Il derby di Roma, incasinato bene
La procura ha deciso che si giocherà domenica alle 12, dopo giorni di discussioni e ripensamenti

Giovedì sera la prefettura di Roma ha deciso che il derby di Serie A tra Roma e Lazio si giocherà domenica alle 12. È stata una decisione complessa, perché per giorni la prefettura di Roma, la Lega Serie A e la Federazione tennistica italiana non riuscivano a mettersi d’accordo.
Il problema era questo: domenica alle 17 si gioca la finale maschile degli Internazionali di tennis, nella quale potrebbero esserci addirittura due tennisti italiani (Jannik Sinner e Luciano Darderi), e di sicuro ci saranno circa 12mila spettatori, tra i quali Sergio Mattarella. Il campo centrale del Foro Italico, dove si giocherà la finale, è a poche centinaia di metri dallo stadio Olimpico, dove si terrà appunto Roma-Lazio, a cui assisteranno oltre 50mila persone.
Per evitare che finale e derby si disturbino tra loro, e che si crei caos dovuto ai flussi di persone relativi ai rispettivi eventi, non si riteneva opportuno far iniziare Roma-Lazio alle 15, orario in cui era stata inizialmente prevista. Martedì la Lega Serie A aveva deciso quindi di anticipare la partita a domenica alle 12:30. Con successive polemiche, comprese quelle di Maurizio Sarri, l’allenatore della Lazio, che aveva minacciato di non presentare la squadra alla partita, criticando la scelta di giocare a un orario in cui secondo lui fa troppo caldo.
Mercoledì la prefettura di Roma, che si occupa tra le altre cose di sicurezza cittadina per conto del ministero dell’Interno e a cui spetta l’ultima parola su questi eventi, aveva deciso di posticipare il derby alle 20:45 di lunedì sera. La scelta contraddiceva i suoi stessi criteri, che da anni prevedono di non giocare il derby la sera per questioni di ordine pubblico, perché si ritiene più difficile e problematico gestire eventuali scontri tra tifosi che avvengano al buio. La Lega Serie A ha deciso di ricorrere al TAR, il Tribunale amministrativo regionale, del Lazio (la regione, non la squadra).
Lunedì sarebbe anche stato complicato giocare il derby perché a Roma ci sarà uno sciopero dei mezzi pubblici. Lo stadio non è semplice da raggiungere, nemmeno quando i servizi sono regolari.

Per dare un’idea della distanza: questa foto è stata scattata dal campo centrale, dove si giocherà la finale degli Internazionali, e in fondo si vede lo stadio Olimpico (Image Photo Agency/Getty Images)
L’incertezza sull’orario del derby condizionava anche altre quattro partite di Serie A. Il regolamento del campionato impone infatti che nelle ultime due giornate (questa sarà la penultima) vadano giocate in contemporanea le partite delle squadre che stanno competendo per lo stesso obiettivo. La Roma può ancora arrivare tra le prime 4, e quindi qualificarsi per la prossima Champions League. E tra le altre squadre che hanno lo stesso obiettivo ci sono Napoli, Juventus, Milan e Como. Anche Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma si giocheranno quindi domenica alle 12.
La cosa che molti hanno criticato è che la concomitanza tra derby di Roma e finale degli Internazionali è nota dalla scorsa estate, quando fu fatto il calendario della Serie A.
Oltre a non aver fatto niente per evitarlo (come prevedere al momento del sorteggio di non far giocare la partita più importante e delicata per Roma quel weekend), la Lega Serie A ha ritardato la decisione sull’orario, sperando magari in una sponda della Federazione tennistica. Un’ipotesi di cui si è parlato prevedeva per esempio di anticipare alle 12 il derby e posticipare alle 17:30 la finale di tennis, ma la Federazione del tennis ha rifiutato di derogare su un orario che aveva deciso e comunicato da tempo.
«Non è stata solo imperizia. Il calcio si è sempre considerato lo sport nazionale, l’unico sport nazionale, si è creduto sopra tutti gli altri e quindi praticamente intoccabile. Politica e istituzioni gli hanno permesso, con le decisioni passate, di credere che fosse davvero così. Il tennis però in questi anni è cresciuto moltissimo per seguito e importanza mediatica», ha scritto Giovanni Battistuzzi sul Foglio, commentando la gestione della faccenda da parte dei vertici della Lega Serie A. Che, se non altro, ha generato almeno una serie di meme. L’ultimo, che parla di Perth, in Australia, fa riferimento a un altro pasticcio fatto negli ultimi mesi dalla Lega Serie A.
Anche la comunicazione di tutte queste decisioni è stata abbastanza caotica. Lunedì l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, aveva detto che si sarebbe sicuramente giocato domenica alle 12:30. «Ogni altra ipotesi non risulta percorribile, la sera purtroppo nella città di Roma non è possibile giocare un derby visto come alcuni tifosi l’hanno messa a ferro e fuoco».
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha detto invece: «Non avevamo previsto la Lazio in finale di Coppa Italia». In effetti la Lazio è arrivata, pure un po’ a sorpresa, in finale di Coppa Italia, dove mercoledì ha perso contro l’Inter. Secondo Simonelli, se la Lazio non avesse giocato mercoledì la finale, il derby si sarebbe potuto anticipare al sabato. Ma sabato c’è comunque la finale femminile agli Internazionali, e in finale ci sarebbe potuta arrivare anche la Roma.
Proprio la finale di Coppa Italia è stata un altro esempio della difficile convivenza e concomitanza tra calcio e tennis al Foro Italico. Nella notte tra mercoledì e giovedì la partita dei quarti di finale tra Luciano Darderi e Rafael Jodar è stata sospesa per circa mezz’ora, perché il fumo dei fumogeni e dei fuochi artificiali previsti dalla cerimonia di premiazione della Coppa Italia aveva peggiorato la visibilità sul campo da tennis e causato un malfunzionamento del sistema di arbitraggio elettronico.
Questo caos dovrebbe perlomeno portare a qualche cambiamento: la Lega Serie A ha detto che terrà conto degli Internazionali di tennis e delle ATP Finals (che si giocano a novembre a Torino) quando sorteggerà il calendario della prossima stagione.



