Venezia comincia a fare sul serio, con i biglietti per visitare la città
Al terzo anno dalla loro introduzione, il comune ha iniziato a fare più multe a chi non li paga

A partire dal 3 aprile e fino al 26 luglio è tornato obbligatorio il pagamento del contributo d’accesso giornaliero per visitare Venezia. Dopo un primo anno di sperimentazione nel 2024, nel quale non era stata fatta nessuna sanzione, e un secondo anno di assestamento con un numero di multe limitato, nel 2026 il comune sembra voler applicare il provvedimento in modo più esteso e con più rigore.
Ha progressivamente aumentato il numero delle giornate in cui è obbligatorio pagare il biglietto: nel 2024 sono state 29, nel 2025 54 e quest’anno sono 60. Questa crescita si deve non solo all’estensione del periodo di validità dell’obbligo, ma anche al fatto che nel 2024 il provvedimento valeva solo il sabato e la domenica, mentre a partire dal 2025 è stato introdotto anche per tutti i venerdì. Nel 2026 ci sono periodi in cui vale anche in altri giorni della settimana.
Sembra anche che il comune abbia intenzione di diventare più intransigente con chi viene trovato senza biglietto, visto che nei primi giorni i controllori hanno emesso circa il doppio dei verbali rispetto alla media giornaliera del 2025. L’amministrazione ha detto che i controlli più severi si devono al fatto che, arrivato al terzo anno di applicazione consecutiva, il provvedimento è da considerarsi entrato a regime e le persone dovrebbero ormai esserne al corrente.
Il biglietto costa 5 euro per chi prenota almeno quattro giorni prima di arrivare in città, 10 euro per chi lo fa con minore anticipo. Deve essere pagato da tutti quelli che visitano Venezia in giornata (sempre il venerdì e nel fine settimana, dalle 8 alle 16:30), ma non da chi si ferma a dormire in una struttura ricettiva, che paga già la tassa di soggiorno. Sono esenti anche i bambini fino ai 14 anni, i residenti del Veneto e altre categorie di persone, tra cui amici e conoscenti di persone che abitano in città.
Con la riattivazione del biglietto, comunque, sono ricominciate anche le proteste delle organizzazioni che hanno sempre contestato l’introduzione del contributo d’accesso. Lo scorso anno avevano elaborato un metodo piuttosto ingegnoso per boicottarlo, che si basa proprio sulla possibilità concessa agli abitanti di invitare un numero illimitato di conoscenti. Le persone che abitavano a Venezia avevano sfruttato questa possibilità per cedere fisicamente e online i loro codici di accesso e permettere ai turisti di entrare gratuitamente.
Chi è contrario al provvedimento dice che il biglietto è servito più che altro a portare soldi nelle casse comunali, invece che a limitare l’arrivo di persone, e la cosiddetta turistificazione della città, anche perché non è mai stato previsto un numero massimo di biglietti erogabili per ogni giornata. Il contributo, invece, era stato pensato proprio con l’obiettivo dichiarato dal comune di limitare la quantità di turisti italiani e stranieri che ogni giorno arrivano a Venezia e se ne vanno poche ore dopo, senza fermarsi a dormire.



