L’Hellwatt festival di Reggio Emilia è nel caos

L'enorme evento che dovrebbe ospitare Kanye West ha cacciato il controverso direttore artistico e ora deve rimettere assieme i pezzi

Campovolo durante un concerto di Luciano Ligabue nel 2015
Campovolo durante un concerto di Luciano Ligabue nel 2015 (ANSA/GIORGIO BENVENUTI)
Caricamento player

A meno di due mesi dall’inizio dell’Hellwatt festival, l’enorme serie di concerti in programma a Reggio Emilia alla quale dovrebbe partecipare anche Kanye West, la società organizzatrice C.Volo ha interrotto la collaborazione con il controverso e misterioso direttore artistico Victor Yari Milani. È la conseguenza di mesi di tensioni interne e di dubbi crescenti sull’organizzazione del festival, raccontati nelle scorse settimane dal Post: Milani, scelto per coordinare uno degli eventi musicali più ambiziosi mai organizzati in Italia, era praticamente sconosciuto nel settore e alla sua prima esperienza in un festival così grande e impegnativo.

La separazione è il punto di arrivo di intensi confronti interni, conseguenza di almeno tre mesi di intoppi nell’organizzazione e comunicazioni dilettantesche, che hanno alimentato dubbi e preoccupazioni proprio attorno al lavoro di Milani. Le motivazioni ufficiali parlano di «visioni non più pienamente allineate», ma da quanto risulta al Post le divergenze riguardavano la gestione complessiva del festival e soprattutto un aumento dei costi significativo rispetto alle previsioni iniziali.

Le ricostruzioni emerse finora sulla separazione sono discordanti: alcune fonti vicine all’organizzazione parlano di una decisione presa di comune accordo, altre di un’intesa economica per favorire l’uscita di Milani. Altre ancora dicono che Milani l’abbia presa malissimo. Da mercoledì mattina sta circolando un messaggio attribuito a Milani, in cui annuncia l’avvio di un contenzioso legale contro C.Volo e assicura che il festival rimarrà di sua competenza e si sposterà in un altro luogo, scenario che in realtà sembra totalmente implausibile. Non è stato però possibile verificarne l’autenticità né raggiungere Milani per una sua versione.

Sostituire il direttore artistico a otto settimane dall’inizio dei concerti è un’operazione molto complicata e delicata, anche se C.Volo dice che il festival si farà. La direzione artistica tiene i rapporti con gli artisti e i loro manager, gestisce il coordinamento di tutta la produzione, è responsabile della coerenza complessiva dell’evento e della gestione di tutti i problemi quotidiani, compresi quelli minori che in un festival di queste dimensioni possono ingigantirsi molto in fretta.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore problema, non secondario: il marchio Hellwatt è stato ideato dallo stesso Milani come un suo progetto, e per questo motivo C.Volo farà una graduale transizione di tutta la comunicazione del festival dal marchio Hellwatt a un nome più legato alla RCF Arena, dove in passato erano già stati organizzati grandi concerti. È molto probabile che nei prossimi giorni i canali social del festival e il sito ufficiale vengano progressivamente chiusi o reindirizzati verso il sito della RCF Arena. È un’operazione che gli organizzatori dovranno gestire in tempi ristretti, evitando confusione tra chi ha già acquistato i biglietti e chi deve ancora farlo.

Due settimane fa il Post aveva raccontato tutti i dubbi che circolavano intorno all’organizzazione del festival, solo in parte dovuti alla presenza di Kanye West, notoriamente problematica anche in contesti efficienti e ben organizzati. I concerti sono in programma al Campovolo, un’area enorme vicino all’aeroporto di Reggio Emilia, chiamata RCF Arena dal nome della grande azienda reggiana di sistemi audio che ne è uno dei principali finanziatori. La RCF Arena è gestita da C.Volo, una società di cui fanno parte alcuni imprenditori locali e Coopservice, una delle più grandi cooperative italiane.

Sul palco dovrebbero salire una quindicina di artisti con un seguito enorme – tra cui Kanye West, Travis Scott, Wiz Khalifa, Martin Garrix, Ty Dolla $ign, DJ Snake, Ice Spice, Chainsmokers e Afrojack – che in buona parte dei principali festival di musica elettronica e pop sarebbero headliner, cioè l’artista principale del cartellone. Negli ultimi mesi diversi addetti ai lavori e organizzatori di festival si erano chiesti come C.Volo avesse potuto affidare un’organizzazione così complessa a Milani, che nell’ambiente nessuno aveva mai sentito nominare.

I dubbi, in particolare quelli delle amministrazioni pubbliche come la provincia e il comune di Reggio Emilia, erano stati alimentati soprattutto dalle dichiarazioni di Milani durante la conferenza stampa di presentazione del festival, lo scorso 12 febbraio. Milani si era presentato elencando una serie di esperienze di cui non esistono tracce pubbliche: aveva detto di aver organizzato il ricevimento di matrimonio di una delle figlie di Vladimir Putin, di aver lavorato «grazie ad amici ebrei» a una festa a cui avrebbe partecipato il calciatore Cristiano Ronaldo, di aver organizzato eventi per l’energy drink Boem e di aver lavorato per l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio.

Il giorno dopo la conferenza stampa, la provincia di Reggio Emilia aveva inviato una lettera ufficiale alla società C.Volo per chiedere rassicurazioni sull’organizzazione del festival, sulla gestione degli spettatori, della viabilità e soprattutto della sicurezza, dato che è previsto l’arrivo di almeno alcune decine di migliaia di persone ogni sera. Anche la gestione della vendita dei biglietti – con un continuo cambio dei prezzi e modalità di rimborso non chiare – aveva mostrato la scarsa preparazione degli organizzatori.

Anche per queste incertezze nessuna serata risulta a oggi sold out, un risultato essenziale per un evento che non ha grandi sponsor. Secondo le stime di diversi addetti ai lavori, i soli cachet dell’Hellwatt si aggirano tra i 25 e i 30 milioni di euro, di cui la maggior parte pagata in acconto, quindi già versata. Di questo impegno si è fatta carico direttamente C.Volo, esponendosi a un rischio economico notevole. C.Volo aveva costruito proprio attorno a Hellwatt il proprio rilancio industriale dopo tre anni di bilanci incerti. Nonostante le rassicurazioni è difficile prevedere come andrà a finire.

Damir Ivic, il giornalista musicale che per primo aveva espresso dubbi sull’organizzazione, ha scritto su Soundwall che a questo punto gli scenari sono tre. Nel primo il festival va avanti così com’è, senza sold out e con una perdita economica consistente. Nel secondo gli organizzatori ridimensionano il programma per contenere i costi, esponendosi però a possibili contenziosi con artisti e fornitori. Nel terzo, il più drastico, il festival viene annullato: un’ipotesi che C.Volo per ora esclude.