Almeno 14 persone sono state uccise nell’esplosione di una bomba su un’autostrada nel sudovest della Colombia

Sabato è esplosa una bomba piazzata su un’autostrada nei pressi di Cajibío, nella provincia di Cauca, nel sudovest della Colombia: il governatore, Octavio Guzmán, ha detto che 14 persone che stavano viaggiando sulla strada sono state uccise e che almeno 38 sono state ferite a causa dell’esplosione, che ha distrutto diverse auto, furgoni e un autobus. Altre persone risultano disperse, non è chiaro quante. La bomba è stata fatta detonare a bordo strada, lasciando un cratere nell’asfalto.
Il governo del presidente colombiano Gustavo Petro, di sinistra, ha attribuito l’attacco ad alcuni gruppi dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie (FARC), l’ex milizia rivoluzionaria più importante del paese. Dopo gli accordi di pace del 2016 con il governo, altri gruppi più piccoli hanno cercato di prendere il posto e l’influenza delle FARC nelle zone rurali: negli ultimi tempi questi gruppi hanno intensificato attacchi e rapimenti nel tentativo di imporsi nel traffico illegale di cocaina, e di influenzare i risultati delle prossime elezioni presidenziali, in programma il 31 maggio.
Petro, che è in carica dal 2022, ha avviato un ambizioso programma di riconciliazione nazionale con i guerriglieri, chiamato “Paz Total” (“pace totale”): finora però il piano non ha dato molti risultati.

Persone osservano il cratere provocato dalla bomba piazzata a bordo strada a Cajibío, 25 aprile 2026 (AP Photo/Santiago Saldarriaga)
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