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  • Martedì 12 maggio 2026

Cosa succede ora ai passeggeri della Hondius

Iniziano una quarantena con modalità che variano da paese a paese: da 21 a 45 giorni, in casa, in ospedale o in centri appositi

Un passeggero spagnolo prima dell'imbarco su un volo da Tenerife, il 10 maggio 2026 (AP Photo)
Un passeggero spagnolo prima dell'imbarco su un volo da Tenerife, il 10 maggio 2026 (AP Photo)
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I passeggeri della Hondius, la nave da crociera sulla quale ci sono stati alcuni contagi da hantavirus, sono rientrati o stanno rientrando nei loro paesi, dopo essere sbarcati a Tenerife, nelle isole Canarie, fra domenica e lunedì. Tutti dovranno fare un periodo di quarantena di alcune settimane, ma le modalità e la durata dell’isolamento dipendono dalle decisioni dei singoli governi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda sei settimane (42 giorni) di isolamento e monitoraggio, che i vari paesi coinvolti hanno interpretato in modo più o meno restrittivo.

I passeggeri provengono da una decina di paesi, mentre la gran parte dei membri dell’equipaggio è rimasta sulla nave e sarà portata al porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi: il comandante è polacco ma la maggioranza dell’equipaggio è filippina.

Il virus in questione, Andes, è un tipo di hantavirus particolarmente aggressivo. Può causare sintomi molto gravi, e circa il 40 per cento delle persone che vengono infettate muore. In generale gli hantavirus non si trasmettono da persona a persona, ma solamente in seguito al contatto con feci, urine e saliva dei roditori infetti. Da tempo si discute però della possibilità che nel caso di alcuni hantavirus, tra cui quello Andes, ci siano contagi diretti tra persone. L’OMS ha detto che il rischio per le persone che si trovavano a bordo della nave è moderato, mentre quello per la popolazione mondiale è basso.

Passeggeri scesi dalla nave Hondius arrivano all’aeroporto di Eindhoven, nei Paesi Bassi, il 10 maggio 2026 (AP Photo/Peter Dejong)

Al momento tre passeggeri della Hondius sono morti e secondo il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, i casi attualmente positivi sono dieci. Ghebreyesus, che martedì ha incontrato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, ha comunque specificato che tutti sono stati isolati, e che al momento non ci sono elementi per ritenere che la diffusione del virus possa aumentare in modo preoccupante. Ghebreyesus ha aggiunto che nelle prossime ore alcuni casi sospetti potrebbero diventare positivi, per via del tempo di incubazione del virus.

Tra i positivi c’è una donna francese che ha gravi sintomi ed è ricoverata in ospedale, così come le altre quattro persone francesi che non hanno sintomi: resteranno ricoverate inizialmente per 15 giorni, ma un decreto approvato lunedì prevede che l’isolamento duri sei settimane.

Sono ricoverati preventivamente in ospedale anche 14 spagnoli: sono in isolamento, senza possibilità di ricevere visite, con controlli della temperatura due volte al giorno. Le misure di isolamento potrebbero essere allentate dopo la prima settimana, prevedendo visite dei parenti.

Nel Regno Unito sono arrivati 20 passeggeri britannici, uno tedesco residente nel Regno Unito e uno giapponese. Saranno in isolamento e osservazione in un centro ospedaliero per 72 ore, poi dovranno restare in isolamento in casa altre sei settimane.

In Germania il tipo di isolamento (ospedaliero o casalingo) dei quattro passeggeri dipende dallo stato federato di provenienza, mentre in Grecia il regime è particolarmente rigido. L’unico passeggero resterà 45 giorni in isolamento in una camera di contenimento (una stanza a pressione negativa per evitare la fuoriuscita di agenti patogeni) all’ospedale universitario Attikon di Atene. Anche due cittadini di Singapore resteranno in un centro ospedaliero del proprio paese per 30 giorni, e due irlandesi per 6 settimane.

Nei Paesi Bassi invece è previsto un isolamento in casa per 42 giorni. I passeggeri senza sintomi potranno uscire all’aperto, con mascherine protettive ed evitando contatti ravvicinati con altre persone. Secondo le autorità nederlandesi, l’esperienza conferma che i pazienti sottoposti a isolamento in autonomia rispettano bene le indicazioni. L’ospedale di Nimega, una città al confine con la Germania, ha fatto sapere di aver messo in quarantena preventiva 12 persone dello staff perché hanno maneggiato sangue e urina di un paziente positivo senza osservare i protocolli previsti.

La nave Hondius al porto di Granadilla, a Tenerife, l’11 maggio 2026 (AP Photo/Arturo Rodriguez)

I 17 passeggeri statunitensi verranno ospitati da un centro di quarantena a Omaha, in Nebraska, negli Stati Uniti centro-settentrionali, per un periodo di tempo che verrà valutato caso per caso. Uno dei passeggeri statunitensi è risultato positivo all’hantavirus, ma è asintomatico.

Anche l’Australia ha un centro di quarantena, nell’ovest del paese, isolato da centri abitati: i 6 passeggeri resteranno al Bullsbrook Centre for National Resilience almeno per 21 giorni, che potrebbero diventare 42. In Canada un isolamento per un uguale periodo di tempo sarà però fatto in abitazioni o luoghi concordati con il governo.

Non c’erano passeggeri italiani sulla nave, ma in Italia sono in isolamento volontario quattro persone che erano sul volo della KLM fra il Sudafrica e i Paesi Bassi su cui aveva provato a imbarcarsi una donna nederlandese che era sulla Hondius e che in seguito era morta a causa dell’hantavirus. Le linee guida del ministero della Salute prevedono per i contatti ad alto rischio una quarantena fiduciaria per sei settimane, in una stanza dedicata, con una distanza di due metri dai familiari, e uscite con mascherina evitando zone affollate. Per i contatti a basso rischio è previsto l’automonitoraggio dei sintomi.

Martedì un uomo di 25 anni, che era in isolamento in Calabria, ha mostrato sintomi riconducibili all’hantavirus: i suoi campioni biologici saranno inviati in giornata all’istituto Spallanzani di Roma, dove verranno analizzati. Un cittadino sudafricano attualmente a Padova è invece risultato negativo al test per l’hantavirus.