladimir Putin era stato a capo prima di diventare presidente, aveva un’enorme influenza nella vita politica ed economica della Russia. Ora ha esteso il suo controllo su internet, sul settore privato e su quello bancario, e ha ottenuto la possibilità di gestire le proprie carceri. Di fatto ha aumentato di molto il proprio potere sulla vita quotidiana degli abitanti della Russia.

Secondo diverse analisi l’FSB oggi di fatto controlla internet in Russia. Una legge dell’inizio del 2026 dà all’agenzia il potere di ordinare l’interruzione delle telecomunicazioni, senza preavviso e a tempo indeterminato.

Da mesi i blocchi di internet sono diventati molto frequenti in varie zone della Russia. Riguardano soprattutto le connessioni dati dei cellulari, e non le linee domestiche, e possono durare giorni interrompendo molti servizi essenziali: per esempio diventa impossibile pagare con le applicazioni o le carte di credito. Ufficialmente è per motivi di sicurezza, e in particolar modo per proteggersi dagli attacchi dei droni ucraini che usano la rete per comunicare con i piloti. Ma ci sono sospetti ben fondati che il regime russo abbia un doppio interesse, e che cerchi di aumentare la censura su internet, sul modello della Cina.

Secondo un’inchiesta del giornale russo The Bell e di altri, l’FSB è la principale agenzia responsabile di questi blocchi. L’agenzia ha anche ordinato alle aziende di telecomunicazioni di impedire ai loro clienti l’uso delle VPN, i software che permettono di mascherare la posizione dei propri dispositivi e che sono utilizzati da parecchi russi per aggirare la censura. Ha poi chiesto alle banche che operano in Russia di installare software che le permetteranno di avere accesso ai dati e ai messaggi delle loro applicazioni.

Due ragazze guardano i propri cellulari sedute davanti alla sede dell'FSB a Mosca, il 7 maggio 2026 (Getty Images)

Due ragazze guardano i propri cellulari sedute davanti alla sede dell’FSB a Mosca, il 7 maggio 2026 (Getty Images)

Tra il 2025 e il 2026 varie leggi hanno esteso i poteri dell’FSB a vari campi. Una del luglio del 2025 le permette di gestire un sistema parallelo di prigioni, separato da quello ordinario. Nelle carceri controllate dall’FSB spesso vengono portati i dissidenti accusati in modo pretestuoso di spionaggio, tradimento o estremismo, anche prima che subiscano un processo.

Una di queste prigioni è quella di Lefortovo, a Mosca, dove venne imprigionato il giornalista statunitense Evan Gershkovich, del Wall Street Journal. Nel 2023 Gershkovich era stato arrestato dall’FSB e poi accusato di spionaggio, senza nessuna prova. Era stato condannato a 16 anni di carcere prima di essere liberato nel 2024, in uno scambio di prigionieri tra Russia e Stati Uniti. La prigione era passata nominalmente sotto il controllo del ministero della Giustizia nel 2006, ma era rimasta di fatto controllata dall’FSB, che poi è tornata ad amministrarla, anche formalmente, dallo scorso aprile.

– Leggi anche: La prigione in cui è rinchiuso Evan Gershkovich

Un’altra legge entrata in vigore ad aprile obbliga tutte le aziende che operano in Russia, anche se straniere, a consegnare all’FBS una copia del proprio database interno, se richiesto, anche senza il bisogno di un mandato o dell’ordine di un giudice. Significa che l’intelligence può ottenere senza supervisione giudiziaria documenti, informazioni, comunicazioni interne da qualsiasi azienda. In Russia, tra l’altro, continuano a operare moltissime aziende internazionali, anche italiane, che ora rischiano di dover dare i propri documenti al regime.

La prigione di Lefortovo, a Mosca, nel 2000 (AP Photo, File)

La prigione di Lefortovo, a Mosca, nel 2000 (AP Photo)

L’FSB (l’acronimo sta per Servizio di Sicurezza Federale) è il successore del KGB, i servizi segreti dell’Unione Sovietica. Prima di entrare in politica, Putin costruì la sua carriera proprio dentro al KGB e poi all’FSB, di cui fu anche il direttore tra il 1998 e il 1999. Una volta diventato presidente, Putin portò con sé al potere moltissimi suoi ex colleghi e compagni di KGB ed FSB, che formarono una specie di nuova classe burocratica, detta in russo dei siloviki (“gli uomini della forza”). Da allora, praticamente tutti i collaboratori più fidati di Putin vengono dalle cerchie dell’FSB, e i membri dell’agenzia sono diventati eccezionalmente influenti, ricchi e potenti.

Dal 2008 il direttore è Alexander Bortnikov, tra i suoi collaboratori più stretti: conosce Putin dagli anni Settanta e ha lavorato insieme a lui quando entrambi erano agenti del KGB a San Pietroburgo.

Non sappiamo quanti dipendenti abbia l’FSB, ma secondo stime dell’opposizione impiega circa 200mila persone, su una popolazione tra i 143 e i 146 milioni di abitanti. Di questi, 110mila sono agenti di frontiera.

Alexander Bortnikov (Getty Images)

Alexander Bortnikov (Getty Images)

Parlando dell’influenza enorme dell’FSB in Russia, l’opposizione l’ha definita “un secondo governo”, dato che controlla ministeri importanti, come quello della Difesa e quello dell’Interno. Influenza il lavoro della polizia e dei giudici, oltre al funzionamento di alcuni importanti organismi come la Procura generale e il Comitato investigativo russo, che indaga su crimini di alto profilo come terrorismo o corruzione.

Il regime sostiene che i poteri crescenti dell’FSB servano a proteggere la sicurezza della Russia. In realtà però il suo scopo principale è rafforzare il potere di Putin ed eliminare il dissenso. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina le persone condannate per il reato di tradimento sono aumentate parecchio: secondo le Nazioni Unite sono state 167 nel 2023, 361 nel 2024 e 232 nella prima metà del 2025. Prima della guerra le persone accusate di questo crimine erano tra le 10 e le 15 all’anno.