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  • Mercoledì 22 aprile 2026

Chiamare “Donnyland” un pezzo di Donbas

L'hanno proposto alcuni funzionari ucraini, scrive il New York Times, sperando di compiacere proprio quel Donald

Un soldato ai bordi di una strada coperta dalle reti anti droni nella regione di Donetsk, nel Donbas, 23 gennaio 2026 (Photo by Dmytro Smolienko/Ukrinform/ABACAPRESS.COM)
Un soldato ai bordi di una strada coperta dalle reti anti droni nella regione di Donetsk, nel Donbas, 23 gennaio 2026 (Photo by Dmytro Smolienko/Ukrinform/ABACAPRESS.COM)
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Durante i negoziati tra Russia e Ucraina, mediati dagli Stati Uniti, l’Ucraina ha proposto di rinominare “Donnyland” la parte orientale del Donbas: sarebbe un omaggio al presidente Donald Trump, che apprezza molto lusinghe e piaggerie. L’hanno detto al New York Times quattro funzionari ucraini, rimasti anonimi ma descritti come vicini alle trattative.

La proposta è iniziata come uno scherzo, hanno detto. Poi hanno capito che poteva essere un modo per ammorbidire l’amministrazione statunitense e renderla meno incline a sostenere concessioni troppo favorevoli alla Russia.

Il Donbas, un territorio dell’Ucraina orientale, è uno dei fronti più importanti della guerra e uno dei punti più difficili da sbrogliare nei negoziati, per ragioni militari e culturali. L’esercito russo non ha mai conquistato del tutto il Donbas, ma chiede comunque che l’Ucraina lo ceda integralmente. L’Ucraina si rifiuta: al momento controlla circa il 20 per cento del Donetsk, una delle due regioni che compongono il Donbas (l’altra è il Luhansk).

– Leggi anche: Gli ucraini non vogliono cedere a Putin la “cintura delle fortezze” in Donbas

Lo scorso agosto Trump aveva detto di essere generalmente favorevole al ritiro dell’Ucraina dal Donbas, di fatto mostrando una maggiore vicinanza alla posizione del presidente russo Vladimir Putin che a quella della controparte ucraina.

Alcuni mesi dopo, a dicembre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva proposto un compromesso piuttosto generoso, concordato con gli Stati Uniti: la creazione in Donbas di una zona demilitarizzata, dalla quale sostanzialmente gli ucraini si sarebbero ritirati e i russi avrebbero promesso di non entrare.

Restavano ancora molte questioni da definire: soprattutto chi avrebbe dovuto amministrare e gestire la sicurezza del territorio tra russi e ucraini, dopo quattro anni di guerra. Poi a fine febbraio è iniziata la guerra in Medio Oriente, l’attenzione statunitense si è spostata altrove e le trattative per l’Ucraina hanno rallentato.

Zelensky durante una conferenza stampa in Italia, 15 aprile 2026 (AP Photo/Alessandra Tarantino)

È questa ipotetica area demilitarizzata, grande circa 50 chilometri per 80, che gli ucraini hanno proposto di chiamare Donnyland. Il New York Times scrive che il nome è emerso varie volte ma che per ora non compare nei documenti ufficiali, e Zelensky non l’ha mai menzionata. È quindi ancora soltanto una proposta, e non è detto che si realizzerà. Non si sa nemmeno fino a che punto gli Stati Uniti ne siano a conoscenza o l’abbiano valutata.

Per come l’hanno raccontata i funzionari, sarebbe stata pensata come un modo per offrire a Trump un simbolo del suo successo nelle trattative, da poter sbandierare per ragioni di propaganda. Trump prova a presentarsi come il “presidente che mette fine alle guerre” (un’immagine lontana dalla realtà), e sull’Ucraina aveva promesso di mediare un accordo nelle prime 24 ore dall’inizio del suo mandato, a gennaio del 2025.

Inoltre alcuni esperti ritengono che potrebbe essere un modo per scongiurare eventuali attacchi russi in futuro: l’idea è che legare il nome di Trump al territorio potrebbe far desistere Putin dall’invaderlo, o rendere Trump più propenso a difenderlo, ma sono chiaramente supposizioni.