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  • Giovedì 21 maggio 2026

La Spagna si sta spostando a destra

Lo mostrano i risultati delle ultime elezioni e diversi sondaggi: è un problema per l'ultimo governo di sinistra d'Europa

Sostenitori del partito di estrema destra Vox sventolano bandiere spagnole a un evento elettorale a Murcia, nel 2018 (AP/Emilio Morenatti)
Sostenitori del partito di estrema destra Vox sventolano bandiere spagnole a un evento elettorale a Murcia, nel 2018 (AP/Emilio Morenatti)
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Domenica le elezioni regionali in Andalusia sono state vinte dal Partito Popolare (PP), di centrodestra. Il Partito Socialista (PSOE) che governa a livello nazionale è andato male, e non è la prima volta. Negli ultimi mesi si era votato anche in altre tre regioni: l’Estremadura, l’Aragona e Castiglia e León. In tutte i risultati sono stati simili.

Da sette anni la Spagna è l’unico grande paese europeo ad avere un governo di sinistra. Il primo ministro Pedro Sánchez ha posizioni molto progressiste su diversi temi, come la parità di genere o le politiche ambientaliste. Recentemente ha iniziato a regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari. In politica estera è molto critico nei confronti degli Stati Uniti e di Israele, e il suo governo è uno dei pochi che in Europa hanno riconosciuto la Palestina.

Però la destra è in crescita. I sondaggi mostrano che PP e Vox, di estrema destra, hanno insieme il 49,2 per cento dei consensi, contro il 36,6 per cento della sinistra (PSOE, insieme a Podemos e Sumar, due partiti di sinistra radicale). Quest’anno non ci saranno altre elezioni, ma nel 2027 si voterà per le amministrative e per le legislative.

Se si votasse ora il PP e Vox avrebbero i numeri per formare un governo di coalizione, anche se per adesso i due partiti non hanno detto esplicitamente di volerlo fare: parte della leadership del PP, che assieme al PSOE è uno dei due grandi partiti mainstream spagnoli, è ancora restia all’idea di un’alleanza di governo a livello nazionale con l’estrema destra, anche se alleanze simili sono state fatte a livello regionale.

Vox è un partito xenofobo, euroscettico e machista. È stato fondato nel 2013 ed è cresciuto rapidamente, come i partiti di estrema destra in altri importanti paesi europei, per esempio il Rassemblement National in Francia e Alternative für Deutschland in Germania. Per i sondaggi è il terzo partito, con il 17,9 per cento delle preferenze. Nelle elezioni regionali degli ultimi mesi è andato bene, e ha ottenuto posti di governo grazie ad alleanze con il PP.

Santiago Abascal, il leader di Vox (AP/Manu Fernandez)

Il leader di Vox, Santiago Abascal (AP/Manu Fernandez)

Le regioni in cui si è votato nei mesi scorsi sono posti in cui la destra governava già, e la sconfitta del centrosinistra non è stata una sorpresa. Per alcuni aspetti il calo di popolarità di Sánchez e dei Socialisti è anche normale, visto che governano dal 2018. «L’alternanza al potere è una cosa normale e il loro ciclo si sta concludendo», ha spiegato il politologo Pablo Simón.

Sánchez però è anche in difficoltà per ragioni più specifiche, come l’aumento del costo della vita e la crisi degli alloggi, che è un grande problema in molte città spagnole. Diversi membri del PSOE e suoi collaboratori sono stati accusati di corruzione. Sua moglie, Begoña Gómez, è indagata per un presunto traffico di influenze illecite in un’inchiesta discussa e controversa.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez in parlamento, nel luglio del 2025 (AP/Bernat Armangue)

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez in parlamento, nel luglio del 2025 (AP/Bernat Armangue)

Ma oltre alle ragioni politiche, in Spagna come altrove in Europa si sta assistendo a un cambiamento sociale. Alcune ricerche hanno mostrato come l’opinione pubblica spagnola si stia spostando su posizioni più di destra su diversi temi su cui Sánchez ha puntato molto, come la parità di genere, la lotta al riscaldamento climatico e l’accoglienza delle persone migranti. Ángel Munárriz, un giornalista di El País, ha scritto che in Spagna «la destra sta guadagnando terreno, non solo nelle urne elettorali ma nella struttura profonda dell’opinione pubblica».

È un cambiamento che riguarda soprattutto le persone più giovani. Per gli elettori tra i 18 e i 34 anni Vox è il primo partito: il 40 per cento degli uomini in questa fascia d’età e il 20 per cento delle donne dicono che lo voterebbe. Tra le altre cose, gli elettori più giovani sono particolarmente scontenti nei confronti del governo perché non sta riuscendo a risolvere il problema del costo della vita nelle città più grandi, dove molti si trasferiscono per trovare lavoro.

Altri problemi per Sánchez sono arrivati dalla sua collaborazione con alcuni partiti indipendentisti, in particolare con quelli catalani, che hanno diversi deputati nel parlamento nazionale. Per ottenere che sostenessero il suo governo, nel 2023 Sánchez ha concesso un’amnistia molto controversa agli attivisti che organizzarono un referendum illegale per l’indipendenza della Catalogna nel 2017, e ha fatto altre concessioni economiche.

Molti abitanti di altre regioni hanno reagito a questo atteggiamento di Sánchez diventando più nazionalisti e sostenendo la necessità di avere uno stato centrale forte e unitario. Dal 2018 al 2024 la percentuale di persone che dicono di essere a favore di uno stato centrale forte è passata dal 30,1 al 38,9 per cento.

Due sostenitori di Vox, nel 2023 (AP/Andrea Comas)

Due sostenitori di Vox, nel 2023 (AP/Andrea Comas)

Alcuni dirigenti del PSOE sono preoccupati per la situazione. Nelle Asturie e in Castiglia-La Mancia si voterà per le elezioni regionali il prossimo anno, e il PSOE rischia di perdere in entrambe. Adrián Barbón, il presidente della regione delle Asturie, ha detto che il partito dovrebbe fare una «analisi critica di come stanno le cose al suo interno», per «cercare di connettersi con i cittadini». Emiliano García-Page, il presidente della regione di Castiglia-La Mancia, ha detto che Sánchez dovrebbe capire il messaggio dei cittadini, ma preferisce «guardare dall’altra parte».

Nonostante questo alcune persone vicine al governo e a Sánchez sostengono che la situazione non sia così negativa. Alcuni ministri hanno spiegato a El País in modo un po’ ottimista che le sconfitte alle elezioni regionali sono anche dovute all’astensione di molti elettori di centrosinistra: secondo loro la crescente collaborazione tra Vox e il PP a livello regionale potrebbe allontanare il voto di parte dell’elettorato contrario a un governo con l’estrema destra a livello nazionale, e spingere così più persone a votare per il PSOE.