Da Togliatti ai Mondiali di calcio
Nella città russa gioca l'attaccante capoverdiano che è uno degli oltre mille calciatori che andranno ai Mondiali: un po’ di storie insolite, compresa la sua

Mancano tre settimane all’inizio dei Mondiali maschili di calcio in Messico, Canada e Stati Uniti, e diverse nazionali tra le 48 qualificate hanno già presentato la lista dei calciatori convocati per il torneo. Alcune, però, non dispongono di un bacino di scelta così ampio o competitivo e hanno dovuto ingegnarsi un po’ più di altre. Può quindi capitare che all’evento più importante e atteso del calcio mondiale partecipino calciatori di squadre e campionati sconosciuti ai più, o che arrivino ai Mondiali con un percorso sportivo atipico.
È il caso del difensore neozelandese Thomas Jefferson Smith, che ha 36 anni e gioca nel Braintree Town, una squadra della provincia inglese dell’Essex che proprio quest’anno è retrocessa dalla quinta alla sesta divisione (su nove totali) del calcio inglese, dove giocano calciatori non professionisti.
Ci sentiamo comunque di poter garantire che Smith non è stato scelto per via del suo nome – Thomas Jefferson – che è lo stesso di quello di uno dei “padri fondatori” degli Stati Uniti. Ha appunto 36 anni, e oltre 50 presenze con la nazionale della Nuova Zelanda: certo, il fatto che giocherà i Mondiali negli Stati Uniti, peraltro nel 250° anno dalla loro indipendenza, è una interessante coincidenza.
Questi saranno i secondi Mondiali di Smith. I primi furono nel 2010 in Sudafrica, quando la sua Nuova Zelanda giocò (anche) contro l’Italia campione del mondo in carica, pareggiando 1-1 e finendo pure sopra di lei nel girone F. In mezzo non ne ha giocati altri perché (sempre a proposito di Italia) la Nuova Zelanda non si era qualificata per tre edizioni di fila.
Eppure la Nuova Zelanda, che non è di certo tra le squadre più forti del torneo, si è potuta permettere di scegliere i suoi calciatori dal campionato locale, o da altri un po’ più noti e competitivi: il suo capitano, Chris Wood, gioca nel Nottingham Forest in Premier League, il principale campionato inglese e il più competitivo del mondo.
Altre nazionali hanno fatto ben più fatica. Capo Verde – un arcipelago di dieci isole a ovest dell’Africa che parteciperà ai Mondiali per la prima volta – ha dovuto essere più creativo, scegliendo i suoi 26 calciatori da 26 squadre di 18 federazioni diverse. Un paio giocano in squadre abbastanza note, come il Villarreal o il Benfica. Molti altri, invece, vengono da squadre e città semisconosciute.
È il caso del 24enne Gilson Benchimol, uno dei pochi calciatori della sua nazionale a essere nati a Capo Verde, che gioca nell’Akron Togliatti, una squadra della prima divisione del calcio russo. La squadra fu fondata nel 2018 a Togliatti, la città russa che dal 1964 si chiama così in onore di Palmiro Togliatti, il segretario del Partito comunista italiano che morì proprio quell’anno.

Gilson Benchimol con la nazionale capoverdiana nel 2024, quando giocava nelle serie minori portoghesi e veniva convocato più spesso in nazionale (MB Media/Getty Images)
Nella nazionale di Capo Verde giocherà anche Roberto “Pico” Lopes, un ex impiegato di banca che ora gioca nello Shamrock Rovers, la miglior squadra d’Irlanda. La federazione capoverdiana, però, ci ha messo un po’ di tempo per riuscire a convocarlo. Nel 2018 Lopes, figlio di un capoverdiano, ricevette una prima proposta per rappresentare Capo Verde tramite la piattaforma di lavoro LinkedIn, ma la ignorò: il messaggio era in portoghese, una lingua che conosceva poco essendo nato e cresciuto in Irlanda, e pensò si trattasse di spam.
Solo alla seconda proposta, arrivata nove mesi dopo e scritta in inglese, Lopes rispose, e rispose sì. Aveva giocato nelle giovanili dell’Irlanda, ma non era mai stato convocato in nazionale maggiore.

L’attaccante egiziano Mohamed Salah (sinistra) contro Roberto Lopes (destra) durante le qualificazioni per la Coppa d’Africa, 6 settembre 2024 (Mohamed Elshahed/Anadolu via Getty Images)
Le storie insolite ci sono – e ci saranno, visto che altre convocazioni ancora devono arrivare – anche in squadre più forti e importanti tra i loro convocati. Taha Ali, uno degli attaccanti scelti dalla Svezia, fino a sei anni fa giocava nella terza divisione svedese, alternando quell’attività a quella nel calcio a cinque, in cui arrivò anche in nazionale.
Dal 2023 Ali gioca nel Malmö, il più importante e noto club svedese, ma la sua convocazione è stata comunque una sorpresa. Finora ha giocato una sola partita con la nazionale svedese, più di due anni fa, e non è un giocatore particolarmente potente. D’altro canto le sue giocate non sono niente male, e in effetti ricordano molto quelle tipiche del calcio a 5.
Tra i convocati del Brasile, la nazionale che ha vinto più Mondiali, la storia più raccontata è stata quella dell’attaccante Neymar, ma il premio per la più strana va invece a quella di Douglas Santos. È un terzino sinistro noto in Italia solo ai più appassionati, visto che giocò tre partite nell’Udinese durante la stagione 2013-2014.
Da sette anni gioca in Russia, nello Zenit San Pietroburgo, e per pochissimo non è finito per giocare anche nella Russia. Dato che non veniva convocato quasi mai dal Brasile, nel 2024 Santos aveva ottenuto la cittadinanza russa e cambiato federazione calcistica.
Nel marzo del 2025 Santos fu persino convocato dalla Russia per un’amichevole contro lo Zambia. Pochi giorni prima, però, il Brasile lo aveva inserito a sorpresa nella lista preliminare dei suoi convocati per alcune gare di qualificazione ai Mondiali. Santos si rifiutò quindi di giocare con la Russia e chiese alla FIFA, l’organizzazione del calcio mondiale, di tornare nella federazione brasiliana, cosa che gli riuscì di fare.
A posteriori, e anche solo in termini puramente calcistici, quella di Santos fu la scelta giusta. Dall’invasione dell’Ucraina, la Russia è infatti esclusa da qualsiasi competizione calcistica internazionale organizzata dalla FIFA. Il Brasile, invece, è praticamente sempre certo di partecipare ai Mondiali e nel ruolo di Santos non ha molte alternative.

Douglas Santos durante la partita per le qualificazioni ai Mondiali tra Brasile e Cile, 4 settembre 2025 (Riquelve Nata/Sports Press Photo/Getty Images)
Anche solo essere convocato per i Mondiali, dopotutto, è un grande traguardo. Sulle centinaia di milioni di persone che giocano a calcio nel mondo, meno di 130mila lo fanno di lavoro, e poco più di 1.200 saranno selezionate quest’anno.
Le convocazioni si potranno fare fino al 1° giugno, e il torneo inizierà dieci giorni dopo.



