Il professore francese che si è inventato un premio per vincerlo
Dieci anni fa Florent Montaclair creò la Medaglia d'oro per la Filologia fingendo che avesse una storia illustre: ora è indagato

Florent Montaclair è un professore in una piccola università dell’est della Francia. Insegna filologia, cioè lo studio dei testi letterari per ricostruirne l’interpretazione e comprendere la cultura in cui sono stati prodotti. Il suo lavoro non è particolarmente conosciuto, neanche nella nicchia degli studi filologici. Nel 2016 però vinse la Medaglia d’oro della Filologia, descritta come la maggiore onorificenza nella disciplina e paragonata ai premi Nobel (che per la filologia non ci sono).
La cosa venne notata da una giornalista di una testata locale, L’Est Républicain, che già nel 2015 scrisse che Montaclair era fra i finalisti per il premio. Da lì la notizia arrivò fino alle massime cariche dello stato francese: la cerimonia in cui Montaclair venne insignito della Medaglia si tenne l’8 giugno del 2016 in una sala dell’Assemblea Nazionale (la camera bassa del parlamento francese), alla presenza di parlamentari, ministri ed ex ministri e a due vincitori francesi del premio Nobel.
Al tempo la medaglia sembrava un premio di grande prestigio: veniva presentata come un’onorificenza conferita fin dal 1967 dalla Società internazionale di filologia, affiliata all’Università di filologia e istruzione di Lewes, nello stato americano del Delaware, e si diceva che il suo vincitore era selezionato da un comitato di oltre 200 accademici. Si diceva anche che, tra gli studiosi che l’avevano ricevuta, c’erano alcuni dei più celebri linguisti di sempre, fra cui Umberto Eco, e che Montaclair era il primo di nazionalità francese.
Il problema è che era tutto falso, e faceva parte di un elaborato inganno di Montaclair, che si era inventato il premio, e le istituzioni collegate, per assegnarselo da solo. La Medaglia non esisteva come riconoscimento, e non era mai stata assegnata a Eco né a nessun altro. Non esiste nessuna Università di filologia e istruzione a Lewes, e non esisteva alcuna Società internazionale di filologia prima che il professore registrasse il suo nome per un sito web. I suoi presunti membri non avevano idea di esserlo. La medaglia era stata ordinata alcune settimane prima da Montaclair stesso dal sito di un gioielliere parigino per 250 euro.
Ci sono voluti però quasi dieci anni perché la bufala emergesse in Francia, portando alla sospensione di Montaclair dal suo incarico di professore e a un’indagine per truffa contro di lui. Il procuratore Paul-Edouard Lallois, che segue le indagini contro Montaclair, ha detto che la vicenda «è degna del copione di un film».
Il professore riuscì a nascondere le bugie che aveva messo in circolo e anzi decise di assegnare anche i premi per gli anni successivi: nel 2017 assegnò la Medaglia a Noam Chomsky, probabilmente il più celebre linguista vivente. Alla cerimonia a Parigi, senza politici ma con molti accademici, Chomsky partecipò di persona e ricevette il premio dallo stesso Montaclair. Nel 2018 il professore decise di premiare lo studioso romeno Eugen Simion. La cosa suscitò molto clamore sui media romeni, che festeggiarono la vittoria del loro connazionale. Quell’anno, però, la piccola testata romena Scena9 decise di approfondire la questione, rivelando l’inconsistenza della storia.
La scoperta rimase confinata alla Romania, senza che la notizia si diffondesse in Francia. Scena9 segnalò la propria inchiesta all’università dove lavorava Montaclair, ma il suo messaggio venne inoltrato al professore stesso, che non subì conseguenze, anche se annullò la premiazione di Simion e non ne organizzò più delle altre. Sempre nel 2018 poi il ministero dell’Istruzione francese segnalò Montaclair alla procura di Parigi perché aveva presentato la richiesta di riconoscere in Francia una laurea ottenuta all’università che si era inventato. Il documento conteneva evidenti incongruenze, ma l’indagine non venne mai portata a termine e non produsse conseguenze legali.
La questione tornò a galla nel 2025: ad aprile una professoressa nella stessa università in cui lavora Montaclair, Barbara Romagnan, stava organizzando una conferenza sulle fake news in cui Montaclair doveva essere uno dei relatori. Pochi giorni prima dell’evento un collega segnalò a Romagnan l’inchiesta di Scena9 che smontava tutta la storia della Medaglia d’oro della Filologia. Uno dei relatori di un evento sulle fake news era responsabile di una grossa rete di notizie false: Romagnan decise di annullare l’evento e segnalò tutto all’amministrazione dell’istituto.
La segnalazione portò a un’indagine e, il 10 febbraio del 2026, all’arresto e all’interrogatorio di Montaclair. Il 15 febbraio L’Est Républicain, la stessa testata che aveva dato per prima notorietà alla finta Medaglia, ha pubblicato una lunga inchiesta sulla curiosa storia, attirando l’attenzione prima dei media nazionali francesi e poi anche di quelli internazionali.
Inventarsi un premio e auto-assegnarselo non è di per sé un reato: l’inchiesta in cui Montaclair è indagato intende accertare se il premio sia stato uno dei fattori che ha influenzato la sua promozione a professore di ruolo nel 2022. In tal caso Montaclair sarebbe responsabile di truffa. Non è l’unica questione legale in corso per Montaclair: per anni si era presentato come presidente di un “Centro UNESCO di Besançon”, una città vicina a dove abita. Non esiste però nessuna istituzione del genere, e l’UNESCO (l’agenzia dell’ONU per la cultura) gli ha recentemente fatto causa.



