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  • Martedì 28 aprile 2026

In Colombia gli attacchi dei gruppi armati sono i più intensi da anni

Mentre il presidente Gustavo Petro aveva promesso di pacificare il paese, e tra un mese si vota

Un camion incendiato dalle FARC, fotografato il 27 aprile 2026 (AP Photo/Santiago Saldarriaga)
Un camion incendiato dalle FARC, fotografato il 27 aprile 2026 (AP Photo/Santiago Saldarriaga)
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Sabato nel sud-ovest della Colombia ci sono stati diversi attacchi esplosivi: nel più grave sono state uccise 20 persone che stavano viaggiando lungo l’autostrada panamericana nel dipartimento di Cauca. È stato uno degli attacchi contro i civili più gravi degli ultimi decenni. Le esplosioni non sono state rivendicate, ma il presidente Gustavo Petro ha sostenuto che siano un tentativo dei gruppi coinvolti nel narcotraffico di destabilizzare la Colombia in vista delle elezioni presidenziali del 31 maggio.

L’aumento della frequenza e dell’intensità degli attacchi mette in grossa difficoltà Petro, che da quando è stato eletto ha fatto della «pacificazione» della Colombia uno degli obiettivi più importanti del suo governo. Per «pacificazione» si intende fare accordi con i molti gruppi paramilitari attivi da decenni nel paese, spesso coinvolti anche in attività illegali, come il narcotraffico.

Il governo e l’esercito dicono che dietro agli attacchi di sabato c’è l’Estado Mayor Central (EMC), il principale gruppo dissidente delle FARC che ha rifiutato l’accordo di pace tra il gruppo e lo stato nel 2016, e ha proseguito le sue attività militari e criminali. Il gruppo è guidato da Néstor Gregorio Vera, più conosciuto con il suo nome di battaglia di Iván Mordisco, ed è attivo soprattutto nel sudovest della Colombia.

Un bus usato in un attacco esplosivo e distrutto a Cali, 24 aprile 2026 (Edwin Rodriguez Pipicano/Anadolu via Getty Images)

I gruppi armati colombiani come EMC portano avanti una lotta contro lo stato per questioni ideologiche e si finanziano con attività illegali: principalmente la produzione e il traffico di cocaina (di cui il paese è il maggiore produttore al mondo), ma anche le estorsioni e le miniere non autorizzate.

Secondo Sergio Guzmán, un analista politico di Bogotá intervistato da Associated Press, con gli attacchi l’EMC vuole dimostrare di essere ancora in grado di fare danni, in modo da posizionarsi e avere più forza in eventuali trattative dopo le elezioni.

Petro è il primo presidente di sinistra della Colombia e in passato fece lui stesso parte di un gruppo armato. Venne eletto nel 2022 proprio con la promessa di trovare accordi con tutti i gruppi guerriglieri ancora attivi e conseguire quella che definisce «pace totale». L’approccio basato sui negoziati e sulla limitazione degli scontri armati è stato un grosso cambiamento rispetto alle strategie dei governi precedenti, che si erano limitati a cercare di contrastare militarmente i gruppi ribelli, con successi limitati.

Il governo è arrivato negli anni a tenere 13 trattative parallele con i gruppi paramilitari, attivi soprattutto nelle zone rurali. In quasi tutti i casi però le divergenze emerse fra guerriglieri e governo, e le violazioni reciproche dei cessate il fuoco raggiunti di volta in volta, hanno portato a uno stallo delle trattative, senza significativi progressi nel processo di pace.

Il presidente colombiano Gustavo Petro a Barcellona, 18 aprile 2026 (Lorena Sopena Lopez/Anadolu via Getty Images)

A fronte delle difficoltà nei negoziati e delle critiche da parte dell’opposizione per il fallimento del suo approccio, il governo si è spostato su posizioni più dure e ha aumentato le operazioni militari contro i gruppi armati. Nel 2024 è tornato a usare l’artiglieria contro le loro postazioni, e nel 2025 i bombardamenti aerei.

La situazione di violenza ha portato a un’intensificazione degli attacchi da entrambe le parti, che ha a sua volta reso ancora più difficili le trattative. I dati della polizia colombiana indicano che nei primi tre mesi del 2026 ci sono stati 300 episodi definiti come attacchi terroristici, in aumento rispetto ai meno di 200 dello stesso periodo del 2024.

Nonostante le difficoltà del processo di pace abbiano impedito alla coalizione di sinistra di Petro, Pacto Histórico, di realizzare uno dei punti principali del suo programma, e nonostante il presunto tentativo dei gruppi armati di destabilizzare il processo democratico, il suo candidato Iván Cepeda è visto come il favorito alle presidenziali, che prevedono un primo turno il 31 maggio e un eventuale secondo turno il 21 giugno. Petro non può ricandidarsi perché la Costituzione vieta due mandati consecutivi.

– Leggi anche: La Colombia produce più cocaina che mai