Una semifinale da nove gol
In Champions League la partita di andata tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco è finita 5-4: già solo per vedere la sintesi ci vogliono undici minuti

Il Paris Saint-Germain (PSG) ha battuto 5-4 il Bayern Monaco nell’andata della semifinale di Champions League che si è giocata martedì sera a Parigi. Come fa intuire il numero di gol, è stata una partita molto intensa e spettacolare: non si erano mai visti così tanti gol in una semifinale del torneo. Già solo nel primo tempo ne sono stati segnati cinque.
È stata insomma una semifinale ben al di sopra delle attese. E dire che già ci si aspettava una grande partita, visto lo stile di gioco spregiudicato e poco prudente di entrambe le squadre, dove c’è una notevole concentrazione di calciatori talentuosi, diversi dei quali sono nel momento migliore della loro carriera.
La partita è stata all’insegna del pressing e della ricerca della cosiddetta “supremazia territoriale” sin dal primo secondo. Com’è solito fare, al calcio d’inizio il PSG – allenato dallo spagnolo Luis Enrique – ha tirato fuori il pallone, apposta, concedendo la rimessa laterale al Bayern. Un modo per cercare di andare subito all’attacco, mettere pressione agli avversari e avere il controllo dello spazio (la suddetta “supremazia”, appunto): due cose che entrambe queste squadre sanno fare benissimo.
Ad avere la meglio nei primi minuti è stato però il Bayern, pur giocando in uno stadio gremito di rumorosi tifosi avversari. Dopo poco più di un quarto d’ora il suo esuberante attaccante Luis Diaz è infatti riuscito a procurarsi un rigore, che l’inglese Harry Kane ha trasformato in gol, il 54esimo della sua stagione. Due minuti dopo il Bayern Monaco avrebbe pure raddoppiato, non fosse stato per un brutto tiro di Michael Olise (un altro, ovviamente ottimo attaccante) e un salvataggio sulla linea del PSG.
Il vantaggio del Bayern, però, non è durato a lungo. Al 24esimo minuto l’attaccante georgiano del Paris Saint-Germain Khvicha Kvaratskhelia ha pareggiato facendo quello che sa fare meglio: dribblare l’avversario, spostarsi un po’ più in mezzo all’area, trovare quel poco di spazio che gli serve e calciare in modo potente e preciso. Al 33esimo, su un calcio d’angolo, il PSG è poi andato in vantaggio con un gol del suo centrocampista João Neves, che nonostante i suoi 174 centimetri d’altezza è riuscito a prendere la palla di testa e, con una spettacolare torsione del corpo, mandarla in porta.
Al 41esimo Olise ha pareggiato con un altro, bellissimo gol. Un tiro rapido, arrivato pochi secondi dopo aver ricevuto il pallone di fronte all’area avversaria e fatto con potenza pur senza rincorsa. Il Guardian l’ha definito «due secondi di pura magia offensiva in mezzo a tutto quel caos e quel rumore».

Michael Olise dopo il gol del pareggio (Alexander Hassenstein/Getty Images)
Il primo tempo, però, si è concluso sul 3-2 grazie a un altro rigore, potente e preciso, segnato da Ousmane Dembelé. In una semifinale di Champions League non erano mai stati segnati cinque gol in un solo tempo.
Il secondo tempo non è stato da meno. Con i due gol di Kvaratskhelia e Dembelé tra 56esimo e 58esimo il PSG si è portato sul 5-2. La partita (e la semifinale, pur mancando il ritorno) sembrava essere ormai indirizzata, ma in due minuti – tra il 65esimo e il 68esimo – il Bayern ha ridotto il vantaggio degli avversari. Prima con un gol del suo difensore Dayot Upamecano e poi con una giocata spettacolare di Díaz, che ha stoppato con l’esterno un ottimo passaggio di Kane, ha fatto una finta e poi ha tirato.
Quello di Diaz è stato il 171esimo gol della stagione del Bayern Monaco
Insomma, è stata una partita di altissimo livello dal punto di vista tecnico e si sono viste cose che non siamo abituati a vedere, soprattutto in Italia. Dopo la partita, gli analisti di Sky Sport hanno fatto notare che il PSG ha tentato 28 dribbling e ne ha completati 11; il Bayern, invece, ne ha provati 27 e completati 17. La media di una squadra di Serie A, invece, è di 6,2 dribbling riusciti su 14,4 tentati; e i tocchi nell’area avversaria sono di gran lunga inferiori a quello che si è visto in questa partita.
Questi, però, sono numeri che si vedono raramente anche negli altri campionati nazionali e persino in Champions League. E che sono stati possibili, in un certo senso, grazie all’altissima qualità tecnica delle due squadre e alle loro simili impostazioni tattiche, molto poco sulla difensiva.
Proprio quest’ultimo aspetto, però, ha fatto arrivare anche parecchie critiche. Ci sono appassionati e commentatori a cui non è piaciuto questo modo di difendere; come se questa importante parte tattica fosse stata messa da parte per rendere il gioco più spettacolare, un po’ come succede in NBA, il campionato di basket nordamericano.
D’altro canto, però, non ci sono stati grossolani errori difensivi, gli attaccanti in campo erano abbastanza impegnativi da difendere, e alcuni gol sono arrivati da giocate spettacolari e imprevedibili. L’ex attaccante francese e commentatore Thierry Henry ha fatto pure notare che i due difensori del PSG Nuno Mendes e Achraf Hakimi (tra i migliori al mondo nei loro ruoli) hanno finito la partita con i crampi, segno di una serata parecchio intensa per loro.

Hakimi a pochi minuti dalla fine della partita (Chris Brunskill/Fantasista/Getty Images)
Il ritorno è previsto mercoledì 6 maggio a Monaco di Baviera ed è chiaro che non ci sia una netta favorita. Mercoledì, intanto, ci sarà l’andata della semifinale tra Arsenal e Atlético Madrid, che molti prospettano – un po’ esagerando – una partita quasi opposta a quella tra Bayern e PSG. All’insegna cioè del cosiddetto “haramball” o “anticalcio”, cioè di un calcio poco spettacolare, fatto di lanci lunghi, pochi passaggi e tante perdite di tempo.



