• Mondo
  • Giovedì 21 maggio 2026

Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti schiereranno 5mila soldati in Polonia

Ha ritrattato quanto deciso appena una settimana fa, senza però dare spiegazioni molto convincenti

Donald Trump (Al Drago/The Washington Post/Bloomberg)
Donald Trump (Al Drago/The Washington Post/Bloomberg)
Caricamento player

Giovedì il presidente Donald Trump ha scritto sul suo social network Truth che gli Stati Uniti invieranno 5mila soldati in Polonia: non ha dato molti dettagli per  giustificare la decision, e si è limitato a dire che ha a che fare con la rielezione a presidente della Polonia di Karol Nawrocki, del partito di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS), che però era avvenuta nell’estate del 2025. «In seguito alla riuscita elezione dell’attuale presidente della Polonia, Karol Nawrocki, che ho avuto l’onore di appoggiare, e in virtù del nostro rapporto con lui, sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti invieranno altri 5.000 soldati in Polonia», ha scritto Trump.

La settimana scorsa il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva però annullato il previsto schieramento di circa 4mila militari nel paese e due giorni fa aveva annunciato di aver cancellato lo schieramento di altri 4mila soldati in Europa aggiungendo che, più in generale, avrebbe rivisto la disposizione delle truppe americane nei paesi europei (compresa l’Italia), ritenuti ingrati per non aver aiutato maggiormente gli Stati Uniti in Medio Oriente.

Il modo in cui si è arrivati ai tagli e poi a una ritrattazione è stato abbastanza improvviso e sta generando confusione, scrive l’agenzia di stampa AP.

Tutto era cominciato settimane fa con vaghe minacce da parte di Trump, irritato perché secondo lui gli alleati europei non lo stavano aiutando a sufficienza nei suoi tentativi di riapertura dello stretto di Hormuz. Le cose erano precipitate a fine aprile dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz, durante un evento pubblico, aveva detto che che l’Iran stava «umiliando» gli Stati Uniti e li aveva criticati per essere entrati in guerra senza una strategia precisa su come uscirne.

Trump aveva dapprima risposto con accuse e insulti e poi, pochi giorni dopo, la sua amministrazione aveva fatto sapere che avrebbe ritirato circa 5mila soldati dalla Germania. Dopodiché, però, il dipartimento della Difesa aveva detto che avrebbe annullato lo schieramento di oltre 4mila soldati non dalla Germania, ma dalla Polonia.

Nello specifico si trattava di soldati che erano già stati selezionati per una rotazione periodica cioè per sostituire altri soldati che avevano terminato il loro periodo di stanza di nove mesi nel paese. La decisione era stata sorprendente anzitutto perché l’obiettivo della ritorsione di Trump doveva essere la Germania, e poi perché la Polonia viene definita dagli Stati Uniti come un «alleato modello», che è molto fedele e che utilizza un’ampia percentuale del suo prodotto interno lordo per la difesa, proprio come chiede il governo statunitense.

Infine, a inizio maggio, il dipartimento della Difesa aveva annunciato di aver cancellato lo schieramento di oltre 4mila soldati in Europa. in questi ultimi giorni Reuters ha anche scritto che gli Stati Uniti intendono ridurre la quantità di soldati e mezzi messi a disposizione nel programma NATO Force Model, in base al quale ciascun paese determina la quota delle sue forze militari che può essere attivata in difesa degli alleati NATO in caso di una grossa crisi, per esempio una guerra. Di fatto significa che, nella programmazione delle forze armate americane (ma anche tedesche, italiane e degli altri alleati NATO) una certa quantità di soldati e mezzi è riservata alla difesa della NATO. Questa quantità non è resa pubblica, ma secondo Reuters gli Stati Uniti avrebbero presto annunciato agli alleati una riduzione, non è chiaro di quanto.

– Leggi anche: Gli Stati Uniti hanno ridotto i loro soldati in Europa al livello più basso dal 2021

Intanto, mentre era in partenza per la Svezia dove arriverà oggi, il segretario di Stato Marco Rubio aveva a sua volta attaccato la NATO accusandola di «rifiutarsi di fare qualsiasi cosa» a sostegno degli Stati Uniti nella guerra in Iran. Rubio aveva riferito che il presidente Donald Trump «non chiede di fornire truppe o inviare caccia», ma che il mancato sostegno degli alleati lo «ha molto contrariato». Ora, in Svezia, Rubio potrebbe avere difficoltà a spiegare le repentine ritrattazioni di Trump.