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  • Mercoledì 29 aprile 2026

Sinner contro il Sinner del futuro?

A Madrid il tennista italiano affronterà il formidabile 19enne Rafael Jódar, che sta facendo faville e che per certi versi gli somiglia

Un rovescio di Rafael Jódar, il colpo in cui è più simile a Jannik Sinner (Mateo Villalba/Getty Images)
Un rovescio di Rafael Jódar, il colpo in cui è più simile a Jannik Sinner (Mateo Villalba/Getty Images)
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Oggi, mercoledì pomeriggio dopo le 16, Jannik Sinner giocherà i quarti di finale del Masters 1000 di Madrid contro il 19enne spagnolo Rafael Jódar, considerato uno dei tennisti più promettenti al mondo. Pur con caratteristiche in parte diverse e con margini di miglioramento ancora amplissimi, di Jódar si dice abbia uno stile di gioco che ricorda quello di Sinner, per il ritmo che impone negli scambi, l’aggressività nella risposta, la grande qualità di tutti i suoi colpi, il rovescio in particolare.

«Jódar, tra tutti i giovani, è sicuramente quello che – pur restando diverso – si avvicina di più a Sinner per interpretazione del gioco, ancora più di Sinnerzinho Fonseca. L’uso del piede sinistro in avanti, il dritto pesante e pieno di rotazione, e poi lo stile aggressivo e penetrante col rovescio, a partire dalla risposta», ha scritto su Ultimo Uomo Emanuele Atturo commentando la partita vinta domenica da Jódar contro il brasiliano João Fonseca. È stata una partita entusiasmante, tra i due giovani tennisti che più di tutti si ritiene possano in futuro intaccare il dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz (di cui parla Cambiocampo, l’ultimo libro uscito per Altrecose). Atturo, in modo un po’ enfatico, ha intitolato il suo articolo “Il tennis di Jódar sta terrorizzando il circuito”.

Jódar e Fonseca sono coetanei, ma mentre di Fonseca si parla già da più di un anno l’ascesa di Jódar è stata più improvvisa, e recente. Nella scorsa stagione si era fatto notare dai più esperti e appassionati nel circuito Challenger (di secondo livello) vincendo tre tornei, e prima di quest’anno non aveva mai giocato una partita nel circuito professionistico ATP.

Dall’inizio del 2026 ha vinto il suo primo titolo ATP, il 250 di Marrakech, poi è andato in semifinale all’ATP 500 di Barcellona e ora è ai quarti del Masters 1000 di Madrid. In questo torneo, oltre a Fonseca, ha battuto tra gli altri il numero 8 al mondo Alex De Minaur 6-3, 6-1, senza concedergli nemmeno un colpo vincente nel primo set. Agli ottavi, contro il ceco Vit Kopriva, ha vinto il secondo set 6-0. Un anno fa era il numero 687 del ranking mondiale; all’inizio del 2026 il numero 165; oggi è il 42, e salirà ancora.

Il tie-break del primo set tra Jódar e Fonseca, vinto dallo spagnolo

Nel tennis di Jódar c’è una certa urgenza, quasi avesse fretta di prendere il controllo degli scambi. È una cosa che The Athletic ha notato anche durante le pause tra uno scambio e l’altro: «Jódar gioca così velocemente che a volte si prepara a servire mentre i raccattapalle si stanno ancora passando le palline o stanno tornando in posizione. Contro Fonseca, l’arbitro ha dovuto chiedergli di aspettare».

Sempre secondo The Athletic, Jódar è colui che ha sancito la fine definitiva dell’archetipo di giocatore spagnolo pallettaro, che logora gli avversari in partite prudenti e interminabili: un modello già rivisto e aggiornato da Rafael Nadal e poi messo in crisi da Alcaraz. Per ora Jódar sta ottenendo i risultati migliori sulla terra, ma sembra un tennista in grado di eccellere senza problemi anche sul cemento e sull’erba.

I suoi recenti miglioramenti sono stati impressionanti. Il sito dell’ATP ha evidenziato come dal torneo di Miami del mese scorso in poi abbia migliorato del 20 per cento i game vinti al servizio, e addirittura del 78 per cento i game vinti in risposta. Negli ultimi quattro tornei Jódar ha vinto il 35 per cento dei game in risposta, una percentuale superiore anche a quella di Sinner e Alcaraz, i due migliori risponditori (e giocatori) del circuito. È evidentemente un periodo di grazia, ma è probabile che questi miglioramenti siano già consolidati. Scrive ancora Atturo:

«Jódar è un tennista ansiogeno, violento nello strozzare i tempi, accorciare gli spazi e – più in generale – contrarre il flusso spazio temporale dello scambio. Ha a disposizione una macchina tennistica che glielo permette. Il servizio è a un ottimo livello, e con la prima è già dominante, con la seconda ha un kick che su terra lo protegge; in campo si muove con una buona leggerezza per un corpo così lungo e pesante. Sa colpire forte e preciso da entrambi i lati, con tutte le traiettorie. È difficile scalzarlo da una posizione dominante, sembra arrivare in anticipo sulle traiettorie.

Jódar fa paura: c’è qualcosa di inquietante nel modo improvviso in cui si è affermato, nella perentorietà della sua ascesa, soprattutto nel suo modo assertivo di giocare a tennis. Uno: l’urgenza con cui prende il comando dello scambio; due: una geografia del campo che cambia deformata da questa urgenza, col campo avversario che diventa enorme e il suo piccolo.

Il secondo set dominato da Jódar contro Kopriva

È difficile che Jódar possa già battere Sinner a Madrid, ma sarà interessante vedere come se la giocherà, così come era stato interessante il mese scorso vedere la prima partita tra Sinner e Fonseca, vinta 7-6, 7-6 dall’italiano. E poi perché potrebbe essere la prima di tante partite, che magari tra qualche anno si tornerà a citare parlando di loro.

Jódar giocherà peraltro in casa (è proprio di Madrid), e già nelle partite precedenti ha dimostrato di saper sfruttare il pubblico a suo favore. Sinner, che era a vedere la partita tra Jódar e De Minaur, lo ha definito «un colpitore molto pulito, che esprime facilmente velocità», evidenziando il «bel suono» che fa la palla quando viene colpita dalla sua racchetta.

Jannik Sinner a Madrid sta cercando di fare una cosa mai riuscita a nessun tennista: vincere il quinto torneo di fila della categoria Masters 1000, la seconda per importanza nel tennis. Anche a causa dell’assenza del suo rivale Alcaraz viene considerato il favorito. La partita contro Jódar si potrà vedere su Sky e su NOW e inizierà “non prima delle 16”, quindi probabilmente un po’ dopo (dipende dalle partite precedenti).

– Leggi anche: Sinner, Alcaraz, e tutto il resto intorno