Roma ha un piano per i cinghiali
Se ne discute ciclicamente da anni: prevede di ridurne la presenza di almeno il 60 per cento

La regione Lazio ha stretto un accordo con il comune di Roma per ridurre la presenza dei cinghiali nelle zone urbane della città. L’accordo era stato annunciato settimane fa, ma ora la regione lo ha formalmente approvato: prevede varie misure per perlustrare le zone più popolate di cinghiali della città e per poi rimuoverli, narcotizzandoli o catturandoli con delle trappole.
Della presenza dei cinghiali a Roma si parla da anni, più o meno intensamente a seconda della percezione del problema: periodicamente circolano foto di cinghiali – da soli o in branco – in zone cittadine, come nelle aiuole che dividono le strade o proprio per strada. La questione è ciclicamente entrata a far parte anche del dibattito politico locale, o è diventata oggetto di proteste: degli agricoltori che si sono lamentati per i danni alle coltivazioni o delle associazioni animaliste che contestavano gli abbattimenti.

Cinghiali a Roma nel 2018 (ANSA/LAURA MANZINI)
La presenza dei cinghiali ha anche contribuito alla diffusione della peste suina africana, una malattia virale che colpisce i suini (ma non è trasmissibile agli umani) presente da anni sul territorio europeo. La diffusione della peste suina africana aveva già portato in precedenza ad alcune misure più incisive: dal 2022 al 2025, per quasi tre anni, il ministero della Salute aveva istituito su Roma la cosiddetta “zona rossa”, dopo il ritrovamento di un cinghiale positivo al virus nella riserva naturale dell’Insugherata, nel nordovest di Roma, vicino alle zone di Monte Mario, Balduina e Primavalle. In quel periodo era vietato organizzare eventi e raduni, pic-nic compresi, nelle aree agricole e naturali, così come avvicinare i cinghiali e dare loro da mangiare (cosa comunque già vietata).
Soprattutto, in quel periodo erano state intensificate le operazioni di cattura dei cinghiali, con una parziale e temporanea riduzione della loro presenza. I cinghiali però sono gradualmente aumentati di nuovo, incoraggiati da vari fattori che hanno cause umane, come i rifiuti lasciati fuori dai cassonetti o per strada.
Solo nell’ultima settimana ne sono stati catturati 17, di cui 13 in una sola notte, vicino a Torrevecchia, nel quartiere Primavalle: da febbraio di quest’anno a oggi, quindi nel giro di pochi mesi, ne sono stati catturati circa un centinaio, dato che tiene conto di cinghiali sia esterni che interni al Raccordo anulare, la grande tangenziale che circonda Roma.
L’accordo tra regione e comune di Roma prevede interventi svolti sia dalla polizia provinciale che da ditte specializzate che collaborano già con la regione. In questo secondo caso intervengono con operazioni programmate notturne un paio di volte a settimana. La scelta delle zone su cui intervenire dipenderà dal numero di segnalazioni ma anche di incidenti stradali causati dai cinghiali, che come detto circolano anche vicino alle strade.
Il piano prevede anche che il comune si impegni a tenere pulite le aree verdi e a non posizionare i cassonetti in zone ritenute facilmente accessibili ai cinghiali. Al momento il piano ha una durata di un anno, e ha l’obiettivo di fare almeno 150 interventi, i più urgenti entro le 24-48 ore dalle segnalazioni, e di ridurre la presenza dei cinghiali di almeno il 60 per cento nelle aree considerate prioritarie, cioè quelle urbane. In cambio degli interventi che coinvolgono risorse e personale della regione, il comune pagherà circa 200mila euro di rimborso spese.



