Il “Remigration summit” di Milano alla fine è diventato un’altra cosa
Senza il sostegno degli altri partiti di centrodestra sarà una specie di comizio della Lega, che ora non vuole più parlare di “remigrazione”

Sabato 18 aprile a Milano è in programma una manifestazione organizzata dai Patrioti per l’Europa, la coalizione di estrema destra del Parlamento Europeo di cui fa parte la Lega. Molti la chiamano “Remigration Summit” perché, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere una replica della controversa manifestazione sulla “remigrazione” che si svolse l’anno scorso a Gallarate, vicino a Milano (ma in provincia di Varese).
In realtà sarà una cosa molto diversa, soprattutto perché col passare dei giorni gli stessi partecipanti hanno preso le distanze da quel primo evento e dallo stesso concetto di “remigrazione”, un’ideologia di estrema destra che consiste in una sorta di piano per espellere con la forza le persone straniere ritenute per qualche ragione problematiche, anche se hanno un regolare permesso di soggiorno. Gli altri due partiti della coalizione di centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia, non parteciperanno al corteo e hanno dato segnali di non condividerlo a pieno (in alcuni casi anche criticandolo apertamente).
Il nome della manifestazione è “Senza paura – In Europa padroni a casa nostra”. Oltre a esponenti europei dei Patrioti per l’Europa, parteciperanno anche diversi membri della Lega, tra cui il segretario del partito Matteo Salvini e il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Nelle ultime settimane Salvini ha cercato di ridimensionare l’immagine estremista dell’evento, dicendo che «tutte le polemiche sul Remigration summit, razzismo e islamofobia sono isterie della sinistra» e che «non sarà nulla di tutto ciò». Ha detto che il tema dell’immigrazione sarà comunque centrale e che ci sarà una piazza «pacifica e sorridente» di persone che chiedono «pace, lavoro e sicurezza».
Alla fine la manifestazione dei Patrioti per l’Europa terrà dentro un po’ di tutto e senza un vero filo conduttore: dalle bollette alle politiche agricole alle limitazioni alla circolazione di certi tipi di moto a Milano. Parteciperanno infatti anche «venti trattori» e dei motociclisti. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha detto di non aver «capito bene alla fine questa manifestazione che senso abbia e di cosa parlerà».
Salvini ha anche detto che la parola “remigrazione” non è mai comparsa né sui manifesti né sul programma dell’evento. Sabato scorso, però, davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie si era riunito un gruppetto di aderenti al comitato per la Remigrazione e Riconquista, che aveva esposto uno striscione con la scritta “Remigrazione” e promosso, tra le altre cose, la manifestazione di oggi.

Matteo Salvini al gazebo della Lega in via Dante, a Milano, domenica 12 Aprile 2026 (Marco Ottico/Lapresse)
Giovedì il consiglio comunale di Milano ha votato un ordine del giorno promosso dal Partito Democratico per condannare l’evento. I consiglieri della Lega hanno votato contro, quelli di Fratelli d’Italia sono usciti dall’aula e quelli di Forza Italia si sono astenuti (in realtà contribuendo così all’approvazione della mozione, perché hanno permesso di raggiungere il numero di consiglieri minimo affinché la votazione fosse valida).
Forza Italia ha anche organizzato per oggi un raduno all’Arco della Pace dedicato al tema dell’integrazione delle seconde generazioni di persone immigrate: la concomitanza non sembra affatto casuale e vuole probabilmente marcare la distanza tra Forza Italia e la Lega sui temi legati alla migrazione. Ci sono state dissociazioni più o meno esplicite dalla manifestazione della Lega: la consigliera comunale Deborah Giovanati per esempio l’ha definita «un attacco a Milano».
Salvini aveva iniziato a cambiare la retorica sulla manifestazione dopo aver capito che non sarebbe stata sostenuta dal resto della maggioranza, anche perché l’aveva presentata come «la prima grande manifestazione dell’area di centrodestra dopo la sconfitta al referendum». A questo punto è molto probabile che sarà una cosa piuttosto diversa.
In contemporanea al corteo dei Patrioti (criticato anche perché seguirà lo stesso percorso del tradizionale corteo organizzato per il 25 aprile, il giorno della festa della Liberazione, da Palestro a piazza Duomo), si svolgeranno altre due manifestazioni organizzate in reazione a quella della Lega: una è intitolata “Milano è migrante” e partirà da piazza Lima, e l’altra dei centri sociali che partirà da piazza Tricolore. Entrambe arriveranno a piazza Santo Stefano.
La seconda edizione del vero “Remigration summit”, invece, quest’anno è stata programmata a Porto, in Portogallo. La prima edizione che si è tenuta a Gallarate si sarebbe dovuta tenere in origine a Milano, ma fu spostata a causa delle moltissime polemiche.



