L’ultima cosa che manca a Carlo Ancelotti
Vincere i Mondiali: ci proverà con il Brasile, che pure non riesce a farlo da 24 anni

Anche in questa edizione dei Mondiali maschili di calcio, la nazionale brasiliana sarà una delle più interessanti da seguire. Il calcio è uno sport molto popolare in Brasile, la nazionale ha vinto più Mondiali di tutti (5 di cui l’ultimo nel 2002), ed è allenata da Carlo Ancelotti, uno degli allenatori più vincenti di sempre. Eppure, nelle partite di qualificazione non ha convinto, ci sono state polemiche sui giocatori convocati e la vittoria finale sembra meno probabile rispetto al passato.
Dopo i Mondiali del 2022, nei quali è stato eliminato ai quarti di finale dalla Croazia ai tiri di rigore, il Brasile non ha avuto stagioni positive. Nel 2024 è arrivato soltanto sesto in Copa América, il più importante torneo continentale per nazionali sudamericane, e ci sono stati diversi scandali nella federazione, con due presidenti rimossi in pochi anni. Le partite di qualificazione per i Mondiali del 2026 non sono state facili. C’è stato addirittura un momento, dopo una sconfitta per 4-1 contro i rivali dell’Argentina, in cui ha rischiato di non qualificarsi. Sarebbe stata una notizia clamorosa: il Brasile è l’unica squadra che ha sempre partecipato ai Mondiali, fin dalla prima edizione del 1930.
Nel maggio del 2025 l’allenatore Dorival Junior è stato sostituito da Ancelotti, fino a pochi mesi prima allenatore del Real Madrid, una delle squadre più forti al mondo. Con Ancelotti le cose sono andate meglio, e il Brasile si è qualificato per i Mondiali, ma diversi problemi sono rimasti: tanti infortuni, un gioco poco brillante e lo scarso equilibrio (Ancelotti fa giocare spesso quattro calciatori molto offensivi assieme) hanno contribuito a un certo pessimismo dei tifosi brasiliani verso la propria nazionale.
Ancelotti è il quarto allenatore del Brasile degli ultimi quattro anni, nonché uno dei pochi non brasiliani ad aver mai allenato la Seleçao, com’è chiamata la squadra brasiliana: l’ultimo fu l’argentino Filpo Nuñez nel 1965, e per una sola partita. Sarà il primo a farlo ai Mondiali.
«Allenare il Brasile è altamente motivante. Credo che questo sia uno dei momenti più importanti della mia carriera», ha detto Ancelotti. È una frase significativa perché la carriera di Ancelotti è stata molto lunga e vincente, sia da giocatore che da allenatore. Tra le altre cose, è l’unico allenatore che ha vinto tutti e cinque i maggiori campionati europei (inglese, spagnolo, italiano, tedesco e francese), e l’unico ad aver vinto cinque Champions League. Ha scritto libri che s’intitolano come i suoi moduli di gioco e altri in cui si definisce «genio ordinario». È amatissimo da praticamente tutti i giocatori che ha allenato, per alcuni dei quali è addirittura una «figura paterna».
Insomma, una carriera che merita un film, secondo il regista Paolo Sorrentino.
Anche Ancelotti, tuttavia, sta faticando a creare una squadra che sia in grado di soddisfare le altissime aspettative che ci sono attorno alla nazionale brasiliana. Gran parte dell’attenzione mediatica nei mesi prima dei Mondiali si è concentrata su Neymar: è il miglior giocatore della storia recente del Brasile, ma con la nazionale non ha mai vinto né una Copa América (nel 2019 era infortunato) né un Mondiale.
Neymar ha 34 anni e per diverse stagioni è stato uno dei migliori giocatori al mondo. Nel 2023 andò a giocare nel campionato saudita, divenne il miglior marcatore nella storia della nazionale brasiliana, ma poche settimane dopo, in una partita del Brasile, si ruppe il legamento crociato anteriore e il menisco del ginocchio sinistro. Lasciò quindi l’Arabia Saudita (qualcuno ne parla come del «peggior trasferimento di sempre») per tornare al Santos, la squadra brasiliana in cui è cresciuto: qui ha giocato di più, nonostante nuovi infortuni.
Quando Ancelotti ha annunciato i convocati per il Mondiale 2026, al nome di Neymar chi stava seguendo la conferenza stampa ha iniziato a urlare per la felicità. La convocazione di Neymar, molto amato dai tifosi, non era scontata: prima dei Mondiali però si è infortunato di nuovo, al polpaccio destro, e potrebbe saltare una o più partite.
«Se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato un carro», ha detto Ancelotti quando gli è stato chiesto se avesse convocato Neymar sapendo della serietà del suo ultimo infortunio.
Oltre alla convocazione di Neymar, che secondo diversi osservatori non era molto in forma anche prima dell’infortunio, hanno fatto discutere altre scelte di Ancelotti. In attacco il 19enne Rayan è stato preferito a Joao Pedro, Richarlison e Gabriel Jesus; quando si è infortunato il difensore Wesley, è stato sostituito col centrocampista Ederson. Tre giocatori potenzialmente importanti per il Brasile, inoltre, Eder Militao, Estevao e Rodrygo, sono infortunati e non è stato possibile convocarli.
Militao, in particolare, sarebbe stato uno dei migliori difensori del Brasile. La mancanza di terzini – cioè i difensori esterni in una difesa a 4 – di alto livello è «preoccupante», scrive il Guardian. Specie per il Brasile, che in passato ha avuto alcuni dei migliori interpreti al mondo di questo ruolo, da Cafu a Roberto Carlos.
Quello che in teoria è il miglior giocatore del Brasile, inoltre, spesso non è riuscito a esprimersi al meglio con la nazionale: Vinicius Jr. è spesso fenomenale col Real Madrid, mentre col Brasile ha segnato solo 9 gol in 49 partite. Proprio però con Ancelotti al Real Madrid, tra il 2021 e il 2025, Vinicius Jr. si è affermato come uno dei calciatori più forti al mondo. La sua abilità nel far rendere al meglio i calciatori di talento lasciando loro grande libertà viene considerata una delle migliori doti di Ancelotti, e uno dei motivi per cui con il Brasile potrebbe funzionare.
Uno che potrebbe avere ciò che la rivista sportiva Ultimo Uomo definisce «la magia che caratterizza davvero i migliori giocatori brasiliani» è il giovanissimo Endrick. Compirà 20 anni poco dopo la fine del Mondiale, ma è uno dei giovani più promettenti al mondo: da quando il Real Madrid lo ha ceduto in prestito al Lione, ha giocato di più e ha fatto vedere cose come queste:
Altri giocatori molto importanti per il Brasile saranno Marquinhos, Gabriel Magalhaes e Casemiro, ovvero i due difensori centrali e il centrocampista più difensivo: saranno messi sotto pressione da una squadra così offensiva.
La prima partita del Brasile al Mondiale è in programma a mezzanotte tra sabato 13 e domenica 14 giugno, ed è una grande partita, contro il Marocco. C’è molta pressione attorno ad Ancelotti e alla sua squadra, perché non vincere il Mondiale da 24 anni è una specie di record negativo, per loro. Ancelotti ha «quasi più pressione addosso del presidente del paese», ha detto di recente il portiere Alisson.
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